Diario elettorale: lettera aperta ai candidati sindaco per parlare di politiche d'integrazione scolastica


Un incontro con i candidati al ruolo di sindaco di Firenze per parlare con chi in questi anni ha lavorato al fianco degli alunni con cittadinanza non italiana. Per conoscerne l'operato, garantirne la continuità e lo sviluppo futuro.
E' questo il contenuto di una lettera aperta che otto fra associazioni e cooperative hanno inviato ai diversi candidati e che il quotidiano online Nove da Firenze, di seguito, pubblica.

Lettera aperta ai candidati sindaco del Comune di Firenze.
Da parte di:
COSPE Onlus – Fabio Laurenzi
Associazione Onlus Viva – Gianna Gentile, Carla Pastacaldi
Cooperativa Il Pozzo – Tiziana Michelangeli
Associazione Il Muretto – Alessandro Santoro
Consorzio Metropoli – Tatiana Mancuso
CEPISS cooperativa sociale Onlus – Sergio Saitta
Cooperativa e Associazione Gaetano Barberi – Andrea Mannucci
Cooperativa Sociale Arca – Marco Parisi

Per una scuola inclusiva
La nuova normativa italiana, dal pacchetto sulla sicurezza al regolamento sulla valutazione del Ministero dell’Istruzione, chiama in causa le istituzioni locali, oltre a tutta la società civile, per salvaguardare l’universale diritto all’istruzione degli alunni con cittadinanza non italiana.
Il cosiddetto pacchetto sicurezza, infatti, crea una pericolosa ambiguità sul dovere delle scuole di accogliere tutti gli alunni a prescindere dal loro stato giuridico. Il regolamento sulla valutazione crea un altro fronte di rischio sulle pari opportunità di successo scolastico; infatti, anche se nella prima parte si richiama alle Strategie di Lisbona e alle direttive del Consiglio d’Europa, non individua poi nel testo le pratiche per la loro attuazione.
Queste ambiguità e questa mancanza di direttive chiare crea una localizzazione dei diritti. Ci saranno infatti scuole che negli anni hanno già applicato e sperimentato buone prassi per l’accoglienza, l’inserimento e il successo scolastico degli alunni con cittadinanza non italiana e scuole che viceversa, trovandosi sprovviste di pratiche già consolidate, non saranno in grado di garantire il diritto all’istruzione e alle pari opportunità.
Chiediamo quindi ai canditati sindaci di prendere in carico e di accogliere le esperienze positive già in essere, di sostenerle, rafforzarle e consolidarle negli anni, confermando la sistematicità di virtuosi rapporti fra istituzioni scolastiche, governi locali, reti di associazioni ed organismi del territorio che negli anni hanno messo a punto, ognuno con le proprie specificità, tale sistema.
All’interno di tale quadro, chiediamo che il governo della città che emergerà dalle elezioni, garantisca la continuità e lo sviluppo della “Rete dei Centri di alfabetizzazione in Lingua seconda”, esperienza nata con l’Assessorato attuale, di cui sono state date valutazioni di eccellenza anche in ambito nazionale e un cui eventuale impoverimento costituirebbe uno spreco di risorse umane, di esperienza, di sinergie interistituzionali.
Crediamo infatti che senza una molteplicità di azioni che portino la scuola ad adottare un politica educativa in linea con le direttive europee l’ingresso degli alunni non italofoni nella scuola italiana, questo verrà sempre vissuto con modalità emergenziali e senza dare sistematicità agli interventi. Ribadiamo quindi la nostra convinzione che la scuola di oggi debba puntare in alto, garantendo a tutti gli alunni il diritto allo studio e pari successo scolastico.
Le classi di oggi accolgono alunni con abilità e competenze molto differenziate e lavorare su questa differenziazione è proprio la sfida del futuro. Come evidenziato dalla Commissione europea: “Ogni allievo ha esigenze diverse. Ogni aula scolastica è un luogo di diversità: di genere, di gruppi socioeconomici, di abilità o disabilità, di lingue materne e di stili di apprendimento. Migliorare le competenze significa insegnare agli studenti in un modo più personalizzato. Adattare l’insegnamento alle esigenze specifiche di ciascun alunno può rafforzare l’interesse e l’impegno dello studente nelle attività di apprendimento e migliorarne il rendimento; bisogna però fare in modo che i vantaggi di tale impostazione si ripercuotano equamente sugli studenti. Individuare precocemente le difficoltà individuali ed adottare strategie preventive globali in ambito scolastico costituiscono i mezzi più importanti per ridurre il numero degli abbandoni scolastici. Gli insegnanti hanno bisogno di una formazione specifica per imparare a lavorare efficacemente in classi diversificate”. Bruxelles Com (2008) 425 p.7
La scuola, quale principale luogo di incontro che prepara i futuri cittadini ad una società plurilingue e interculturale, garante di un democratico diritto di espressione di tutti, riteniamo che debba essere al centro di qualsiasi programma di governo.
Alla luce di quanto qui esposto, chiediamo quindi che i candidati sindaci di Firenze si facciano promotori di una politica educativa e garante dei diritti, coerente con la tradizione di apertura ed accoglienza della città, portando tali istanze anche ad un livello nazionale.
I sottoscrittori invitano i candidati a concordare un incontro con i firmatari, per un confronto con chi opera nei centri e per esprimersi su tali istanze.

Redazione Nove da Firenze