Scuola Marconi, consiglieri di maggioranza al Q5: “Condanniamo la strumentalizzazione”

Il Popolo della Famiglia scrive alle Delegate del Comune di Firenze per l'educazione


Non si spegne la polemica sull'inversione dei ruoli maschili e femminili nella didattica, con la collaborazione dell'Associazione IREOS alla scuola elementare Guglielmo Marconi di Firenze.

Il Popolo della Famiglia si rivolge in "Lettera aperta" alla Presidente della Commissione Pari opportunità, Donata Bianchi, e all’Assessore all’educazione, Sara Funaro. Pier Luigi Tossani, referente del PdF per Firenze, scrive alle due dirigenti del Comune: "Condanniamo ovviamente nel modo più categorico le minacce rivolte in rete ad alcune insegnanti coinvolte. Peraltro, il fatto emblematico che la Presidente Bianchi si dica molto preoccupata dalla polemica scatenata da alcuni genitori, ci richiama alla memoria la famosa frase di Hegel, per cui se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti. A nostro parere Il Comune di Firenze, piuttosto che censurare i genitori, che hanno doverosamente espresso una legittima e fondata preoccupazione, dovrebbe considerare con profondo rispetto il dato di realtà, per il quale i sessi, come dato biologico, sono solo due: maschile e femminile, e non possono essere cambiati. L'uomo e la donna sono rispettivamente tali dalla nascita in ogni loro cellula, e ogni tentativo di alterare questo dato di fatto, non può che portare danni enormi, e talvolta irreversibili, agli sventurati giovani che sono oggetto di queste spietate manovre ideologiche. Quindi, esprimiamo la nostra piena solidarietà anche ai genitori in questione. Siamo dispiaciuti che il Comune di Firenze voglia insistere a promuovere, con la collaborazione dell'Associazione IREOS, la deleteria visione di un mondo transgender. D'altra parte, è noto che su questo tema la questione è squisitamente politica, ormai da decenni, in tutto il mondo, come inesorabile portato della modernità. Vedremo se, nel prossimo futuro, le forze che operano per la demolizione delle basi antropologiche della nostra civiltà, prevarranno, anche solo temporaneamente, grazie anche a manovre come quella del DDL Zan. E' infatti nostra convinzione che nonostante tutto, prima o poi, nel destino del mondo, sia pure dopo molti lutti e sofferenze, grazie all'impegno di uomini e donne di buona volontà, tornerà a prevalere l'armonia di una società umana fondata sul Diritto naturale, come dato positivo di realtà".

Il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli ed i Consiglieri di maggioranza del Quartiere 5 sono uniti e dalla parte delle insegnanti della Scuola Marconi, respingono e condannano fermamente la strumentalizzazione politica fatta sul progetto e le minacce personali ricevute dalle Insegnanti. “Il Progetto in questione – spiegano il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli ed i consiglieri di maggioranza del Gruppo PD, Lista Nardella ed Italia Viva – è promosso da Ireos Onlus – Centro Servizi Autogestito Comunità Queer e inserito nell’offerta formativa delle Chiavi della Città del Comune di Firenze. “Comunicare ai bambini come le qualità positive o negative delle persone reali e dei personaggi della finzione dovrebbero essere tipiche di una personalità e non di un genere”, questo, tra gli altri, uno degli obiettivi del progetto. Le persone che hanno espresso il loro dissenso, in maniera così confusionaria e manipolatrice sono solamente due, marito e moglie, che come tutti i genitori erano stati informati della proposta progettuale in sede di assemblea di classe e quella doveva essere la sede preposta ad eventuali chiarimenti o rimostranze. E’ vergognoso che siano state manipolate le parole di una delle due insegnanti che a seguito di certi articoli e video, sono state minacciate e insultate, è deplorevole che si parli “a nome di molti”, quando la solidarietà di tantissimi genitori nei confronti delle insegnanti e del progetto è da subito arrivata con forza e fermezza. Quando si strumentalizza per fini personali e/o politici un metodo di lavoro, si mistificano per il proprio interesse gli obiettivi e le finalità di un laboratorio nel nome del “bene dei bambini” è evidente che proprio quel bene viene messo in ultimissimo piano, e viene anzi, usato in nome di battaglie politiche che devono rimanere fuori dalle aule scolastiche e che non fanno che esasperare una situazione già, in questo momento, estremamente complessa, all’interno degli istituti scolastici. Come consiglieri esprimiamo sincera vicinanza nei confronti delle insegnanti coinvolte e della scuola e ribadiamo il nostro convinto sostegno a progetti come questo che permettono a bambini e bambine di lavorare sui temi dell’accoglienza, del rispetto; che aiutano a conoscere le diversità, spiegate con un linguaggio adatto ai più piccoli perché possano crescere come adulti in grado di praticare i valori fondamentali dell’inclusione e della libertà di espressione. Se stiamo ancora criticando un progetto che vuole lavorare sull’abbattimento degli stereotipi di genere – concludono il presidente Cristiano Balli ed i consiglieri del Gruppo PD, Lista Nardella e Italia Viva – significa che la strada da fare è ancora molto lunga e in salita, ma è la strada giusta. Siamo dalla parte delle organizzazioni che propongono questi progetti, dell’amministrazione che dimostra sensibilità al tema e soprattutto delle scuole e degli insegnanti che li accolgono”. 

Redazione Nove da Firenze