Vinicio Capossela e la Banda della Posta a Fucecchio

Venerdì 27 giugno alle 21,30


FUCECCHIO - Il nuovo progetto parte da Marea: musiche folk, canto sociale e di lavoro, canto anarchico, canzoni di guerra nel centenario del conflitto mondiale, senza dimenticare i cantanti dell’emigrazione ferroviaria degli anni ’60. 

Il tour di Vinicio Capossela e la Banda della Posta ospite speciale Francesca Breschi alla Buca del Palio venerdì 27 giugno dalle ore 22. 

www.viniciocapossela.it www.ponderosa.it

Un anno fa “La Cupa” pubblicava il disco “Primo ballo”, disco strumentale completamente dedicato alla musica da sposalizio in uso a Calitri nella storica casa dell’Eco. Il tour di “Vinicio Capossela e la Banda della Posta” dopo aver infiammato la scorsa estate da nord a sud  le piazze dello stivale, riparte con una nuova veste con la speciale partecipazione della cantante fiorentina Francesca Breschi, il 27 giugno dal Marea festival di Fucecchio. Alle canzoni di Capossela, alle polke, alle quadriglie e alle mazurke del gruppo postale si aggiunge  quest’anno un repertorio che attinge alle musiche folk, al canto sociale e di lavoro, al canto anarchico e alle canzoni di guerra nel centenario del conflitto mondiale, senza dimenticare i cantanti dell’emigrazione ferroviaria degli anni ’60. 

In anteprima verranno eseguiti alcuni brani del prossimo disco dell’autore insieme a canzoni di Enzo Del Re e Matteo Salvatore e brani come “Inno dei malfattori”, “Il galeone”,  “Te deum de’ calabresi”. Ai plettri e ai ferri dei banditi, si unirà la chitarra surf-western di Asso Stefana e nelle successive date la straordinarie voce della cantante salentina Enza Pagliara o quella della di Filomena D’Andrea del gruppo irpino Makardìa . Al banco del mixer il produttore Taketo Gohara. 
 Una Produzione La Cupa –Ponderosa.

La Banda della Posta è un complesso di anziani musicisti del paese di origine della famiglia di Vinicio, Calitri, Alta Irpinia, che sin dagli anni ‘50  ha suonato agli sposalizi del paese un repertorio musicale energico e vitale,  fatto di mazurke, polke, valzer, passo doppio, tango, tarantella, quadriglia e fox trot. Per presentare la Banda della posta  al pubblico Vinicio ha scritto: "Lo sposalizio è stato il corpo e il pane della comunità. Il mattone fondante della comunità, veniva consumato con il cibo e con la musica. Questa musica che accompagnava il rito era musica umile, da ballo, adatta ad alleggerire le cannazze di maccheroni e a “sponzare” le camicie bianche, che finivano madide e inzuppate, come i cristiani che le indossavano. Un repertorio di mazurke, polke, valzer, passo doppio, tango, tarantella, quadriglia e fox trot, che era in fondo comune nell’Italia degli anni ‘50 e ‘60 e che si è codificato come una specie di classico del genere in un periodo nel quale lo “sposalizio” è stata la principale occasione di musica, incontro e ballo. A Calitri, in alta Irpinia, qualche anno fa, un gruppo di anziani suonatori di quell’epoca aurea non priva di miseria, ha preso l’abitudine di ritrovarsi davanti alla posta nel pomeriggio assolato. Montavano la guardia alla posta, per controllare l’arrivo della pensione. Quando l’assegno arrivava, sollevati tiravano fuori gli strumenti dalle custodie e si facevano una suonata. Il loro repertorio fa alzare i piedi e la polvere e fa mettere ad ammollo le camicie sui pantaloni. Ci ricorda cose semplici e durature. Lo eseguono impassibili e solenni, dall’alto del migliaio di sposalizi in cui hanno sgranato i colpi. Per questo si sono guadagnati il nome di Banda della Posta".

Ad accompagnare sul palco Vinicio Capossela, i componenti della Banda della Posta, assistiti sul palco da Vito “Tuttomusica”:  Giuseppe Caputo “Matalena” al violino, Franco Maffucci “Parrucca” chitarra e voce, Giuseppe Galgano “Tottacreta” alla fisarmonica, Giovanni Briuolo chitarra e mandolino, Vincenzo Briuolo mandolino e fisarmonica, Giovanni Buldo “Bubù” al basso, Antonio Daniele alla batteria, Crescenzo Martiniello “Papp’lon” all’organo, Gaetano Tavarone “Nino” alle chitarre, insieme a due dei suoi stretti collaboratori , il chitarrista Alessandro “Asso” Stefana e Taketo Gohara al suono. Una produzione La Cupa- Ponderosa.

Vinicio Capossela e la Banda della Posta, dopo la prima del tour a Fucecchio del 27 giugno, saranno in concerto il 29 giugno al Ravenna festival di Ravenna il 30 giugno al Folkest di Codroipo (Ud), l’1 luglio a Noale (Ve), il 26 luglio a Roma al Festival Eutropia “l’altra città”, valicheranno i confini italiani per arrivare al Womad festival nel Regno Unito il 27 luglio e concluderanno il loro tour il 31 luglio alla Reggia di Venaria Reale (To). 

Queste date preluderanno alla seconda edizione dello Sponz Fest festival ideato e diretto da Vinicio Capossela ambientato in Irpinia, che quest’anno si svilupperà a fine agosto in due manifestazioni, sui binari della dismessa ferrovia Avellino-Rocchetta, lungo un tratto che allaccia nove comuni uniti. Sottotitolo del festival l’espressione “Mi sono sognato il treno”, utilizzata nella zona per parlare di una persona  che si è messa in testa qualcosa di impossibile.

Redazione Nove da Firenze