Rifiuti a Firenze: da Inceneritore a Termovalorizzatore

Assemblea su Inceneritore di Firenze

Dalla chiusura urgente di San Donnino all'apertura di Case Passerini per necessità


Per difendere la salute pubblica è stato chiuso negli anni '80 l'inceneritore di San Donnino e per salvaguardare la salute pubblica aprirà il termovalorizzatore di Case Passerini. In 30 anni è cambiato solo il nome?

Quadrifoglio Spa, dietro nostra richiesta di un intervento in merito, ha inviato i rendering del progetto ed i dati tecnici, oltre ad un articolo de La Nazione del 3 Aprile a firma Diego D'Ippolito titolato "Termovalorizzatore, costretti a rivolgersi all'ATO Sud" in cui si mette in evidenza l'alta produzione di rifiuti ed i costi dello smaltimento affidato a terzi sul territorio con relative indennità ricadenti in tariffa. L'area ricevente comprende Arezzo, Siena e Grosseto presso gli impianti di Poggibonsi e San Zeno. Nell'articolo leggiamo anche "Negli anni, secondo le stime, la produzione di rifiuti da incenerire dovrebbe andare a diminuire anche in virtù di una educazione maggiore alla raccolta differenziata".
C'è anche una interessante tabella sulla gestione rifiuti in Europa dalla quale si evince come in Germania, in totale assenza di discariche, il 65% dei rifiuti è riciclato ed il 35% conferito ad inceneritori, la Slovenia con il 60% di riciclati, conferisce il 40% in discarica senza incenerire, seguono Austria, Belgio, Paesi Bassi, Svezia che non hanno discariche, poi Lussemburgo, Danimarca e Regno Unito prima dell'Italia che ricicla il 40% incenerisce il 20% e manda in discarica il 40%.

Se negli anni '70 furono la Fratellanza Popolare e l'Arci di San Donnino ad organizzare assemblee pubbliche, oggi sono Le Mamme No Inceneritore a divulgare informazioni alla cittadinanza chiamando sul palco scienziati e tecnici.
Il Cinema Grotta di Sesto Fiorentino contiene oltre 700 persone e gremito sembra quasi un amarcord di quegli incontri che videro la cittadinanza allarmata dalle notizie olandesi sull'allora sconosciuta diossina.
L'iniziativa non sembra essere gradita al PD locale che a poche ore dall'incontro dirama una nota a firma del Coordinamento Metropolitano e Cittadino di Firenze, rilanciata ai media anche da Sergio Gatteschi, AD dell'Agenzia Fiorentina per l'Energia: "Sull’impianto di Case Passerini oltre la paura e la disinformazione" questo l'oggetto.

Sottolineano i vertici del PD: "Ancora una volta gli oppositori all'impianto di termovalorizzazione di Case Passerini si danno appuntamento, in questo caso a Sesto Fiorentino, per disinformare la popolazione e diffondere paure prive di giustificazione. Usando studi vecchi e controversi, distorcendo dati, cercano di dimostrare che gli impianti di incenerimento dei rifiuti sono pericolosi per la salute. E' falso. Le emissioni degli inceneritori sono diminuite, dagli anni novanta, di duemila volte, e sono diventati gli impianti industriali più controllati d'Europa. Non è un caso se in tutto il continente questi impianti sono presenti anche in piena città, da Copenhagen a Parma, da Vienna a Milano. Dobbiamo superare l'allarmismo che blocca il Paese ogni volta che si vuole migliorare, e che ogni volta viene smentito dai fatti, vedi la diga di Bilancino, la Variante di Valico, la tranvia di Firenze, gli inceneritori avversati come a Parma che poi vengono accettati e gestiti" non tutte opere equiparabili in realtà.

Le citazioni autorevoli: "L'Istituto superiore di Sanità ha più volte certificato la piena conformità degli impianti: Giuseppe Viviano e Gaetano Settimo, del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria Istituto Superiore di Sanità - Roma, già in una pubblicazione dell'Istituto Superiore di Sanità del 2008, affermavano: "Considerando anche le esperienze maturate in altri Paesi europei, si può ritenere che impianti di trattamento termico di rifiuti, di progettazione avanzata che applichino le BAT e che adottino procedure di gestione ottimali, consentano il rispetto delle normative di settore con ampio margine". Il più grande oncologo italiano, il prof. Umberto Veronesi, ha più volte affermato che il rischio di cancro indotto dagli inceneritori è pari a zero".

Analisi su Montale: "Nel caso più vicino alla piana fiorentina è bene sottolineare che le analisi puntuali condotte attorno all'inceneritore di Montale dall'Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, hanno confermato che non ci sono alterazioni della salute dei residenti; le analisi dell'aria nell'area di Montale effettuate dall'Università hanno stabilito che l'inceneritore contribuisce (in un'area molto piccola) appena per il 5% alla produzione di polveri sottili. Per avere un temine di paragone, il riscaldamento a legna delle case emette nella stessa zona il 34%, sette volte di più, il riscaldamento delle case arriva ad emettere complessivamente il 60%".

Conclusioni. "A Case Passerini non solo il nuovo impianto sarà dotato delle più moderne ed efficienti tecnologie disponibili, ma con la sua presenza eviterà le emissioni dei camion in uscita per il trasporto dei rifiuti, e darà energia elettrica e calore, evitando le emissioni di altri impianti che oggi la forniscono: il saldo tra le emissioni dell'impianto e quelle evitate sarà addirittura positivo, migliorando la situazione della piana".

I cittadini durante l'incontro avvenuto a Sesto Fiorentino, città strategica chiamata tra poco ad eleggere un nuovo sindaco, in diretta streaming sembrano essere di altro parere e continuano soprattutto a puntare il dito sui comuni virtuosi, premiati da Legambiente e dalle organizzazioni internazionali come "Comuni Ricicloni" che però non sembrano offrire spunti esemplari.

Nella serata, patrocinata da ISDE, Associazione di Medici per l’Ambiente, che ha preso posizione contro gli inceneritori, sono stati mostrati gli atti prodotti dalla QtHermo Quadrifoglio Spa ed Hera, Società incaricata della progettazione, costruzione e gestione dell’impianto, portando poi esempi di gestioni virtuose del ciclo dei rifiuti, che "Se applicate trasformano i rifiuti da un affare per pochi in un guadagno per tutti i cittadini e le comunità, rendendo inutile la costruzione di costosi e pericolosi impianti di incenerimento" come precisa Niccolò Villiger a Nove Da Firenze.
Villiger, referente per il Gruppo di cittadinanza attiva, parla di Capannori, Treviso ed anche di Parma portando ad esempio il curioso caso di Federico Pizzarotti, sindaco criticato sull'Inceneritore che oggi si presenta con un attivo in Bilancio dato dall'ottima gestione dei rifiuti differenziati.
"La raccolta differenziata, il porta a porta e la tariffa puntuale commisurata al consumo - sottolinea Villiger - riducono le tonnellate di rifiuti indifferenziati, questo è lo Zero Waste. Sapere di poter conferire tutto all'incenerimento o in discarica invece ingenera il processo contrario ed è contraria anche la logica: oggi lo spauracchio è quello delle grandi quantità di rifiuti che si accumulano e nessuno smaltisce, si creano forni chiamati a produrre energia in proporzione al materiale bruciato, però poi si punta a ridurne la quantità".
Il futuro impianto di Case Passerini, al netto dell'autoconsumo, è stimato che (a regime?) possa produrre un quantitativo annuo di elettricità pari al fabbisogno di 40mila famiglie, mentre il riscaldamento termico coprirebbe il fabbisogno di 3mila abitazioni di 100 metri quadrati.

Villiger replica duramente alla nota emessa dalla maggioranza politica locale: "Se avessimo avuto necessità di una prova della loro paura non avremmo potuto chiedere di meglio, la nota è inequivocabilmente frutto della nostra attività di informazione. Continuano a citare Veronesi, intervenuto pochi minuti in Tv da Fabio Fazio, professore stimato ma che ha riconosciuto di non essere un esperto in materia come abbiamo più volte dimostrato. Parlano poi di partecipazione, ma non hanno accolto la nostra presenza ad un tavolo di discussione".

Le cavie. La ASL 10 ha dato parere favorevole alla costruzione dell’inceneritore ed ha prescritto un piano di sorveglianza sanitaria, ma l'idea di essere sottoposti a monitoraggio non convince Villiger "Vogliono farla passare come una cintura di sicurezza, in realtà si tratta di fare da cavie per uno studio che non ha mai mostrato effetti immediati, i danni molto spesso si manifestano a distanza di anni". Dello stesso avviso i medici, Massimo Generoso e Gian Luca Garetti che puntano l’attenzione sui bambini e gli agenti inquinanti, "le conseguenze, come ci insegna l’epigenetica, possono avere ripercussioni anche molto più tardi nella vita adulta". I medici hanno mostrato risultati di studi nazionali e internazionali, fatti da enti pubblici e organismi autorevoli, sui danni provocati da impianti di incenerimento.

"Per i microinquinanti, come metalli pesanti, IPA e diossine è previsto un monitoraggio solo trimestrale: siamo tranquilli? Non facciamoci ingannare dalla “norma di legge” perché per questi pericolosi cancerogeni l’unica soglia di sicurezza accettabile è zero, come per l’amianto. Chi di voi vorrebbe un pezzettino anche piccolo di amianto in casa?" domanda Villiger.

Il 14 maggio a Firenze la manifestazione nazionale. "Parteciperanno comitati da tutta Italia, per ottenere una gestione dei rifiuti senza inceneritori e al servizio dei cittadini. Vogliamo bloccare l’inceneritore di Firenze come simbolo per bloccare tutti quelli esistenti e quelli in progetto" conclude Villiger che ricorda come l'iniziativa della vendita di borracce in acciaio per limitare l'uso della plastica abbia ottenuto "il favore del pubblico ed importanti riconoscimenti che potrebbero concretizzarsi con un premio a dimostrazione che le buone pratiche sono quelle che portano alla riduzione dei rifiuti e non alla loro distruzione".

Firenze ha raggiunto il 54% di raccolta differenziata. Con 370mila abitanti ha 20 milioni di turisti ogni anno e questo produce una quantità abnorme di rifiuti, circa 200 kg in più a persona rispetto ad altre città. L'obiettivo dichiarato da Quadrifoglio Spa e Comune di Firenze è incentivare buone pratiche di gestione dei rifiuti arrivando ad avere solo un 30% di rifiuto indifferenziabile da usare per il recupero di energia

Ma tra isole ecologiche, ecostazioni, cassonetti interrati e chiavette a controllo numerico andremo a spendere meno in tariffa? Probabilmente no, non nei prossimi anni almeno. Differenziare infatti costa, perché costa riciclare la materia. Un prodotto costruito con un polimero vergine, con il calo del petrolio, costa meno di un prodotto riciclato, così vale anche per la carta. Inoltre a fronte di processi di efficientamento che da oltre 5 anni vedono Quadrifoglio migliorare il proprio Bilancio sulla tassazione pesano le sovrattasse come i fondi previsti per il non riscosso.

Propedeutico al raggiungimento dell'obbiettivo, termovalorizzando o raccogliendo i rifiuti differenziati porta a porta, sembra comunque essere il pagamento del servizio e visto che questo dipende, in parte, dalla soddisfazione dell'utenza, forse sarebbe utile interrogarsi sul miglior rapporto qualità-prezzo.

Antonio Patruno