Sollicciano: aumentano i detenuti e diminuiscono gli operatori

I consiglieri regionali Danti e Brogi (Pd) in visita:“Accelerare con l’apertura del palazzo di Giustizia e con l’istituzione del Garante regionale. Facilitare l’affidamento dei tossicodipendenti a strutture socio-sanitarie”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 ottobre 2010 19:15
Sollicciano: aumentano i detenuti e diminuiscono gli operatori

Situazione di grave sovraffollamento ormai costante da mesi con la soglia di 1000 detenuti superata (ad oggi 1011 più 3 bambini) a fronte di una capienza regolamentare di 497. Organico di operatori inferiore del 30% rispetto ai numeri necessari per la gestione. Questi i numeri, preoccupanti, dell’Istituto Penale di Sollicciano a Firenze dove oggi pomeriggio sono stati in visita i consiglieri regionali del Partito Democratico Enzo Brogi e Nicola Danti. “Il carcere di Sollicciano sta vivendo il momento peggiore degli ultimi anni – spiega Danti – in quanto a numeri abbiamo registrato un sovraffollamento per quanto riguarda i detenuti e una riduzione forte degli organici degli operatori carcerari.

Il personale all’interno dell’Istituto Penale sta svolgendo un lavoro eccezionale che copre le ormai evidenti carenze di organico in una struttura che già per la sua conformazione è più complessa di altre. C’è grande attesa inoltre – conclude Danti - per l’apertura del nuovo Palazzo di Giustizia, dobbiamo accelerare perché questo porterebbe un risparmio e una facilitazione per chi lavora all’interno di Sollicciano”. “Un tema fondamentale – aggiunge Brogi – da affrontare al più presto è quello dei tossicodipendenti in carcere.

Serve un intervento deciso per far sì che vada avanti il progetto di uscita dagli Istituti Penali come Sollicciano di queste persone che vanno affidate a strutture socio-sanitarie. A Firenze il carcere potrebbe svuotarsi di almeno 100 detenuti. Molto importante – conclude Brogi - anche l’istituzione del Garante regionale, una figura utile che come ci hanno confermato anche gli operatori servirebbe per rendere sempre migliori le condizioni di vita di tutti coloro che vivono il carcere, dai detenuti al personale”. Francesco Di Costanzo

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