Rubrica — Spettacolo

Alexander Lonquich pianista e direttore in due appuntamenti al Maggio

Sabato 24 marzo 2018, ore 20, e sabato 31 marzo 2018 ore 16.30, doppio appuntamento mozartiano al Maggio Musicale Fiorentino che chiude il ciclo dedicato al compositore salisburghese della Stagione 2017/18


Firenze, 23 marzo 2018 - Sabato 24 marzo 2018, ore 20, e sabato 31 marzo 2018 ore 16.30, doppio appuntamento mozartiano al Maggio Musicale Fiorentino con Alexander Lonquich sul podio e al pianoforte che chiude il ciclo dedicato al compositore salisburghese della Stagione 2017/18.

Il programma mozartiano del 24 marzo si apre con l’Ouverture del Die Zauberflöte: l’ultima opera del compositore salisburghese velata di mistero per la sua apparente appartenenza alla simbologia numerica ampiamente presente nel corso dell’opera. Segue la Sinfonia in do maggiore K. 425, sempre di Mozart, scritta in tempi brevissimi durante un viaggio andata-ritorno per Vienna in cui il compositore salisburghese presentò su moglie alla famiglia. In chiusura il Concerto in do minore K. 491, una pagina che sembra nascere da uno scavo doloroso di indicibile profondità con un culmine nella complessità e ricchezza dei rapporti tra solista e orchestra.

Il programma mozartiano del 31 marzo 2018 alle 16.30, invece, con la Maurerische Trauermusik in do minore K. 477 che rappresenta il culmine delle bellissime musiche che Mozart compose per riti massonici (era entrato nella loggia viennese “Zur Wohltätigkeit” alla fine del 1784) è questa “Musica funebre massonica” datata luglio 1785 nell’elenco che il compositore teneva delle sue opere. A seguire la Sinfonia in re maggiore K. 385 Haffner, composizione che Mozart scrisse a Vienna dopo la definitiva rottura con l’arcivescovo di Salisburgo, situazione della quale siamo informati dalle lettere tra Wolfgang e il padre.

In chiusura il Concerto in do maggiore K. 503, l’ultimo dei quindici concerti pianistici che Mozart scrisse in quattro anni a Vienna tra il dicembre 1782 e la fine del 1786: quelli con cui conquistò la città come pianista e compositore nel periodo in cui la sua prepotente vocazione teatrale si manifestò nella incredibile varietà inventiva dei concerti pianistici, e nella complessità e molteplicità dei rapporti tra solista e orchestra.

Redazione Nove da Firenze