Al Museo Marini :Propaganda e iconografia bellica in Italia negli anni della Prima Guerra Mondiale


Per la prima volta nella storia, una guerra assunse contorni mondiali, con l’intervento di potenze fino a quel momento distanti dalle questioni europee, come gli Usa e il Giappone. Per la prima volta, vennero utilizzati armamenti mai conosciuti prima .La Grande Guerra, fu “il vero spartiacque del Ventesimo secolo”, ed è stata un’esperienza che ha condotto gli artisti ai limiti estremi delle loro possibilità, nel tentativo di dare forma ad una serie di eventi che sconvolgevano non solo ogni capacità razionale di comprensione, ma anche le regole e le convenzioni del dipingere, sia quelle tradizionali sia quelle nuovissime sorte all’alba del Novecento. Il carattere massificato, assolutamente lontano da ogni dimensione umana dello spaventoso macello di corpi e di menti che caratterizzò la prima guerra mondiale risultava qualcosa di talmente nuovo ed indicibile da sfidare e spesso eludere le possibilità espressive degli artisti figurativi. Eppure, anche se la difficoltà di tradurre gli sconvolgenti orrori bellici in grandi opere d’arte è stata individuata come una delle caratteristiche più tipiche del rapporto degli artisti europei con gli eventi di quegli anni, la Grande Guerra ha prodotto un’enorme quantità di immagini. Una mostra in programma al Museo Marini dal prossimo dicembre espone un insieme di materiali quanto mai eterogeneo. L’interesse storico-culturale e la qualità estetica di alcuni documenti figurativi relativi alla Grande Guerra giustifica, nella ricorrenza del novantesimo anniversario dall’entrata in guerra dell’Italia, l’impegno per un’esposizione che si propone di affrontare il tema della prima guerra mondiale attraverso la testimonianza degli artisti italiani che si confrontarono direttamente con essa. La mostra (che conterà circa 150 opere fra dipinti, sculture, disegni e incisioni) si aprirà con le icone dell’interventismo futurista: dalla celebre Manifestazione interventista di Carlo Carrà, alle Insidie di guerra di Giacomo Balla (Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma), alle emozionanti visioni di Gino Severini. A queste notissime opere faranno eco immagini più intime, nate dal diretto confronto con la guerra, di Mario Sironi Anselmo Bucci Lorenzo Viani ,Gino Barbieri (le cui commoventi xilografie incise al fronte provengono dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi).Un posto speciale è riservato alle immagini della propaganda sui giornali di trincea diffusi fra i soldati al fronte, e rivolta alla popolazione civile dalle pagine dei quotidiani e dai manifesti murali: in questa sezione si susseguono i nomi di Duilio Cambellotti, Cipriano Efisio Oppo, Enrico Sacchetti, Giuseppe Scalarini, Mario Sironi, dei quali si presentano i bozzetti originali delle illustrazioni che possono essere in mostra direttamente confrontate con la copia del giornale su cui furono pubblicate. La mostra si conclude con alcuni importanti esempi di private riflessioni sul conflitto, che assumono carattere epico o drammatico a seconda della personalità dell’artista e del momento di esecuzione: nel 1918.
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Redazione Nove da Firenze