Musica: Sergio Cammariere mercoledì 27 agosto alla Versiliana Festival


Uno scambio di emozioni, uno stupore che si rinnova, perché ogni suo spettacolo nasce dall’improvvisazione. Estro puro, liberato per essere condiviso con il pubblico e con i suoi musicisti che da 10 anni lo accompagnano e si avventurano con lui in percorsi musicali mai battuti, mai scontati, ma unici e irripetibili.
Unica tappa Toscana per il cantante calabrese Sergio Cammariere, mercoledì 27 agosto (inizio ore 21,30) al teatro all’aperto del Festival la Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lu).
In scaletta una selezione dei brani tratti dai suoi tre album e dalla prima raccolta “Cantautore piccolino”: “Sorella mia”, “Libero nell’aria”, “Le porte del sogno”, “Dalla pace del mare lontano”, “Per ricordarmi di te”, l'emozionante “Estate” di Bruno Martino e “My song” di Keith Jarrett, le sanremesi “Tutto quello che un uomo” e “L’amore non si spiega”. Un disco veramente speciale che, come lui stesso sottolinea “racchiude anni importanti della mia vita”, un disco - aggiunge Cammariere - “che dedico a tutte le persone che mi hanno accompagnato con i loro consigli e le loro critiche. A tutte le persone che mi hanno scritto e ai musicisti che ho avuto la fortuna di incontrare. Siete il mio tesoro più grande”.
Sergio Cammariere, nato a Crotone, pianista ormai riconosciuto per il suo talento e interprete coinvolgente, trae la sua ispirazione sia dalla grande scuola della musica d’autore italiana che dalle sonorità sudamericane, dalla musica classica e dai grandi maestri del jazz. Nel 1997 partecipa al PREMIO TENCO, catturando l'attenzione di critica e pubblico. La Giuria della manifestazione gli attribuisce all'unanimità il Premio IMAIE come “Migliore musicista e interprete” della Rassegna. Nel gennaio 2002 esce il suo primo album dal titolo “DALLA PACE DEL MARE LONTANO”. Prodotto da Biagio Pagano per Via Veneto Jazz, scritto con Roberto Kunstler autore dei testi e la partecipazione di Pasquale Panella per l’omaggio a C. Trenet nel brano “Il mare”. L’album è registrato in presa diretta con musicisti della scena jazz italiana riconosciuti per il loro talento. Fabrizio Bosso alla tromba, al contrabbasso Luca Bulgarelli, Amedeo Ariano alla batteria e Olen Cesari al violino. Tutto il 2002 è all’insegna del live e i suoi concerti si arricchiscono ogni volta di nuovo pubblico. Riceve numerosi riconoscimenti: tra i quali il Premio L’ISOLA CHE NON C’ERA come migliore album d’esordio, il Premio CAROSONE, il Premio DE ANDRE’ come migliore artista dell’anno e la TARGA TENCO 2002, Migliore Opera Prima per “Dalla pace del mare lontano”. Vince il referendum di MUSICA E DISCHI come migliore artista emergente dell’anno e riparte in tour debuttando dal prestigioso Teatro Studio di Milano. Nel 2003 partecipa al FESTIVAL di SANREMO con “Tutto quello che un uomo” scritto in collaborazione con Roberto Kunstler. Arriva al terzo posto vincendo sia il “Premio della Critica” che il Premio per la “Migliore composizione musicale”. Da Sanremo in poi i riconoscimenti sono numerosi e Sergio Cammariere è eletto all’unanimità “personaggio dell’anno”. Il disco “Dalla pace del mare lontano” si posiziona fisso ai vertici della classifica di vendita, conquistando il primo posto e un doppio disco di platino, il Tour si aggiudica il Premio “MIGLIORE LIVE DELL’ANNO” assegnato da Assomusica ed esce il suo primo DVD: “Sergio Cammariere in concerto – dal Teatro Strehler di Milano”. L’estate 2004 gli regala due grandi incontri e due nuove collaborazioni: con Samuele Bersani in “Se ti convincerai” nell’album “Caramella smog” e con una signora della canzone italiana Ornella Vanoni per “L’azzurro immenso” scritta con Sergio Bardotti - canzone inserita nell’album VanoniPaoli “Ti ricordi? No non mi ricordo”. Novembre 2004 esce "SUL SENTIERO" sempre prodotto da Biagio Pagano per Via Veneto Jazz. Dodici canzoni con i testi di Roberto Kunstler, Pasquale Panella, Samuele Bersani per “Ferragosto” e due brani strumentali. “SUL SENTIERO” è la continuazione del discorso musicale aperto con "Dalla pace del mare lontano" arricchito di nuovi elementi in cui si fondono in un delicato equilibrio, il jazz orchestrale, la canzone d’autore, i ritmi sudamericani e lo spirito del blues. Nell’estate 2006 Sergio è ospite con il suo pianoforte nel disco di Peppe Voltarelli “Distratto ma però” nella canzone “L’anima è vulata” e nel primo disco “You’ve Changed” di Fabrizio Bosso - astro nascente del jazz italiano e internazionale, con una nuova versione di “Per ricordarmi di te” già contenuta in “Dalla pace del mare lontano” e un emozionante omaggio a Bruno Martino con “Estate”. Nell’autunno del 2006 - esce “IL PANE, IL VINO E LA VISIONE”, undici canzoni con i testi di Roberto Kunstler e la partecipazione di Pasquale Panella e due brani piano solo. Un percorso musicale lungo e meditato dove gli strumenti diventano voci, echi di luoghi lontani in costante cambiamento. Questo terzo album è il diario musicale di una pace ritrovata nella semplicità di un comune sentimento d’amore, l’unico linguaggio capace di superare ogni divisione, che non necessità d’esser tradotto per essere compreso e che resta sempre riconoscibile. Esiste un legame profondo fra l’amore così inteso e la Musica, così come il sentimento prorompe ingenuo da uno sguardo o un gesto - un suono e un’armonia non suggeriscono un senso in se - ma cercano nell’esperienza e nella sensibilità di chi ascolta il proprio significato. Il 2007 porta Sergio ad esibirsi in Europa dove riscuote grande consenso di pubblico e il “disco d’oro” per “Il pane, il vino e la visione”. Durante il suo tour incontra inoltre il regista Mimmo Calopresti che lo riavvicina ad un suo grande amore di sempre, il cinema. Questo ritrovo lo porterà alla preparazione della colonna sonora del film “L’Abbuffata. Nel novembre 2007 Il Festival del Cinema Mediterraneo di Montpellier, che accoglie film e documentari di tutto il mondo, assegna il Premio per la Miglior Musica a Sergio Cammariere per la colonna sonora del film “L’Abbuffata”. Infine nel febbraio 2008 ha partecipato al 58° Festival di Sanremo” con “L’amore non si spiega”, testo di Roberto Kunstler.

Redazione Nove da Firenze