Arturo Paoli


E' il nome di un sacerdote di origini lucchesi che ha svolto gran parte della sua missione pastorale in Brasile, e' stato iscritto nel muro d'onore del Giardino dei Giusti a Gerusalemme. Padre Paoli, era stato insignito di recente dallo Stato di Israele del titolo di Giusto delle Nazioni per il soccorso prestato agli ebrei durante la persecuzione nazista.
Oggi e' stato festeggiato anche in Regione, dove ha ricevuto dal presidente Vannino Chiti una targa ricordo. Alla cerimonia sono intervenuti l'arcivescovo di Firenze cardinale Silvano Piovanelli, la presidente della Comunita' ebraica di Firenze Dora Liscia Bemporad, i rabbini capo di Firenze e Livorno, Yoseph Levi e Isidoro Kahn, e il viceambasciatore di Israele a Roma Amos Rodian. Il caso austriaco e' stato al centro degli interventi. Per Chiti. non va sottovalutato "il rigurgito di simpatie naziste, di intolleranza e violenza". I valori comuni fondanti della liberta', della democrazia e della tolleranza sono, secondo Chiti, "principi sui quali non si puo' trattare". Il presidente si e' detto "colpito e preoccupato per quanto sta avvenendo in Austria, per posizioni che richiamano il razzismo, l'antisemitismo e l'intolleranza" Padre Paoli ha ricordato tre grandi amici e maestri: Enrico Bartoletti, Ernesto Balducci e Giorgio La Pira. "Da loro ho imparato - ha detto - i danni che derivano dalla volonta' di omogeneizzare le culture, di non rispettare il diritto dell'altro a essere diverso da noi: sono i danni del colonialismo, ma anche dell'evangelizzazione. La diversita' e' ricchezza, non impoverimento. L'Occidente cristiano - ha detto ancora padre Paoli - e' il centro che organizza guerre, che accumula ricchezze nelle mani di pochi, la fonte del peccato". L'unica via di uscita, per padre Paoli, e' la cultura della responsabilita', che deve essere guida di vita. "La tentazione del razzismo - ha detto - non potra' mai essere definitivamente estirpata, perche' e' frutto dell'egoismo umano. Per questo non ci deve sembrare strano dover ricominciare a combattere posizioni che credevamo di aver debellato: e' una lotta che tutte le generazioni dovranno combattere". Il viceambasciatore d'Israele Rodian ha parlato delle "nuvole nere del razzismo, della xenofobia e dell'antisemitismo che si addensano di nuovo sul nord Europa e sull'Austria. Dobbiamo essere vigili - ha detto - dobbiamo mettere in guardia, come hanno fatto i profeti, la gente che non vuole sentire". Il popolo ebraico, ha ricordato "ha la memoria lunga: sappiamo onorare gli uomini che ci hanno aiutato - ha detto riferendosi a padre Paoli - e sappiamo ricordare anche quelli che ieri o l'altro ieri parlavano una lingua di odio e che oggi, solo per ragioni politiche, solo per governare, cambiano le loro parole" Dal cardinale Piovanelli infine un ringraziamento alla Regione per aver voluto promuovere questo incontro: "Finalmente una buona notizia in un mondo sovraccarico di informazioni imprecise e cattive".

Redazione Nove da Firenze