Rubrica — Mostre

S. Gimignano: restaurata la "Madonna col bambino e santi" di Benozzo Gozzoli

Sabato 16 novembre alle ore 10,30 in Sala del Consiglio in Palazzo Comunale l’incontro dal titolo “La cura del patrimonio di San Gimignano”


Nuova vita per un capolavoro di Benozzo Gozzoli risalente al quindicesimo secolo. Sabato 16 novembre a San Gimignano sarà presentato l’intervento di restauro della pala raffigurante “Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta” (ore 10,30 – Sala del Consiglio in Palazzo Comunale). L’intervento degli strati pittorici del dipinto è stato realizzato con la tecnica del “sottovuoto localizzato”.

All’incontro dal titolo “La cura del patrimonio di San Gimignano” parteciperanno il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci; l’assessore alla cultura del Comune di San Gimignano Carolina Taddei; Felicia Rotundo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto; i restauratori Nadia Presenti, Mario Verdelli e Roberto Buda. Al termine della presentazione è in programma la visita guidata all’opera restaurata in Pinacoteca. «La cura del ricco patrimonio artistico e storico-architettonico sangimignanese è stata fin da subito una priorità di questa amministrazione – spiega il sindaco Andrea Marrucci -. Dopo l’intervento sugli affreschi raffiguranti episodi della vita di Sant’Agostino, un’altra opera di un artista del calibro di Benozzo Gozzoli vedrà una nuova vita. Ma l’impegno del Comune in questa direzione vedrà ben presto anche altre iniziative di rilievo in grado di rendere fruibili tutti i tesori d’arte presenti a San Gimignano». «Siamo custodi di un inestimabile patrimonio artistico e in quanto tali sentiamo il dovere anche civico di trasmettere questo patrimonio alle generazioni che verranno – sottolinea l’assessore Carolina Taddei -. Restaurare un’opera di questo calibro è un’operazione lunga e complessa ma sapere di averle donato nuova vita ci riempie di orgoglio e soddisfazione».

L’opera - La pala, realizzata nel 1466, proviene dalla chiesa del convento femminile di Santa Maria Maddalena, detto anche delle Romite, a San Gimignano, soppresso nel 1810 e andato distrutto in seguito alla vendita a un privato nel 1816. L'originaria commissione per il monastero agostiniano è testimoniata dai santi dipinti a fianco della Madonna: Sant'Agostino, al cui ordine le monache sangimignanesi afferivano, Marta, al tempo impropriamente creduta sua sorella e Maddalena, santa dedicataria del convento. San Giovanni Battista, rappresentato accanto a Maria Maddalena, alluderebbe al committente, individuato in passato in Battista Ridolfi, membro di una delle famiglie più ricche della città. L'opera, oggi priva di cornice e predella, è stata eccezionalmente presentata nel 2016, in occasione della mostra “Benozzo Gozzoli a San Gimignano”,con la sua predella originaria, i cui tre scomparti sono stati per la prima volta ricomposti grazie ai prestiti concessi dai musei proprietari (il Musée du Petit Palais di Avignone, la Pinacoteca di Brera di Milano e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid).

La pala esalta il felice connubio, caratteristico dell'autore, tra la moderna misura rinascimentale appresa dall'Angelico, e il profuso decorativismo che esalta la ricchezza e la preziosità dei materiali (oro, tessuto, gioielli), discendente dal filone tardogotico di Gentile da Fabriano e dello stesso Angelico, rivitalizzato dal confronto con i virtuosismi ottico-luministici dei contemporanei esempi fiamminghi. Caratteristico della sua pittura il gusto ornamentale mutuato dagli iberici, che si inserisce sulla stessa linea che aveva ispirato il ricchissimo ciclo della Cappella dei Magi in Palazzo Medici a Firenze.

Il restauro – Durante l’incontro il restauratore Verdelli, dello studio “Conservazione e Restauro Opere d’Arte”, illustrerà l'intervento di restauro degli strati pittorici del dipinto di Benozzo Gozzoli, eseguito con la nuova metodologia di "sottovuoto localizzato", una tecnica che permette di eseguire l’intervento in loco, senza spostare l’opera d’arte, attraverso attrezzature specialistiche in grado di raggiungere pressioni minime omogenee ed efficaci per il consolidamento degli strati pittorici del dipinto. Questa nuova tecnica è frutto di una ricerca scientifica sulle nuove metodologie di restauro, durante la quale è stata testata la tecnica del “sottovuoto localizzato” proprio all’interno della Pinacoteca dei Musei Civici di San Gimignano, con la partecipazione dell’Opificio delle Pietre Dure e con la collaborazione del CNR. Roberto Buda, specializzato in restauro di opere lignee, presenterà invece il suo intervento sul supporto della tavola, composta dall'unione di quattro assi in legno di pioppo. Le traverse del supporto ligneo, infatti, risultavano essere troppo rigide e determinavano tensioni sulla superficie pittorica che mostrava segni di instabilità. Sono state dunque sfilate dalle loro sedi e scomposte in tre sezioni longitudinali, ricollegate poi con elementi elastici, per ottenere un miglior rapporto tra di esse e il tavolato e garantire un miglior stato di conservazione al dipinto.

Redazione Nove da Firenze