Parco dei Renai: laghi e falda a inquinamento zero


Ai Renai si nuota in un’acqua che potrebbe essere destinata al consumo umano. Sono i dati che emergono dalle analisi dei tecnici, anche nel secondo trimestre 2008. Nella stagione delle grandi presenze, con il parco scelto da tanti cittadini che vanno nel lotto 1 per fare il bagno nello stabilimento balneare Big Sur, la Progetto Renai srl, società realizzatrice del progetto di recupero dell’area del Parco, prosegue nella campagna di diffusione delle analisi delle acque e dei suoli. E anche nel secondo trimestre (l’ultima rilevazione è del 30 giugno scorso) i risultati sono lusinghieri. Le acque dei laghi e dei piezometri di rilevamento potrebbero essere destinate al consumo umano; sui terreni non vi sono tracce di inquinamento. I rilievi sono stati eseguiti sia nell’area di cantiere che nel Parco dei Renai. Le misurazioni periodiche, che sono anche affisse all’albo pretorio del comune di Signa e quindi a disposizione nella loro completezza per tutti i cittadini, sono previste e approvate dagli organismi competenti in sede di autorizzazione all’uso dell’Area. Secondo il piano di monitoraggio del lotto 2 dei Renai, trimestralmente vengono eseguite misurazioni del terreno in punti a campione sull’intera area implicata nello scavo (e preliminari all’autorizzazione allo scavo). I tecnici eseguono anche un controllo ambientale della polverosità dell’area durante i lavori di scavo (PM 10) per verificare l’incidenza della movimentazione dei mezzi su tale fattore di disturbo e un controllo quali-quantitativo delle acque dei laghi e di 10 punti di prelievo (piezometri) 5 interni e 5 esterni all’area di scavo. Mensilmente dall’inizio degli scavi, viene invece misurato il livello della falda.
Il campionamento del terreno avviene in contraddittorio con Arpat; così avviene per il campionamento delle acque. Le analisi vengono eseguite sia da un laboratorio privato che dal Laboratorio ARPAT di riferimento Regionale (via Ponte alle Mosse, Firenze). I parametri di riferimento sul terreno, per la qualità dell’aria, e delle acque, sono stati stabiliti in incontri tecnici tra personale esperto e conferenze dei Servizi tra i vari soggetti coinvolti, antecedenti all’uso dell’area. La Progetto Renai srl, società proprietaria e realizzatrice del piano di recupero del Parco dei Renai di Signa presenta il nuovo report sull’ambiente dell’area. «Prosegue la nostra campagna di informazione – ha detto il presidente della Progetto Renai, Andrea Marzi – per rendere ancor più consapevoli i cittadini che le escavazioni e il recupero dell’area avvengono sotto il costante controllo delle autorità preposte e nel rispetto dell’ambiente. Una filosofia che ispira le nostre azioni anche nella creazione e gestione del parco, tutta improntata alla naturalità e alla completa fruibilità da parte di tutti i cittadini». «Per quanto riguarda il livello della falda acquifera – si legge nel report – non risulta che l’attività di scavo si sia ripercossa su di essa più delle condizioni meteo-climatiche. Anzi, i valori acquisiti rispecchiano la discreta piovosità del periodo con valori molto più elevati per la attuale stagione estiva e rispetto a quella invernale e primaverile. In sostanza si sono rilevati valori dei livelli nei mesi di maggio e giugno più simili a valori che di solito si ritrovano nella stagione autunnale a riprova che le abbondanti piogge di tali mesi hanno sensibilmente rialzato il livello medio dell’acquifero». Dopo l’analisi delle acque, i tecnici hanno confermato che tutti i dati acquisiti sono conformi ai valori di confronto (Allegato 2, tabella 1/A del Dlgs 152/2006) validi per l’utilizzo delle acque superficiali destinate alla produzione e al consumo umano. Nessuno dei parametri di maggiore impatto ambientale quali i solventi clorurati ed alcuni metalli pesanti sono risultati presenti nelle numerose campagne di misurazione effettuate mentre anche altri parametri significativi del livello medio delle acque (anioni e cationi) non hanno mostrato oscillazioni di oltre il 20 % da un valore medio di riferimento, per cui sempre sotto controllo e senza rischi ambientali. I dati sulla balneabilità del lotto uno si possono trovare anche sul sito Internet dell’Arpat che effettua periodicamente controlli in tal senso.

Redazione Nove da Firenze