Firenze palcoscenico di un’avanguardia sensoriale che travalica i confini della mera esposizione. Da Sabato la 19ª edizione di Taste alla Fortezza da Basso non si è limitata a celebrare l’eccellenza, riscrivendo le geografie del desiderio gastronomico. Mentre la città vibra sotto l’energia del "Fuori di Taste". Tra talk visionari e interconnessioni organolettiche, l'edizione 2026 ha tracciato la rotta di una rivoluzione consapevole che trasforma ogni assaggio in un manifesto culturale.
Il paesaggio rurale sta reclamando il suo posto d'onore nell'alta ristorazione, segnando quello che possiamo definire rinascimento contadino. La partnership tra Terranostra Campagna Amica e il Forchettiere Awards sancisce questa metamorfosi con la nascita del premio alla "Miglior Cucina d'Agriturismo". Non si tratta di una celebrazione nostalgica, ma del riconoscimento di un settore che, negli ultimi dieci anni, ha visto le aziende a filiera corta crescere del 75%, raddoppiando la capacità di accoglienza attraverso un’autenticità 100% toscana.
"La legge regionale che disciplina la somministrazione dei pasti in agriturismo prevede infatti l’utilizzo di prodotti agricoli 100% toscani. Un rigore che fa sì che oggi gli agriturismi rappresentino il vero emblema dell’autenticità e della distintività della ristorazione Made in Tuscany. Una garanzia di trasparenza e tracciabilità." spiega Marco Masala, Presidente di Terranostra Toscana.
Stiamo assistendo a un cambio di paradigma nei consumi della Generazione Z,. Nell’UniCredit Taste Arena, il talk moderato da Federico Quaranta con Teo Musso e il professor Duccio Cavalieri esplora il fenomeno No and Low alcohol. Questa scelta non è una restrizione, ma un'elevazione del benessere. Il trend ha trova la sua massima espressione ieri sera nell’evento "Reboot x W Florence", ospite dell'hotel in via del Melarancio. Qui, sotto il dress code "sparkling cocktail attire", il lusso si manifesta in abbinamenti inediti: la crema "Le Noir" di Savini e il salmone "Coda Nera" di Mosaico Food Experience protagonisti di una serata dove l'eleganza non necessita di gradazione alcolica per brillare. Savini Tartufi infatti presentava la crema di tartufo nero pregiato nata dal sodalizio con lo chef Riccardo Monco dell'Enoteca Pinchiorri (3 stelle Michelin), mentre Mosaico Food Experience ridefinisce il concetto di specialità ittica con i marchi Reserva e Coda Nera, portando la perfezione del Mar Cantabrico.
L'alta cucina sta vivendo una migrazione epocale: dal piatto del ristorante allo scaffale della dispensa d'eccellenza. Nel "Taste Ring" curato da Davide Paolini, icone come Massimo Bottura, Niko Romito e Raf Alajmo hanno discusso di questa nuova sfida imprenditoriale. Progetti come Villa Manodori e Alajmo Food and Design democratizzano il genio creativo, rendendolo accessibile nell'intimità domestica. La fermentazione è la nuova frontiera dove la microbiologia incontra l'arte culinaria applicata.
Non più semplice tecnica di conservazione, ma strumento di creazione di superfood complessi. Il talk coordinato da Anna Prandoni ha visto un parterre d’eccezione: Mark Blackwell, Mattia Baroni, Marisa Passera e Andrea Moser, che hanno analizzato come Kimchi, Kombucha e Garum stiano passando da nicchie per iniziati a pilastri del gusto.
È una trasformazione che eleva ingredienti umili a vette organolettiche stratificate, offrendo al palato contemporaneo una nuova profondità di campo che sposa salute e piacere estremo.
Nel "Fuori di Taste" ieri sera al Teatro del Sale, LINFA (azienda speciale della Camera di commercio delle Marche), ha messo in scena un omaggio a Gioacchino Rossini, genio musicale e leggendario gastronomo. Il "Pastiche Rossiniano", curato da Leonardo Romanelli, in dialogo sensoriale tra arie liriche e portate iconiche come i "Maccheroni con Cacio e Burro" e il monumentale "Filetto alla Rossini". La serata, non solo spettacolo, ha offerto anche un approfondimento culturale con il talk "Le Marche ed il savoir fare artigiano", dove il cibo viene celebrato come massima espressione dell'ingegno manifatturiero e della tradizione regionale marchigiana.
Il viaggio attraverso le tendenze di Taste 2026 ci consegna una visione del cibo come strumento di resistenza e consapevolezza. La sfida della crisi climatica, affrontata nel talk con Paolo Parisi, funge da monito: la gastronomia del futuro non può prescindere dalla salute dell'ecosistema. Il vero lusso non risiede più nell'esotismo fine a se stesso, ma nell'estetica della tracciabilità e nel rispetto dei cicli naturali.