Rubrica — Spettacolo

Teatro del Maggio: arriva la Cenerentola contemporanea di Jiří Bubeniček

la favola più bella di sempre in un atto su musiche di Sergej Prokof’ev, proposta in chiave contemporanea con il Nuovo Balletto di Toscana nelle coreografie di uno dei più carismatici artisti della scena ballettistica mondiale. E' il titolo “natalizio” a partire dal 15 dicembre 2109 e fino al 4 gennaio 2020. Lunedì alla Chiesa di San Salvatore a Reggello i professori dell’Orchestra e gli artisti del coro


Grandi palloni, quinte colorate che si susseguono e si spostano, elementi minimali ma anche oversize, costumi colorati, ambientazioni da favola: debutterà domenica 15 dicembre al Teatro del Maggio Cenerentola, rilettura contemporanea del balletto in un atto sulla partitura di Sergej Prokof’ev. Una nuova produzione del Maggio realizzata con il Nuovo BallettO di ToscanA (diretto da Cristina Bozzolini) e la coreografia di Jiří Bubeniček, che firma anche regia, drammaturgia e scene. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sarà diretta da Giuseppe La Malfa. I costumi sono di Nadina Cojocaru. Cenerentola, in scena fino al 4 gennaio 2020, è il titolo che accompagnerà il pubblico durante il periodo natalizio assieme a La bohème di Giacomo Puccini e al Concerto di Natale del 22 dicembre. Per il suo balletto Bubeniček si è ispirato alla Cenerentola dei fratelli Grimm, una riscrittura cruda e carica di elementi simbolici rispetto a una versione popolare e più addolcita della fiaba come quella di Marcel Perrault. E proprio seguendo il testo dei Grimm il coreografo ha immaginato Cenerentola come una ragazza coraggiosa, determinata, sognatrice e mossa da un senso di giustizia. Una Cenerentola umana in un mondo di fiaba, reso sulla scena dal continuo alternarsi di drappi, nappe e cuscini, costumi coloratissimi, sipari che compongono ambienti morbidi ma caduchi, nei quali la dolcezza colorata dei suoi sogni di ragazza in un attimo lasciano il passo alle angherie e al dolore che si trova costretta ad affrontare. Ci sono la matrigna, le sorellastre, il principe, lo spirito buono della madre scomparsa che guida e protegge Cenerentola nel suo cammino di crescita. Ci sono insomma tutti gli elementi classici di una delle fiabe più note al mondo. Compresa la scarpetta, che qui è d’oro e non di cristallo, rispettando la rilettura dei fratelli Grimm. Ma al posto del classico decolleté, simbolo di una femminilità elegante e austera, la Cenerentola di Bubeniček trionfa indossando una più dinamica e urbana scarpa da ginnastica dorata.

Dice Bubeniček: “In fondo il sogno è il cuore di questa storia e queste creature sono un po’ come gli unicorni, tornati così di moda: creature di luce che racchiudono il sentimento della nostalgia, della tenerezza per un tempo perduto ma anche pronti a elargire doni ai puri di cuore. Cenerentola crede talmente al sogno da realizzarlo”. “Lavorare con questa compagnia mi ha fatto sentire come in famiglia – ha aggiunto il coreografo – e questa sensazione di armonia è molto importante per fare un buon un lavoro. I danzatori mi hanno seguito riuscendo a portare sul palcoscenico una storia senza tempo seppur saldamente legata alla contemporaneità, che affronta temi universalmente validi come la speranza di poter cambiare il corso della propria vita”.

Praghese, figlio di due artisti circensi, insieme al fratello gemello Otto, Jiří Bubeniček è stato uno dei più carismatici artisti della scena ballettistica mondiale: vibrante, intenso, forte, versatile tanto tecnicamente che nei registri attoriali da regalare agli annali alcune imprescindibili “prese di ruolo” come l’emblematico Nijinsky nell'omonimo balletto creato da John Neumeier. Purista classico, ma con attacco contemporaneo, eclettico e curioso, Jiří Bubeniček inizia presto a sperimentarsi come coreografo e a oggi ha già creato lavori per compagnie di tutto il mondo, mostrando una chiara propensione per le coreografie narrative e drammatiche. È la prima volta che affronta un titolo del repertorio con una compagnia “indipendente” come il Nuovo Balletto di Toscana. Oltre alla musica di Prokof’ev che gli ha permesso di sviluppare efficacemente la sua idea drammatica, è stata anche la scelta della compagnia – diretta da Cristina Bozzolini –, una compagine di natura artistica spiccatamente contemporanea alla quale la storia di Cenerentola sembra potersi adattare perfettamente, che ha indotto il coreografo ad accettare la proposta del Maggio per questa nuova produzione già destinata, dopo Firenze, a essere rappresentata in molti altri teatri in Italia. Si sono già “prenotati” infatti i teatri del Giglio di Lucca, il Ponchielli di Cremona, il Rinnovati di Siena, l’Alighieri di Ravenna, il Comunale di Bolzano, il Comunale di Vicenza, il Comunale di Sassari, il Lirico di Cagliari, il Salieri di Legnago. Grandi palloni, quinte colorate che si susseguono, tessuti, elementi minimali e simbolici compongono una scenografia studiata da Bubeniček per potersi adattare sia al grande teatro fiorentino sia agli spazi diversi, e talvolta ridotti, dei palcoscenici su cui verrà ospitato in futuro.

“Maggio Metropolitano”

Una serata di grande musica nel territorio reggellese. Lunedì 16 dicembre alle 21 nella Chiesa di San Salvatore a Leccio ci saranno i Professori dell’Orchestra e Artisti del Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Protagonisti saranno Silvia Capra, Soprano, Leonardo Melani, Tenore, il Quartetto d’Opera composto da Leonardo Matucci e Luigi Papagni al Violino, Dezi Herber alla Viola, Renato Insinna al Violoncello. Saranno eseguite musiche di Mascagni, Cilea, Puccini, Verdi, Mozart, Leoncavallo, Puccini e Verdi

Redazione Nove da Firenze