Firenze: ex detenuti ripareranno le bici abbandonate

L'iniziativa sarà un valido strumento di socializzazione nonché un intervento finalizzato al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, detenuti in misura alternativa ed ex detenuti, adulti e minori.


Riprenderà a breve l’attività dei laboratori della Cooperativa Ulisse per la riparazione delle biciclette abbandonate. La giunta comunale ieri infatti ha dato il via libera, su proposta dell’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, al nuovo protocollo che disciplina i rapporti tra Amministrazione, Carcere di Sollicciano, Istituto per i minorenni Meucci e la cooperativa. Si tratta del rinnovo della intesa scaduta qualche mese fa ma non manca un elemento di novità, ovvero la previsione che il 2% delle biciclette riparate siano destinate al Comune.

“Sono soddisfatta dell’approvazione di questa delibera – commenta l’assessore Saccardi – perché si garantisce una seconda vita a quei mezzi altrimenti destinati a diventare carcasse inutilizzabili nelle depositerie dando lavoro a una cooperativa sociale impegnata a fornire una occasione lavorativa alle persone che escono da circuito carcerario. Al tempo stesso così assicuriamo un servizio alla città perché, anche grazie ai mezzi che resteranno nella disponibilità dell’Amministrazione, possiamo incentivare l’utilizzo della bici quale mezzo per spostarsi in città”.

La decisione parte da una constatazione, ovvero che l’esperienza scaturita dall’attivazione dei laboratori a Sollicciano e al Meucci è considerata dai responsabili delle strutture un valido strumento di socializzazione nonché come intervento congiunto finalizzato al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, detenuti in misura alternativa ed ex detenuti, adulti e minori. E al tempo stesso rappresenta una occasione per valorizzare il sistema della cooperazione sociale per la realizzazione di un progetto con obiettivi così marcatamente sociali.

Quindi il Comune si impegna a donare alla Cooperativa sociale Ulisse le biciclette necessarie all’attivazione dei due laboratori-officina interni ai due istituti di pena che si occuperanno della riparazione dei mezzi. Si tratta delle biciclette rimosse per violazioni del codice della strada e acquisite al patrimonio comunale come oggetti abbandonati perché non reclamati dai proprietari. Mezzi che si accumulano nella depositeria. Le bici verranno poi vendute dalla cooperativa e i relativi proventi dovranno essere destinati esclusivamente alla prosecuzione dell’attività.

La Cooperativa Ulisse da parte sua si impegna a gestire le officine interne dei due istituti di pena e a provvedere alla riparazione delle biciclette provenienti dalla depositeria (e di quelle eventualmente affidate da altri enti pubblici o privati) nelle due officine e di utilizzare locali esterni per l’attività di vendita. E inoltre anche a mettere ogni anno a disposizione dell’amministrazione comunale il 2% delle biciclette riparate per finalità diverse. Tra gli impegni della cooperativa di utilizzare il ricavato della vendita per la prosecuzione delle attività previste dal protocollo e di assumere come soci-lavoratori il numero di detenuti necessario a svolgere il lavoro di riparazione.

La direzione del carcere di Sollicciano e quella dell’istituto Meucci da parte loro si assumono l’obbligo di individuare i soggetti da avviare al lavoro nelle officine, di favorire l’attività lavorativa e formativa dei detenuti assicurando il rispetto degli orari programmati, di attivarsi perché le persone che rientrano nel progetto scontino la pena nelle due strutture. E per quanto riguarda il Meucci anche di concedere in commodato gratuito alla Cooperativa Ulisse i locali individuati all’interno dell’istituto. (mf)

Redazione Nove da Firenze