Sanità: in Toscana si annuncia la riorganizzazione della Guardia medica
Nuove regole anche per le farmacie

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 maggio 2007 19:03
Sanità: in Toscana si annuncia la riorganizzazione della Guardia medica<br>Nuove regole anche per le farmacie

Firenze- La riorganizzazione del servizio di guardia medica in Toscana è stata al centro di un’informativa che l’assessore al diritto alla salute ha svolto questa mattina in commissione Sanità. L’assessore ha spiegato che la Regione sta dando attuazione a un accordo nazionale del 2005, che stabilisce il parametro di un medico di guardia ogni 5 mila abitanti residenti. Tuttavia, le aziende sanitarie possono prevedere un diverso rapporto a seconda delle specificità territoriali in cui si opera.
Il servizio di guardia medica, secondo l’assessore, necessitava da tempo di una riforma.

In Toscana sono presenti 170 postazioni di guardia medica, di cui buona parte registra una scarsa attività, tale da non giustificare la loro presenza. In circa 90 casi, ad esempio, la media è di 1,5 visite domiciliari nelle 24 ore. Dunque si sta attuando una loro riduzione. Con l’applicazione del nuovo modello, ha spiegato ancora l’assessore, si risparmieranno circa 10 milioni di euro (a fronte di una spesa di 40 milioni di euro) ma il livello di assistenza al cittadino dovrebbe migliorare.
Questi i capisaldi della nuova organizzazione: innanzitutto il cittadino che ha bisogno di una visita notturna o durante i giorni festivi dovrà rivolgersi al 118.

Gli operatori del 118, a seconda dei casi, prospetteranno varie possibilità: dall’invio dell’ambulanza, all’invio di un medico a domicilio, fino all’invito a recarsi al pronto soccorso. La riduzione delle postazioni di guardia medica sarà compensata inoltre dall’istituzione di 120 centri di primo soccorso nei Pet, i punti di emergenza territoriale (misericordie, associazioni ecc. da dove partono ambulanze e medici in caso di chiamata). Qui sarà presente un medico 24 ore al giorno sette giorni su sette.

Per le guardie mediche che rimangono l’obiettivo è raggiungere una maggiore produttività. In definitiva, ha commentato l’assessore, lo scopo della riforma in atto non è quello di diminuire l’assistenza al cittadino, ma di razionalizzarla, riorganizzarla e aumentare il numero delle visite. A parere dell’assessore non dovrebbero esserci problemi per i dottori che attualmente lavorano come guardie mediche, poiché essi possono trovare alternative di impiego nell’ambito del servizio sanitario regionale.

Critica la posizione del centrodestra. Secondo i consiglieri di Forza Italia la Toscana presenta caratteristiche del territorio diverse e più problematiche rispetto ad altre regioni dove l’accordo è già stato applicato, e per questo è necessario prevedere deroghe, dato che si tratta di un servizio al cittadino. Occorre di conseguenza una mappatura accurata dei servizi di assistenza primaria su tutto il territorio regionale. La riorganizzazione, inoltre, rischia di togliere a molti medici la loro unica fonte di reddito.

Il gruppo di Alleanza nazionale si è definito, dopo la relazione dell’assessore, molto preoccupato da una riforma che vede l’utilizzo del 118, che ha sempre avuto altre funzioni, e di parametri che non tengono conto, ad esempio, dell’afflusso turistico stagionale. Soddisfazione, invece, è stata espressa dai consiglieri del gruppo Ds, secondo i quali la riorganizzazione in atto ha lo scopo di rimediare a un grande spreco di denaro pubblico e di migliorare allo stesso tempo il livello di assistenza primaria al cittadino.

Secondo Rifondazione Comunista, infine, siamo davanti a un processo positivo, che va tarato, aggiustato e compreso negli effetti. Apprezzabile il ricorso al 118, poiché una rete di primo soccorso è necessaria per i toscani.

Cambia l’assistenza farmaceutica in Toscana. La commissione Sanità ha infatti licenziato, con il voto favorevole della maggioranza e di Rifondazione Comunista e con il voto contrario del centrodestra, la proposta di legge “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 25 febbraio 2000 n.

16 (Riordino in materia di igiene e sanità pubblica, veterinaria, igiene degli alimenti, medicina legale e farmaceutica)”. Il nuovo provvedimento modifica molti articoli della legge del 2000, adeguandosi al quadro normativo nazionale in materia di assistenza farmaceutica, che ha conosciuto dagli anni ’90 ad oggi un’evoluzione senza precedenti. Gli obiettivi principali della proposta di legge sono due: la semplificazione delle procedure per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche e l’estensione della rete regionale di distribuzione del farmaco.

Fra le novità più rilevanti della legge c’è la nascita di un nuovo presidio farmaceutico, la “proiezione”. La proiezione, per rispondere all’esigenza di migliorare il grado di accessibilità al farmaco da parte dei cittadini e rendere il servizio dell’assistenza farmaceutica più capillare, porterà, in prospettiva, al definitivo superamento dei dispensari farmaceutici “annuali”. Attualmente i dispensari annuali vengono attivati in quelle sedi farmaceutiche che sono state istituite in deroga al criterio demografico, per assicurare il servizio in località fuori mano o gravemente disagiate.

La proiezione prevista dalla nuova legge si differenzia nettamente dai dispensari per due motivi: innanzitutto non incontra i limiti caratteristici del dispensario (apertura al pubblico con orari ridotti, minore disponibilità di prodotti); in secondo luogo prescinde dall’esistenza di una “sede” (in pianta organica) nella località dove si intende aprire la farmacia. Inoltre la legge prevede la possibilità di aprire farmacie in sedi di particolare transito quali aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e aree di servizio autostradale.
Ancora, le modifiche apportate dalla nuova legge hanno come obiettivo quello di ridurre i tempi necessari all’apertura di un esercizio farmaceutico: l’apertura deve avvenire, a pena di decadenza, entro sei mesi dal provvedimento regionale di assegnazione.

L’attuale procedura consentiva infatti un eccessivo allungamento dei tempi, fino ad oltre i tre anni. L’assegnazione delle sedi farmaceutiche avverrà inoltre non più con vari concorsi provinciali, ma con un concorso unico regionale, in modo da snellire i tempi e le procedure. Soddisfazione per il licenziamento dell’atto è stata espressa dai gruppi di maggioranza, mentre da parte dell’opposizione di centrodestra è stato sollevato il dubbio che il provvedimento, così concepito, sia incostituzionale: in particolare, per quanto riguarda le competenze dei sindaci per l’apertura delle proiezioni, per il fatto che si entra in un settore di competenza dello Stato e perché viene cancellato il ruolo degli ordini professionali.

(cem)

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