''L’inganno'' di Anthony Shaffer

Debutta in prima nazionale al Teatro della Pergola l’ultima produzione della compagnia Mauri-Sturno.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 gennaio 2010 16:22
''L’inganno'' di Anthony Shaffer

Glauco Mauri e Roberto Sturno portano sulle scene italiane il testo teatrale di Anthony Shaffer: "Sleuth", letteralmente segugio, "L’inganno". Dopo Delitto e castigo di Dostoevskij, Faust di Goethe e Il vangelo secondo Pilato di Schmitt, Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano ad indossare abiti moderni e ad attraversare e leggere i problemi della contemporaneità come l’immigrazione, il mutare dei rapporti umani, la tenuta dei valori.

Le scene sono di Giuliano Spinelli, i costumi di Simona Morresi, le musiche di Germano Mazzocchetti, la regia di Glauco Mauri. La storia si basa su un gioco di inganni, di orgoglio, di vendetta, di due uomini per il possesso di una donna. Un gioco di investigazione, di doppi, di cinico umorismo, sul filo del mistero, della falsità, delle bugie. Un gioco all’ultimo sangue tra un famoso e ricco scrittore di gialli, chiuso nella sua casa dai mille trabocchetti, e l’amante della sua frivola moglie.

Un gioco per la vittoria della mente più astuta. Nel 1972 Anthony Shaffer (fratello gemello di Peter Shaffer, autore dei fortunati Equus e Amadeus) ricevette il prestigioso “Premio Award” per la migliore commedia dell’anno: "Sleuth", che cominciò così la sua fortunatissima carriera teatrale. "Sleuth" definito subito dalla critica thriller-psicologico, che nell’elaborazione di Glauco Mauri prende il titolo di "L’inganno", ebbe un tale successo che fu, per ben due volte, adattato per il cinema.

Nel 1972 con la regia di Joseph L. Mankiewicz con Laurence Olivier e Michael Caine, e nel 2007 con la regia di Kenneth Branagh, con Michael Caine e Jude Law e la sceneggiatura di Harold Pinter. La prima teatrale della commedia, scritta nel 1969, fu a Londra, al St. Martins Theatre il 12 febbraio 1970 con Anthony Quayle e Keith Baxter diretti da Clifford Williams, successivamente la pièce debuttò al Music Box Theatre di Broadway. Nella città di New York rimase in scena per ben 4 anni mentre a Londra le repliche si protrassero per 8 anni.

Da ricordare anche il fortunato adattamento francese dal titolo "Le Limier" che vide tra i suoi interpreti principali Jacques Weber e Philippe Torreton, e rimase in cartellone a Parigi per più di una stagione. Tuttora lo spettacolo viene replicato nei maggiori teatri di tutto il mondo. Qual è il motivo di tanto successo e tanto gradimento del pubblico? Anthony Shaffer certamente propone in questo suo testo tutte le sue abilità di sceneggiatore di gialli. Di rilievo sono le sue collaborazioni con Alfred Hitchcock e numerosi sono gli adattamenti per lo schermo di alcuni dei più famosi romanzi di Agatha Christie. Ma c’è qualcosa di molto di più nel fascino di questa commedia: ironia, dramma, gioco, comicità e sorprendenti colpi di scena danno a questo testo il dono di creare un’atmosfera di grande divertita tensione.

Due uomini giocano a ingannarsi, a ferirsi nei loro più intimi sentimenti in un gioco che spesso sfocia in una farsa feroce. Ma, come accade spesso nella vita, la farsa che umilia le debolezze dell’uomo si tramuta in un dramma dove l’uomo rimane vittima di se stesso. E non a caso il gioco termina con lo sghignazzo di un pupazzo meccanico che inerte ha assistito alla scena e che ci dice, lui senza anima, quanto pazzi siano gli uomini che giocano a ingannarsi e a farsi del male. Si ride, ci si diverte ma ci si ricorda anche che l’uomo rimane sempre il protagonista, nel bene e nel male, del suo destino. La produzione debutterà in prima nazionale da martedì 26 a domenica 31 gennaio 2010 al Teatro della Pergola di Firenze.

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