Rubrica — Editoria Toscana

La Cinquina finalista del Premio Campiello 2019

Con Umana a Firenze il prestigioso concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello - Confindustria Veneto


E’ arrivato a Firenze il Premio Campiello, il prestigioso concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello - Confindustria Veneto. Umana, Agenzia per il lavoro che conta 134 filiali sul territorio nazionale e che ogni giorno impiega mediamente 25 mila persone – da quattro anni main partner del Premio, ha scelto infatti Firenze quale fondamentale tappa del tradizionale tour letterario del Concorso che promuove i racconti e le storie dei cinque scrittori finalisti scelti dalla Giuria dei Letterati tra oltre duecentottanta opere candidate.

Protagonisti assoluti di questo appuntamento fiorentino, organizzato nella prestigiosa cornice di Palazzo Vecchio, sono dunque loro, gli autori e le loro opere in concorso:

Giulio Cavalli con “Carnaio” di Fandango Libri; Paolo Colagrande con “La vita dispari”, di Einaudi; Laura Pariani con “Il gioco di Santa Oca”, di La Nave di Teseo; Francesco Pecoraro con “Lo stradone”, di Ponte alle Grazie; Andrea Tarabbia con “Madrigale senza suono”, di Bollati Boringhieri.

L’evento a Palazzo Vecchio, ideato e progettato da Umana, ha ricevuto anche il patrocinio del Comune di Firenze: “E’ un onore ospitare nella nostra città i finalisti del premio Campiello – ha dichiarato Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze -, un appuntamento che, grazie a Umana e Confindustria, ha il pregio di avvicinare due città scrigni dell’Italia per arte, cultura, architettura e storia. Mi piace sottolineare che da alcuni anni Firenze è sede del Festival degli scrittori, lungimirante iniziativa di Beatrice Monti della Corte che così tramanda l’eredità del marito Gregor Von Rezzori, e della giovane Città dei lettori di Gabriele Ametrano, due appuntamenti che insieme alla qualità delle proposte e degli ospiti hanno il valore aggiunto di una sede unica, perfetta scenografia di eventi letterari di qualità che arricchiscono la già abbondante offerta culturale della città. L’auspicio è che la letteratura possa diventare ancora di più un fiore all’occhiello per Firenze e che appuntamenti come il Campiello possano diventare stabili e ancora più aperti alla città”.

“Il Campiello – afferma Pietro Luxardo, presidente Comitato di Gestione Premio Campiello - è un progetto culturale unico, frutto dell’incontro tra impresa e cultura: è stato infatti concepito dagli industriali del Veneto – 57 anni fa - come concreta testimonianza dell’impegno civile del ceto imprenditoriale a beneficio della collettività. Oggi è uno dei premi letterari più importanti in Italia. Dopo la selezione della cinquina finalista da parte della giuria dei letterati, abbiamo dato avvio in questi giorni al tradizionale tour letterario lungo tutto lo stivale: gli incontri sono il momento in cui il Premio porta la letteratura tra la gente, secondo la filosofia che gli è propria di creare un ponte tra cultura e società. È un onore tornare oggi a Firenze, culla della letteratura e della lingua italiana per eccellenza, per di più nell’anno leonardiano”.

Madrina e presentatrice dell’evento è Andrea Delogu, conduttrice televisiva e radiofonica, scrittrice italiana, che il 14 settembre prossimo, al Teatro La Fenice di Venezia, sarà anche la presentatrice della cerimonia finale che decreterà il vincitore della 57^ edizione del Premio Campiello.

“È proprio l’incontro la caratteristica, e il successo, di questo prestigioso premio letterario – ha detto Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana -. Una strategica e riuscitissima osmosi tra il mondo dell’impresa e quello della cultura. I libri che anno dopo anno seleziona il Campiello ci dicono del tempo che viviamo, delle nostre radici, delle nostre città, delle nostre identità. E parte di questo racconto è oggi qui, e non a caso, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Un luogo – continua Caprioglio - che Umana ha scelto per rappresentare simbolicamente quel legame che il Campiello per sua natura genera fra le diverse anime del nostro Paese: il Veneto e Venezia, città in cui nasce il Premio, e Firenze, città delle arti, della bellezza, dell’ingegno. Entrambi meravigliosa rappresentazione della nostra eccellenza nel mondo. Impresa e cultura sono il nostro patrimonio collettivo, fondamentali fattori di sviluppo economico e sociale. Sono solide pietre angolari su cui possiamo far crescere valori, innovazione, creatività. E qualità del capitale umano”.

Anche Confindustria Firenze ha voluto accordare il patrocinio all’appuntamento fiorentino: “Le imprese associate a Confindustria Firenze oggi sono figlie di una tradizione da sempre strettamente connessa alla cultura e all’arte, nei secoli i nostri imprenditori sono stati protagonisti nel dare forma alla Firenze di oggi – sottolinea Mario Curia, consigliere delegato alla cultura di Confindustria Firenze -. Siamo quindi felici di essere, grazie a Umana e al Premio, la prima città italiana ad ospitare la cinquina dei finalisti, dopo la tradizionale presentazione veneziana”.

Redazione Nove da Firenze