13° Congresso regionale Legacoop: Roberto Negrini riconfermato presidente

Enrico Rossi: "Occorre un patto sociale per sbloccare gli investimenti". I numeri del movimento cooperativo toscano aderente: 911 cooperative, 1.697.000 soci, 45 mila addetti e oltre 8 miliardi e mezzo di valore della produzione. Per il nuovo mandato un “manifesto” di impegni in 10 punti


Firenze, 22 marzo 2019- Il 13° Congresso regionale riconferma Roberto Negrini presidente di Legacoop Toscana per altri quattro anni. A deciderlo i 300 delegati, rappresentativi dei diversi settori e aree territoriali, riuniti oggi 22 marzo all’Auditorium della Camera di Commercio di Firenze per “Rivoluzioni cooperative: imprese di persone che generano comunità e futuro”.

Quella che riconferma alla propria guida Roberto Negrini è una realtà che conta 911 cooperative, 1.697.000 soci, 45 mila addetti (il 58% donne) e un valore della produzione pari a 8 miliardi e 540 milioni di euro. Circa 5000 gli amministratori, il 15% sotto i 40 anni.
Rafforzamento della cooperazione e rigenerazione cooperativa: sono due dei 10 punti indicati dal presidente di Legacoop Toscana in un “manifesto” di impegni per il prossimo mandato.
“In uno scenario esterno complicato, la nostra cooperazione è solida nei fondamentali – afferma Negrini – Alcune cooperative sono leader in molti settori, non solo economicamente ma anche e soprattutto socialmente, verso i soci e verso la collettività: dobbiamo sfruttare la vera potenzialità del nostro modello, tornare a essere più cooperative, rimettere il socio al centro dell’azione e continuare a impegnarci nella promozione della cultura cooperativa. Questi primi anni di impegno in questa direzione ci dimostrano che possiamo catturare l’interesse dei giovani, che condividono i nostri valori. Dobbiamo però cambiare passo e ‘andarli a cercare’, fargli capire cos’è una cooperativa e cosa rappresenta la nostra associazione, perché è finito il tempo in cui le cooperative si formavano seguendo altri percorsi”. Secondo Negrini occorre un ‘pensiero cooperativo innovativo’: “Se la cooperazione è diventata una parte rilevante dell’economia del nostro territorio è perché nel passato i cooperatori hanno cercato di immaginare un futuro: in un momento in cui la politica non ha un pensiero di lungo periodo, noi abbiamo il dovere e la responsabilità di averlo”. Per il presidente di Legacoop Toscana è essenziale rimettere al centro del dibattito pubblico e del comune sentire il lavoro e l’impresa: “Ci siamo illusi che l’apertura dei mercati potesse creare opportunità importanti anche per le cooperative, ma dopo una prima fase in cui la redditività dei lavori è stata significativa, oggi in moltissimi casi il valore aggiunto non è in grado di soddisfare le aspettative dei lavoratori né degli imprenditori. Le cooperative sono ‘fatte di lavoro’, per questo è fondamentale che il lavoro riacquisti il suo valore, sia attraverso le politiche sul reddito dei lavoratori e la tassazione del costo del lavoro per le imprese, sia dal punto di vista sociale” sostiene Negrini. Che interviene anche nella discussione sui provvedimenti parlamentari sul salario minimo: “Credo che sia necessaria una politica salariale più equa, con aumenti che risultino percepibili. La posizione assunta dalla nostra associazione nazionale è pienamente condivisibile. Sarebbe bene sancire un principio: non si può guadagnare meno di una certa cifra; se c’è chi vince un appalto ma paga i lavoratori sotto il contratto collettivo nazionale di settore, l’appalto dovrebbe essergli tolto”.

"Occorre fare un patto ampio – ha detto Enrico Rossi – che individui alcuni obiettivi di fondo per far fronte alla crisi. Fino ad ora, rispetto ad altre Regioni, abbiamo tenuto soprattutto grazie all'export e alla permanenza strutturale e storica della manifattura e dei distretti. Un patto sociale che deve concentrarsi sul rilancio degli investimenti e sullo sblocco di quelli, e sono tanti, fermi. Non voglio dare la colpa solo al governo in carica, ritardi e problemi ce ne sono stati anche con i precedenti. Però adesso pare ci sia un obiettivo programmatico a non toccar nulla: dalla geotermia, al sottoattraversamento di Firenze, dalla Tirrenica alle terze corsie fino all'aeroporto Vespucci. Tutte infrastrutture basiche, ammodernamento di cose già esistenti fondamentale per una regione che, appunto, si basa sull'export e che deve stare nei processi d i globalizzazione. Verrebbe dato così impulso all'occupazione in un settore, l'edilizia, tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi. Miliardi di investimenti che potrebbero aprire migliaia di posti di lavoro e creare una regione moderna". "Poi – ha detto ancora Rossi - vogliamo rilanciare gli investimenti in sanità, che ha bisogno di una spinta per ritrovare la sua volontà di primeggiare a livello nazionale. Ci sono le fondamenta, c'è da riconquistare il cuore degli operatori sanitari che hanno siglato da poco un contratto che attendevano da dieci anni. Poi vogliamo tutelare il lavoro, non solo a livello di sicurezza. Sono state fatte alcune leggi regionali che vanno in questa direzione, ma penso si possa fare ancora meglio. E potremmo anche, insieme alle altre confederazioni, trovare il modo di riconoscere con una legge il ruolo che in tutto questo può svolgere l'organizzazione del movimento cooperativo e delle sue rappresentanze. Questo è il lavoro che vorrei portare avanti da qui fino alla fine della legislatura". Rossi ha chiuso il suo intervento rilanciando l'appello a partecipare domani alla manifestazione antifascista e antirazzista di Prato. "Domani io ci sarò – ha annunciato Rossi – bisogna andarci. Su questo occorre una grande risposta della Toscana. Non dimentichiamo che la cooperazione fu sciolta dal fascismo nel 1926 e al suo posto nacquero le corporazioni. Anche per questo la Costituzione riconosce alla cooperazione un ruolo fondamentale: un'autonoma organizzazione di persone libere che mettono insieme le loro conoscenze, forze, idee e volontà per raggiungere obiettivi comuni ed i profitti che ne derivano viene deciso insieme come impiegarli. E il vostro valore fondativo".


I numeri di Legacoop Toscana
Se si guarda al valore della produzione, nel sistema Legacoop Toscana a fare la “parte del leone” è l’Area del Consumo con i suoi 4 miliardi e mezzo di euro (pari al 53% del totale), seguita dai Dettaglianti (1 miliardo e 700 mila, il 20% del totale) e dall’Area Produzione e Servizi (1 miliardo e 200 mila, 14%). Proprio l’Area Produzione e Servizi è quella a cui appartiene il numero maggiore di cooperative (332, ovvero il 36% del totale), seguita dall’Area Welfare (225 cooperative, il 25% del totale). L’Area del Consumo conta 88 cooperative, ma è quella che registra il maggior numero di soci (1.600.000), seguita da Agroalimentare e Pesca (40.000) e Welfare (30.000). Riguardo agli addetti, nel Consumo ne sono impiegati 15 mila (33%), nella Produzione e Servizi 14.000 (31%), nel Welfare 13.500 (30%).

Il “manifesto” di impegni in 10 punti
Un nuovo percorso di crescita per le cooperative, che ne supporti il riposizionamento strategico attraverso un’implementazione delle professionalità associative e una riconfigurazione dei centri servizi, investimenti per il futuro con percorsi e laboratori specifici sull’innovazione, incentivazione delle aggregazioni tra produttori in forma cooperativa (agricoltori e artigiani in primis), promozione di cultura cooperativa continuando a far conoscere il modello cooperativo tra i giovani delle Università e in nuove forme sperimentali negli istituti superiori. Tra le linee di azione anche la promozione di nuova cooperazione, dal workers buyout a forme cooperative innovative che integrino stakeholders diversi per una nuova idea di welfare. L’impegno sarà indirizzato ad aumentare la partecipazione consapevole dei soci attraverso corsi di formazione rivolti non solo ai consiglieri di amministrazione ma a tutti i soci e studiando adeguati modelli di partecipazione in rapporto alle dimensioni dell’impresa. Per supportare la ripresa di una socialità dal basso Legacoop Toscana continuerà a promuovere il modello delle Cooperative di comunità e sperimenterà un bando per rilanciare e sostenere le iniziative di promozione sociale, culturale ed economica e dei circoli cooperativi aderenti (che sarà aperto dal 1° aprile al 14 giugno, 4 premi da 2.500 euro ciascuno), perché tornino a essere punti di riferimento per le comunità. C’è anche l’intento di creare una rete tra i soci lavoratori delle cooperative aderenti a Legacoop per promuovere la nascita di una comunità di persone che si identifichi nei valori della cooperazione e di sostenere un rinnovamento della classe dirigente prevedendo percorsi di formazione di alto livello in cui i cooperatori storici si confrontino con quelli più giovani.

La riorganizzazione interna
Con il 13° Congresso regionale si completa il percorso di riorganizzazione del movimento cooperativo regionale aderente a Legacoop: l’Associazione Area Lavoro Produzione & Servizi Legacoop Toscana e l’Associazione cooperative consumatori Distretto Tirrenico confluiscono in Legacoop Toscana. Cinque i Dipartimenti: Area Consumo, Area Lavoro Produzione & Servizi, Area Agroalimentare e Pesca, Area Welfare, CulTurMedia oltre a Dettaglianti e Circoli. “Oggi si completa un riassetto che renderà Legacoop Toscana più snella ed efficiente – afferma Negrini - in grado di dare ancora più attenzione ai territori, incrementando le professionalità e la capacità di offrire servizi di qualità alle nostre imprese”.

Redazione Nove da Firenze