Sanità toscana: Ars, approvato il bilancio di esercizio 2025

Il commissario Giovanni Grasso dopo il 31 dicembre diventerà presidente?

Redazione Nove da Firenze
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09 Settembre 2026 18:31
Sanità toscana: Ars, approvato il bilancio di esercizio 2025

Firenze - Via libera del Consiglio regionale della Toscana al bilancio di esercizio 2025 dell’Agenzia regionale di sanità (Ars). La delibera è stata approvata a maggioranza, con 24 voti a favore (Pd, M5S, Avs e Cr) e 12 contrari (FdI e Gruppo misto – Futuro nazionale).

A presentare l’atto il presidente della commissione Sanità, Andrea Vannucci (Pd) che, entrando nel merito dei dati di bilancio, ha ricordato come esso si chiuda con un utile pari a 232.435 euro, in crescita del 29,7% rispetto all’utile conseguito nel 2024.

Il valore della produzione si attesta su 4.863.437 euro, in crescita del 10,92 per cento rispetto all’esercizio 2024. I ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontano a 4.737mila euro, in crescita del 9,93 per cento sul 2024. Stabile il contributo della Regione per il funzionamento dell’agenzia (3.415mila euro), in crescita del 140 per cento i “contributi da altri soggetti pubblici” (620.155 euro) e del 65,31 per cento i “ricavi per prestazioni dell’attività commerciale” (128mila euro). In crescita del 16 per cento anche la voce “contributi da altri soggetti” (256.686 euro). I finanziamenti provenienti dall’esterno ammontano a 1milione 322mila euro, aumentati rispetto al 2024, quando la cifra era pari a 894mila euro.

Rispetto alla destinazione dell’utile, l’atto stabilisce che venga così ripartito: 46.487 euro, pari al 20 per cento, destinato a riserva legale per la copertura di perdite future, in applicazione della normativa vigente; 185.948 euro, pari all'80 per cento, da restituire alla Regione Toscana. Vannucci ha sottolineato che la commissione Sanità ha deliberato che 60.000 euro di essi dovranno essere successivamente riassegnati ad Ars per la realizzazione di due studi preliminari: uno sulla salute della popolazione detenuta e l’altro per uno studio sull’HIV, in particolare su diagnosi tardive e aderenza terapeutica.

Intervenuta la consigliera Marta Logli (Pd), che ha espresso soddisfazione per l’accoglimento della proposta da lei portata avanti sullo studio del HIV. “Nel 2024 in Toscana sono state notificate 194 nuove diagnosi di infezione di HIV pari a un’incidenza di 5,3 casi su 100mila residenti superiore di quella nazionale – ha detto – . Nella nostra regione il 62 per cento delle diagnosi sono tardive, un dato aggravato dalla scarsa propensione allo screening dei pazienti. E’ dunque fondamentale capire perché così tante persone scoprano l’infezione nella fase avanzata della malattia. Attraverso il coinvolgimento delle farmacie ospedaliere sarà monitorato quanti pazienti seguono con regolarità le terapie prescritte, al fine di individuare quei pazienti che potranno essere destinatari delle nuove terapie a lungo rilascio che riducono il rischio di abbandono delle cure e offrono prospettive di risparmio per il nostro sistema sanitario”.

Federico Eligi (Casa riformista), che ha portato avanti in Commissione la proposta dello studio sulla salute della popolazione carceraria, ha spiegato come “lo scopo sia arrivare alla riscrittura della legge regionale sull’organizzare dei presidi sanitari negli istituti di pena, norma che risale al 2005 e che precede la riforma del 2008 che in Italia ha trasferito la competenza della sanità penitenziaria dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale”. “E’ necessario dotarci di una legge che risponda ai bisogni igienico sanitari dei detenuti – ha spiegato - perché la situazione è molto complicata anche alla luce dei cambiamenti avvenuti nella popolazione carceraria. Dobbiamo dunque avere la capacità di riorganizzare i presidi sanitari regionali nei nostri istituti di pena in maniera nuova attraverso una legge che sia un modello anche per altre regioni e soprattutto per il Paese”.

Eligi è poi entrato nel dibattito sull’Ars definendo la discussione della mattinata “un’occasione persa in cui non si è entrati nel merito”. “La notizia di cui sono felice è la fine del commissariamento – ha detto - In queste settimane stiamo discutendo una proposta di riassetto di Ars, calendarizzata nei lavori della commissione Sanità del 15 settembre. Ora che stata scartata l’ipotesi dello scioglimento, anziché confrontarci sul futuro di Ars, ci siamo concentrati sulla nomina del commissario”.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha parlato di un “bilancio in ordine”. Ha ricordato di aver sollevato in Commissione alcune riflessioni sugli incarichi esterni, a cui è arrivata una lettera di risposta di Ars “che mi ha soddisfatto. Riconosce alcune evidenze, visto che ad alcuni bandi partecipava sempre una sola persona. Sono stato inoltre rassicurato che sarà data maggiore visibilità ai bandi”.

Si è poi rivolto al presidente della Regione Eugenio Giani ponendogli alcune riflessioni. La prima: “Ars ha sofferto del commissariamento, dunque anche qualora si approvasse la modifica di legge, la invito a nominare subito i vertici dell’Agenzia”. Ancora: “Qual è la sua posizione ultima e definitiva su Ars? Che cosa ne vuole fare? C’è bisogno di presidente o è sufficiente un direttore scientifico di alta professionalità? Che ruolo dovrà avere il presidente?” Infine, sulla nomina del commissario Giovanni Grasso: “Dopo la scadenza del suo mandato il 31 dicembre, confermerà la sua scelta e lo nominerà presidente di Ars?”

Giani ha ricordato come sia stata la Corte dei conti a sollecitare un cambio di ordinamento nelle Agenzie regionali, sottolineando che il modello toscano non era corretto. “Alla luce dei rilievi, il direttore deve essere inquadrato internamente all’agenzia e ne costituisce il vertice gerarchico. Ritengo che le funzioni di rappresentanza e di indirizzo politico e quelle di direzione operativa dell’ente debbano essere separate, a maggior ragione con un direttore che diventa figura centrale e acquisisce sempre più potere. Per questo è necessario un presidente che svolga la funzione di indirizzo, di filtro e di rapporto con la Regione e il Consiglio regionale, anche per evitare che si creino potentati che sfuggono agli indirizzi della Giunta”.

Giani ha ribadito che “la scelta politica è quella di mantenere l’agenzia. Io credo nella struttura, voglio portarla avanti e indirizzarla, per questo ho presentato la delibera del nuovo statuto”.

In merito alla nomina di Grasso, Giani ha ricordato di averlo conosciuto quando era presidente dell'Ordine degli Infermieri regionale ai tempi del covid. “Si è mostrato molto collaborativo e presente – ha aggiunto - . L’ho giudicato adatto per un ruolo transitorio di quattro mesi, che desse una scossa all’Ars. Averlo nominato ha comunque creato una serie di stimoli che hanno riportato Ars al centro dell’attenzione”. Su una eventuale nomina a presidente, Giani ha risposto che la decisione avverrà “alla luce di quello che sarà il dibattito e di come matureranno le cose".

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