Alluvione: il Quarantennale da Stia a Firenze


4 novembre 1966: una data che costituisce, a distanza di anni, una memoria collettiva di paura e di sgomento e che come poche altre ha diviso la storia in un prima e in un dopo.

Le immagini di Firenze alluvionata sono conosciute da tutti e, nella loro silenziosa drammaticità, hanno emozionato il mondo intero. Un fiume, ha invaso una città e ne ha fatto scempio; un fiume, normalmente tranquillo ed amico, ha colpito e travolto – con la sua furia – tutto ciò che ha trovato lungo il suo cammino, fin dalla sua sorgente sul monte Falterona, giù lungo il suo bacino .

E’ questo aspetto meno conosciuto, meno studiato, che l’Amministrazione comunale di Stia (Arezzo), assieme all’associazione Firenze Promuove (dal 1996, attiva protagonista nel reperire fonti documentarie dell’alluvione e a tenerne vivo il ricordo, ogni anno, con manifestazioni ad hoc) propone come contributo per questo Quarantennale dell’alluvione di Firenze.

Anche il Casentino, difatti, da Stia a Bibbiena, conobbe la furia devastatrice dell’Arno, nutrita da migliaia di metri cubi di acqua, pietre e fango ricevuti dai fossi e dai torrenti dei monti e poggi casentinesi e, per la prima volta, ne viene resa testimonianza pubblica in una mostra fotografica che si inaugurerà sabato 21 ottobre, alle ore 16, al Palagio Fiorentino di Stia, dal titolo Da Stia a Firenze: l’Arno si racconta. Una raccolta inedita di foto e di testimonianze che, unite ad un’ampia sezione dedicata a Firenze, offre un quadro complessivo e più ampio di quella che fu la grande alluvione del ’66.

Non solo: all’interno della mostra, ve ne sarà un’altra, particolare, dal titolo La visita di papa Paolo VI a Firenze alluvionata la notte di Natale del ’66, in cui verranno esposti i doni (mitria, pastorale, calice, patena, casula, stola, camice e amitto) che papa Paolo VI lasciò alla città di Firenze in occasione della sua storica visita nella notte di Natale del ’66 come segno della sua paterna partecipazione al dramma cittadino e che – per la prima volta – lasciano la Cattedrale di S. Maria del Fiore per essere esposti altrove, grazie all’interessamento del vescovo di Fiesole, S.E. mons. Luciano Giovanetti, e alla collaborazione del Capitolo di Firenze. Da ricordare che, in quella notte di Natale, Paolo VI decorò personalmente il Gonfalone di Firenze con la medaglia d’oro del Concilio Vaticano II per il coraggio dimostrato dai Fiorentini e che, da allora, Firenze è l’unica città al mondo a godere di questa eccezionale onorificenza che, da quaranta anni, è permanentemente esposta, assieme alle altre, sul Gonfalone.

La due mostre, entrambe curate da Franco Mariani, giornalista e Presidente dell’associazione Firenze Promuove, rimarranno aperte a Stia fino al 26 ottobre, e saranno visitabili dal 28 ottobre al 5 novembre nel chiostro della Basilica della SS. Annunziata (ingresso gratuito, orario 7.00/12.30, 16/18.30, festivi anche 20.45/21.45), come omaggio alle manifestazioni fiorentine per il Quarantennale, prima di tornare nuovamente a Stia, dove rimarranno fino al 3 dicembre (Palagio Fiorentino, aperta tutti i sabati e domeniche, orario 10/12.30, 15.30/18.30, ingresso gratuito. Per le scuole apertura su prenotazione, tel. 0575 582296/582285, email: cultura.stia@casentino.toscana.it)

Le iniziative, organizzate dall’amministrazione comunale assieme a Firenze Promuove, comprendono anche due incontri significativi.

Il primo, sabato 18 novembre, alle ore 10, nel Teatro comunale di Stia, prevede una riflessione sulla protezione civile (contribuendo così a sviluppare il tema proposto dalla Regione Toscana per la Festa della Toscana) con tutte le associazioni del territorio che si occupano di questo delicato settore, oltre a tutte le istituzioni competenti in materia dell’intera provincia e l’altro, domenica 3 dicembre, alle ore 16.30, al Palagio Fiorentino, un incontro con Maria Fida Moro, figlia dello statista Dc, nel 1966 Presidente del Consiglio, nonché ex angelo del fango e accesa sostenitrice, fin dai tempi dell’alluvione, della necessità di un Ministero per la Protezione civile. E’ prevista la partecipazione di altri ex angeli del fango.

Certo, nei tempi attuali, un fiume non ha più l’importanza vitale che aveva nel passato quando costituiva elemento determinante della vita delle popolazioni prossime al corso d’acqua e, oltre che essere un baluardo difensivo, forniva acqua per l’uomo, per tutte le necessità dell’agricoltura e costituiva una via di comunicazione.

L’Arno in passato aveva indotto a costruire centri abitati nelle zone di più facile guado, aveva attirato attività economiche sulle sue rive, campi coltivati e attività artigianali a stretto contatto. Oggi con le nuove tecnologie queste funzioni sono state in gran parte ridimensionate, ma non sono state annullate le conseguenze che il fiume ha provocato nel tempo.

Ed oggi è’ nata una sensibilità nuova anche da parte delle Amministrazioni comunali che vedono il loro territorio attraversato da un fiume. E’ il caso di Stia che, non a caso, da tempo ha coniato lo slogan Stia, il paese dove nasce l’Arno, a segnare questa rinnovata attenzione tra l’abitato ed il fiume, in una fattiva quanto sinergica riconsiderazione del suo rapporto con il fiumicel che nasce in Falterona, usando l’espressione usata da Dante nel XIV canto del Purgatorio.

“In occasione di questo Quarantennale, l’Amministrazione comunale di Stia ha ritenuto importante promuovere queste iniziative sul nostro territorio e partecipare al fitto programma fiorentino di Firenze Promuove, anche in virtù del fatto che la storia della nostra cittadina è strettamente legata al fiume Arno che nasce sul monte Falterona, all’interno del territorio comunale di Stia” – ha precisato Luca Santini, primo cittadino del comune casentinese.

“Ricordare l’alluvione significa ricordare una tragedia che, ancora oggi, carica di responsabilità le Istituzioni chiamate ad intervenire e, soprattutto, a prevenire. Ecco perché vogliamo – ha continuato Santini – che il Quarantennale diventi un’occasione d’impulso per tutti affinché le tante cose che devono essere fatte per migliorare le condizioni del fiume divengano realtà, a cominciare dalla riduzione del rischio idraulico che è ancora da completare. Un’occasione importante, quindi, per affrontare i temi della qualità delle acque, della storia e delle tradizioni del fiume, delle condizioni ambientali e di tutte le problematiche che riguardano il territorio fluviale.”

Ed ha concluso con un auspicio: “L’Arno ha bisogno di attenzione e di interventi per la messa in sicurezza, la tutela e la riqualificazione che non è soltanto una questione tecnica, ma un grande progetto di cooperazione sociale. Vogliamo che l’Arno non rappresenti più una minaccia, ma sia una grande opportunità, una ricchezza ambientale e culturale da vivere senza preoccupazioni.

Il Quarantennale dell’alluvione di Firenze rimane, comunque, un grande omaggio a quanti fiorentini e non vissero quel dramma e che, per molti, ha segnato anche un cambiamento deciso dell’esistenza.

“Dopo aver organizzato, nel 1996, il trentennale dell’alluvione, con delle iniziative irripetibili ed uniche – ha sottolineato il giornalista Franco Mariani, Presidente dell’associazione Firenze Promuove, nonché apprezzato storico dell’alluvione grazie anche al fornito archivio fotografico e video, a cui attingono, da dieci anni a questa parte, tutte le emittenti italiane ed estere, che vogliono realizzare servizi o trasmissioni sull’evento – avevamo qualche perplessità ad avventurarci nel quarantennale, anche perché ogni anno ricordiamo, con una messa ed il lancio della corona d’alloro del Comune, questo evento storico di Firenze. L’invito ricevuto ad aderire al comitato ufficiale presso l’ufficio del sindaco, e soprattutto l’invito dell’Amministrazione comunale di Stia, che è stata veramente la spinta decisiva, ci hanno fatto cambiare idea. Come per il ricordo dei morti, questo vuol dire che il nostro impegno decennale sull’alluvione, da prima visto con scetticismo e diffidenza, ora è stato compreso, così come è stata compresa l’importanza di ricordare tutto ciò che è legato all’alluvione del 4 novembre 1966, tra cui la visita di papa Paolo VI la notte di Natale del ’66”.

“Due mostre, proiezioni video, due incontri storici e di testimonianze dirette, la messa in Cattedrale, il lancio della corona da Ponte Vecchio, l’omaggio alla Madonna dell’Alluvione, al Monumento agli Angeli del Fango, opere entrambe del maestro Auzzi, così come alle tombe del cardinal Florit, dei sindaci Bargellini e Bausi, e soprattutto a quelle delle due più piccole vittime dell’alluvione, Marina Ripari e Leonardo Sottile, a cui è dedicato anche il concerto in Santa Croce ad opera del Piccolo Coro Melograno, assieme alla realizzazione di trasmissioni televisive su alcuni emittenti nazionali e regionali, sono le nostre iniziative per questo quarantennale” – ha proseguito Mariani. “Nell’impresa saremo coadiuvati da un ex angelo del fango – Laura Lonzar – che, assieme a me, da alcuni anni, in costume rinascimentale, lancia una corona d’alloro in Arno, dai maestri Galeazzo Auzzi e Domenico Critelli, dai musicisti dell’Accademia Musicale di Firenze, dagli Sbandieratori della Città di Firenze e dalla Pretoriam Cohorte, le guardie dei Papi fiorentini, che presteranno il servizio militare d’onore nelle principali manifestazioni. Infine – ha concluso il presidente dell’associazione Firenze Promuove – vorrei sottolineare che un’ulteriore e, per certi aspetti, decisiva spinta ad impegnarci in questo quarantennale è stata la volontà di ricordare, con il nostro impegno, anche la figura carismatica del consigliere della Provincia di Firenze, Graziano Grazzini, a cui sono dedicate le due mostre, a circa due mesi dalla sua prematura scomparsa. Graziano fu molto vicino alla nostra associazione, dieci anni fa, nella sua veste di presidente della Commissione sicurezza Sociale del Quartiere 2, aiutandoci a ricordare in vari modi la visita di Paolo VI, che, come noto, donò alla città di Firenze una casa di riposo per anziani ubicata proprio nel Quartiere 2 e il suo impegno con noi è continuato successivamente anche quando ha ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio comunale di Firenze e di consigliere provinciale”.

Le iniziative in programma sono tutte Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e godono del patrocinio della Regione Toscana, Provincia di Firenze, Provincia di Arezzo, Comune di Firenze, del Comitato Organizzatore Ufficiale Quarantennale e sono realizzate grazie al contributo della Comunità Montana del Casentino, del Centro documentazione Risorse Educative Didattiche (CRED) della Comunità Montana del Casentino e dal Consorzio Sviluppo & Turismo e, soprattutto per l’esposizione fiorentina, sono state rese possibile grazie all’attenzione e alla disponibilità di Stefano Marmugi, presidente del Quartiere 1, della Commissione consiliare Politiche Sociali del Comune di Firenze e dei Padri Servi di Maria della Basilica della SS. Annunziata.

Redazione Nove da Firenze