Tramvia, che grana: la linea Firenze-Bagno a Ripoli va davanti al Tar

foto Agenzia Dire

Razzanelli (Forza Italia), sostenuto da Lega, Fdi e M5S, ha dichiarato guerra all'opera: 81 pagine di rilievi ambientali, 27 di contestazioni giuridiche e 22 tecniche. Vuole rallentare l'iter e se possibile sospendere la realizzazione della tratta. L'amarezza dell'assessore Giorgetti: "Bel regalo ai fiorentini, rischiamo di perdere 80 milioni di euro di finanziamenti europei... ma replicheremo"


(DIRE) Firenze, 6 dic. - Ottantuno pagine di rilievi ambientali, 27 di contestazioni giuridiche e 22 tecniche legate all'analisi trasportistica. Sono i tre fascicoli che racchiudono le osservazioni al progetto della Firenze-Bagno a Ripoli, la linea sud del tram, presentati dal centrodestra alla direzione ambiente di Palazzo Vecchio. Un lavoro affidato ad "otto tecnici" da uno storico 'avversario' del sistema tramviario, il consigliere di Forza Italia Mario Razzanelli, promosso e sostenuto anche da Lega, M5S e Fratelli d'Italia. 

E' il primo passo di una strategia articolata delle opposizioni, tesa a rallentare o addirittura sospendere l'iter burocratico, quindi la realizzazione dell'opera. Lo spiega subito lo stesso Razzanelli (promotore nella decade scorsa del primo referendum, poi perso, lanciato per affossare la rete tramviaria), che annuncia: "Una volta che avranno risposto alle osservazioni" in senso negativo, "ricorreremo al Tar" e, se necessario, in seconda battuta "al Consiglio di Stato. Questo, stando al parere di alcuni legali che ho consultato, stopperà il processo per almeno due anni. Ergo, la linea non parte".

Il piano descritto ha bisogno di un corollario indispensabile, ovvero che i giudici concedano la sospensiva ai ricorrenti nel caso si dovesse davvero arrivare in tribunale. Tuttavia è supportato dalla compattezza degli 'attori' politici seduti al tavolo con Razzanelli. La mossa, si sottolinea, potrebbe allungare i tempi della partita, quel tanto per dar vita a "un referendum nei quartieri due e tre" e forse, anche se l'ipotesi è più opaca, in tutta la città. Ci sta Fratelli d'Italia: "Nardella non può trincerarsi dietro il 57% dei voti presi alle amministrative, imponendo l'opera senza se e senza ma", spiega il capogruppo Alessandro Draghi.

Ci sta la Lega: "Serve una pausa di riflessione", per questo se necessario "è giusto bloccare il progetto in difesa della città. E' un'opera brutta e studiata male", spiega il capogruppo Federico Bussolin. Che mette in fila i quattro punti che non piacciono al Carroccio: "Male i pali dell'elettrificazione e i cordoli" che delimitano la carreggiata dedicata ai convogli. E ancora: "Contestiamo le tempistica semaforica, il taglio degli alberi lungo i viali e le scelte sul tracciato". 

Sulla road map è d'accordo anche il Movimento 5 Stelle: "Non abbiamo tempo, non riusciamo così ad organizzare una consultazione tra i cittadini", come il referendum, per "la fretta dell'amministrazione". Per questo "diventa importante sospendere il processo autorizzativo", afferma il capogruppo dei grillini, Roberto De Blasi. Che aggiunge: sul tram aleggia "la presunta esistenza di un arbitrato tra il Comune e le ditte, che avrebbero chiesto 284 milioni di riserve. Noi vogliamo sapere come sia maturato questo debito e se, in caso fosse confermato, come sia possibile riaffidare la realizzazione" dell'infrastruttura "a Tram spa, con cui oggi c'è questo contenzioso". Da Blasi, quindi, si rivolge al sindaco Dario Nardella: "In campagna elettorale ha detto che avrebbe eliminato i pali alla stazione. Non se ne è saputo più nulla: a che punto siamo?".

Gli fa eco il coordinatore azzurro, Jacopo Cellai: "In città si deve aprire una discussione seria, approfondita. Passando dai viali il traffico non diminuirà, ne siamo convinti. Anzi, in alcuni punti si rischia di aumentarlo". Meglio sarebbe "interrare il più possibile la linea" per "separare i flussi del traffico. L'abbiamo fatto sulla linea che porta all'aeroporto" ed è "possibile scavare sui viali". 

"Presentare osservazioni" al progetto sulla linea del tram per Bagno a Ripoli " è lecito. Quello che lascia perplessi è la finalità chiaramente dichiarata: non migliorare un progetto, ma bloccarlo nelle aule della giustizia amministrativa, rinviare l'avvio dei cantieri a suon di ricorsi con il risultato di far perdere a Firenze gli 80 milioni di euro di finanziamenti europei. Un bel regalo alla città e ai fiorentini". L'assessore alla Mobilità e alle Grandi infrastrutture, Stefano Giorgetti, replica così al centrodestra e al M5S, pronti a rivolgersi anche al Tar per bloccare l'avanzamento burocratici dell'infrastruttura. Le tramvie, aggiunge, "sono un successo: hanno ridotto il traffico e messo a disposizione dei cittadini un mezzo di trasporto efficiente, efficace ed ecologico. Piacciono ai fiorentini che utilizzano le linee già in funzione e che, alle elezioni di maggio, hanno premiato la coalizione che ha fatto dell'ampliamento del sistema tranviario, compresa la linea per Bagno a Ripoli, uno dei punti forti del programma. Chi continua a negare questo e' miope e non vuole il bene della città". Detto questo, assicura, "dopo aver analizzato tutte le osservazioni, risponderemo in modo puntuale sia sugli aspetti tecnici che politici senza pregiudizi".

Redazione Nove da Firenze