Anteprima cinema:’Gran Torino’ di Clint Eastwood


Clint Eastwood, vera e propria icona di una continua e straordinaria crescita artistica non finisce di stupire per la prolificità della sua attività di regista. Dopo tre Oscar il regista non si è fermato e dopo aver diretto l’ottimo “Changeling”, intrigante thriller ambientato nella Los Angeles degli anni Trenta, presenta adesso ‘ Gran Torino’, un ottimo film che vede Eastwood nella doppia veste di regista e attore. A quattro anni dalla sua ultima interpretazione in “ Million dollar baby” ritorna attore per dare la giusta interpretazione al protagonista Walt Kowalski. Questi è un reduce della guerra di Corea burbero e solitario con una grande passione per la propria auto, una Ford Torino del 1972, custodita in garage. Il quartiere in cui l'uomo vive è popolato da immigrati orientali e Walt non vede di buon occhio lo sviluppo di questa comunità, ma quando si scatena una lotta tra bande giovanili Walt si allea con i vicini di casa coreani, i quali diventeranno quasi la sua famiglia e lo aiuteranno in qualche modo a risolvere i problemi personali e a dare un senso alla sua vita. L’ultimo lavoro di Eastwood è un film scarno, personalissimo e quanto mai attuale. In qualche modo c’è qualcosa di autobiografico nel film. E’ come se la maturazione e la grande crescita di questo attore/regista, che è passato dal “duro” Dirty Harry dei film dell’ispettore Callaghan, ai personaggi sempre più sfaccettati, dubbiosi, “normali” e attenti ai problemi di tutti i giorni, avessero trovato una sorta di metafora nel film “Gran Torino”. Sullo sfondo del peggior disastro economico che l’America attraversa dagli anni ’30 a oggi, il suo film ambientato in un paesino dell’hinterland di Detroit, è, forse, la summa di una terra lacerata dalla crisi e dai licenziamenti, ma anche dall'ignoranza e dall'intolleranza. In Gran Torino si trovano molti dei temi cari all’autore e che hanno caratterizzato la sua filmografia migliore: il razzismo, la religione, i pregiudizi, il rapporto tra genitori e figli.
“Ho interpretato un uomo – ha detto Eastwood – che in un certo senso è metafora della macchina che tanto ama, la Gran Torino. Roba di altri tempi, ma che è, anche, in grado di cambiare. Vedo troppi soldati e poliziotti estremi al cinema, ma i tempi in cui viviamo non sono fatti per ammazzare. E’ il momento sicuramente di pene appropriate, ma anche di sistemi educativi e coraggio nella comprensione degli altri. Il mio Gran Torino, senza pallottole per alcuni, è un film sulle guerre tra le minoranze di oggi”
Nel momento in cui il vecchio Clint guarda con sensibile attenzione ai problemi dell’America di oggi e lascia intendere una fiduciosa attenzione alla presidenza di Obama, sembrano davvero lontani i tempi in cui l’attore era il sindaco repubblicano, e pare decisamente conservatore, di Carmel by The Sea, California.
Alessandro Lazzeri
Gran Torino
Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, Austin Douglas Smith. Cory Hardrict, Geraldine Hughes, Brian Howe, Brian Haley, Dreama Walker, Nana Gbewonyo, John Antony, Doua Moua, Sarah Neubauer, Lee Mong Vang
Azione, durata 116 min. - USA 2008. - Warner Bros Italia data uscita 13/03/2009.

Redazione Nove da Firenze