Rifiuti, la Toscana verso la creazione di un Ato unico

Entro fine 2019 sarà presentata una legge in materia: convergenza tra Pd, M5S e Si. Nel 2023 chiude il termovalorizzatore di Montale. Bioraffineria Eni a Livorno, la Giunta chiarirà. Soddisfatto Rossi, che domani sarà a Peccioli. Montemagni (Lega): "Per inseguire la sinistra il Pd ha fatto un piano irrazionale. Il modello è il Veneto". Marcheschi (Fdi): "Ancora errori". Fattori (Si): "Svolta di Pirro"


(DIRE) Firenze, 24 lug. - "Oggi il Consiglio regionale ha approvato, con i voti della maggioranza e con quelli di Sì Toscana a sinistra e Movimento 5 Stelle, la proposta avanzata dalla Giunta di una svolta ambientalista nel trattamento dei rifiuti". Lo evidenzia il presidente della Toscana, Enrico Rossi, commentando le risoluzioni approvate oggi collegate alla comunicazione della Giunta regionale sui rifiuti. L'assemblea toscana ha approvato i testi presentati da Pd, Sì, Movimento 5 Stelle, nonché una mozione della consigliera del gruppo misto, Monica Pecori. L'obiettivo di raggiungere l'80% di differenziata nel 2030 si sposa con una visione basata sulla creazione di un Ato (Ambito territoriale ottimale) unico con la presentazione entro la fine dell'anno di una legge in materia, e sul superamento di alcuni termovalorizzatori.

L'aula domanda alla giunta regionale di confermare nella variante al piano dei rifiuti anche la chiusura del termovalorizzatore di Montale (Pistoia) nel 2023.

Sulla bioraffineria di Eni di Livorno, uno dei perni della strategia della Regione, l'aula sollecita un confronto fra la multinazionale e il Consiglio. La Giunta viene impegnata a riferire con urgenza sui dettagli sia del progetto della bioraffineria che sull'impianto di trattamento dei rifiuti che dovrebbe sorgere a Case Passerini al posto dell'inceneritore.

La risoluzione di Sì- Toscana a sinistra, inoltre, suggerisce obiettivi ancora più ambiziosi sul fronte della differenziata, ovvero di raggiungere l'80% giù fra sei anni, nel 2025. Per il governatore si apre un'opportunità importante con la bioraffineria, dove potranno essere smaltiti i rifiuti trasformati in Css e Plasmix. "Esprimo un giudizio estremamente positivo di questo lavoro - conclude Rossi - che ci consente di dare una risposta all'avanguardia al problema del trattamento dei rifiuti". (Cap/ Dire)


Elisa Montemagni, a nome del gruppo della Lega in Consiglio regionale, attacca duramente la linea emersa oggi “Noi, sul delicato tema dei rifiuti siamo realisti ed abbiamo un piano concreto, il Pd e Rossi, per inseguire la sinistra, si pongono sul piano dell’irrazionale. Si comunica ai toscani che il Pd e la Giunta vogliono portare 400mila tonnellate anno di rifiuti speciali, cioè CSS, in un ipotetico impianto di produzione di biocarburanti a Stagno. Ma non ci sono garanzie, non essendoci né un progetto chiaro sull’impianto, né un chiaro impegno da parte di una multinazionale di garantire l’acquisto per un periodo medio lungo del CSS. Insomma di sicuro c’è solo che il PD, per rincorrere la sinistra, rischia di rendere la Toscana come Roma. Si ipotizzano prosegue Montemagni - piani che prevedono la chiusura di impianti di recupero energetico, si inventano giustificazioni - come quella che il Consiglio di Stato abbia sentenziato l’annullamento della procedura autorizzatoria per Casa Passerini – per cancellare dalla pianificazione regionale di strategici impianti di recupero energetico senza tenere di conto del costo economico di questa scelta politica ( da 8 a 10 ML di euro di costi che ricadranno sulle tasche dei cittadini). Ma il paradosso è che il Pd e la Giunta non hanno neppure chiaro l’ambito di riferimento, non è chiaro il modello di raccolta, non è chiaro il modello di gestione, non è chiaro neppure la tipologia impiantistica per la chiusura del ciclo. Insomma il PD è allo sbando ed il Presidente Rossi avanza proposte prive di fondamento concreto, mentre noi ci rifacciamo all’eccellente modello Veneto che lo stesso Rossi, improvvidamente, ha apertamente criticato. Le nostre idee -prosegue l’esponente leghista - le abbiamo messe nero su bianco in un’apposita proposta di risoluzione che prevede vari ed articolati punti. Chiediamo - precisa Montemagni - un’audizione dell’amministratore delegato di Eni presso le Commissioni consiliari competenti, alfine di approfondire l’ampia tematica, analizzando tutte le questioni che la proposta del Pd pone sul tavolo. Non volendo entrare nei tecnicismi - sottolinea la rappresentante del Carroccio - è doveroso però, a nostro avviso, predisporre un nuovo piano rifiuti che preveda il raggiungimento dei seguenti, chiari obiettivi. Per quanto riguarda quelli attinenti al riciclaggio - insiste il Capogruppo Montemagni - devono essere del 55% entro il 2025, del 60% entro il 2030 e del 65% al raggiungimento del 2035. Occorre, secondo noi - incalza - lasciare ai singoli ambiti ed ai comuni la decisione della forma di raccolta purché garantisca, in perfetta armonia con la pianificazione impiantistica di ambito per quanto concerne gli impianti di selezione e recupero, il raggiungimento degli obiettivi di riciclo previsti dalla normativa. In tema di recupero energetico - rileva il Consigliere - questo deve essere del 27%, previa selezione e trattamento; per lo smaltimento in discarica, a nostro avviso, si deve arrivare all’8%, sempre dopo preventiva selezione e trattamento, non utilizzando tutto il limite massimo previsto dalle nuove direttive e puntando a discarica zero. Insomma - conclude Elisa Montemagni - progetti chiari, basati su dati concreti e non ipotesi fantasiose targate Pd".

“La svolta ambientale annunciata dal presidente Rossi già da più di un anno si comincia a intravedere. La vera svolta non è bruciare, ma gassificare”. Ha aperto così il suo intervento Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia), che ha definito la comunicazione resa dall’assessore regionale Federica Fratoni come la “continuità assoluta con una serie di errori già fatti che ci ha portato ad una carenza di impianti”, e tra questi errori ha indicato la “spinta alla quantità di raccolta differenziata invece che alla qualità della differenziata”. La svolta ambientale annunciata dalla Giunta, per il consigliere di opposizione “fa un po’ sorridere”, altro non è che una “serie di ovvietà peraltro già note”. Sul progetto di bioraffineria di Eni: “Non sono contrario alla tecnologia e all’innovazione, ma vorrei capire i costi di un impianto così imponente che dovrà essere alimentato sempre. La politica si piega a un progetto sperimentale, prima di piegarci agli interessi di una multinazionale, vorrei saperne molto di più e avere garanzie che i soldi pubblici vengano investiti non in una scommessa, ma in una tecnologia che funziona e dà delle risposte”, ha proseguito Marcheschi. E, ha concluso, “se Eni vuole fare della Toscana un polo avanzato, non credo si accontenterà di un solo impianto”.

“Una svolta di Pirro”, così il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, chiama scherzosamente la svolta ambientalista annunciata dal presidente Rossi e dall’assessora Fratoni. Un gioco di parole che evoca l’espressione ‘una vittoria di Pirro’ per sottolineare “una svolta più apparente che sostanziale”, per riprendere le parole di Fattori risuonate nell’Aula del Consiglio regionale. “Bene che si preveda il definitivo accantonamento dell’inceneritore di Case Passerini e che si superi la cultura degli inceneritori, fino ad oggi considerati dalla Giunta regionale necessari per chiudere il ciclo dei rifiuti. Tuttavia - continua Fattori - se si pensa di sostituire gli inceneritori per produrre energia con impianti di gassificazione che dai rifiuti ricavano combustibili da bruciare, siamo punto e a capo. Non c’è niente di circolare in questo, c’è invece la solita distruzione di materia con l’obiettivo di ricavarne energia, dato che il carburante è destinato ad essere bruciato. Oltretutto, definire ‘bio’ o ‘rinnovabili’ i combustibili ricavati dai rifiuti e dalle plastiche è una mistificazione linguistica e concettuale, anche se una simile mistificazione è permessa dalle normative”. 
“L’economia circolare consiste nel recupero e nella conservazione di materia, non nella sua combustione e distruzione. La materia è in quantità finita e deve essere conservata, continuando a circolare entro il sistema, viceversa l’energia che alimenta i cicli deve essere esterna, ossia l’ energia solare e le altre rinnovabili. E’ questo il modello circolare - prosegue Fattori - e non è nulla di astratto, anche in Toscana abbiamo esperienze di eccellenza, come Revet, che guarda caso la comunicazione scritta della Giunta neppure menziona. E questo per un motivo semplice: Rossi sta puntando tutto sulla così detta bioraffineria Eni, che nulla ha di ‘bio’ e che è in netto contrasto con le politiche avviate in questi anni da Revet sul recupero anche delle plastiche di scarto.” “Allo stesso modo la comunicazione della Giunta non alcun cenno alle ‘fabbriche dei materiali’, ossia a processi che trattano i rifiuti residui per estrarre materiale ancora riutilizzabile e conservabile. Non si fa alcun riferimento alla necessità di sostenere innovazioni tecnologiche, come in altre regioni, per impianti di ultima generazione finalizzati al riciclo di assorbenti, come quello di Treviso, o per il riciclo delle terre di spazzamento o del Raee. Seguendo la stessa logica, Rossi, a proposito del distretto cartario, continua a far riferimento al solo allo smaltimento degli scarti e non a progetti come Life EcoPulpPlast, un vero modello circolare, ossia l’esatto opposto dello smaltimento del pulper tramite la pirogassificazione. E anche oggi il Consiglio regionale ha ribadito il suo netto no al pirogassificatore di KME a Barga, oltre ad aver frenato gli entusiasmi e messo le mani avanti rispetto al progetto ENI a Livorno”, conclude Fattori.

Intanto il presidente della Regione Enrico Rossi sarà in visita domani, giovedì 25 luglio, alla discarica di Peccioli (Pisa). A fargli da guida in quello che, grazie al trattamento innovativo dei rifiuti, è diventato un modello nonchè il cuore produttivo del paese e di tutta l'area, sarà il sindaco Renzo Macelloni.

La visita inizierà alle 18.30, nella frazione di Legoli, sede dell'impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Dopo l'incontro con il sindaco e il sopralluogo, seguirà, alle 20, una cena nella struttura Triangolo Verde all'interno dell'Impianto.
Alle 21 il presidente assisterà al concerto musicale con Carlo Palese al pianoforte e Thorwald Jørgensen al Theremin (strumento musicale elettronico).

Redazione Nove da Firenze