Polemica dopo la denuncia per odio razziale ai Consiglieri della Lega

Cocollini, vicepresidente vicario del Consiglio comunale: “Sbagliato rispondere alla politica con la magistratura”


“Alla politica si deve sempre rispondere con la politica -dichiara il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Emanuele Cocollini (Lega)- Ricorrere alla magistratura per contrastare dichiarazioni di esponenti politici non fa altro che delegittimare il ruolo delle istituzioni. Non è una questione di destra o sinistra, ma della salvaguardia degli equilibri costituzionalmente garantiti e della funzione della politica stessa. Per questo la denuncia presentata dal consigliere Palagi del gruppo di Sinistra Progetto Comune non fa altro che svilire il loro ruolo di rappresentanti dei cittadini. Spero che un giorno si possa finalmente giungere all’abolizione della legge Mancino che non ha fatto altro che creare uno strumento per cercare d’imbavagliare coloro che hanno il coraggio di esprimere posizioni considerate politicamente scorrette. Lo dico da uomo che ha grande rispetto delle istituzioni, che si è sempre battuto a difesa di Israele e che l’11 agosto ha partecipato alle celebrazioni per la liberazione di Firenze. Ho provveduto a dare mandato all’avvocato Francesco Stefani di ricorrere in ogni sede per tutelare la mia onorabilità e l’istituzione che ho l’onore di rappresentare. Esprimo la mia più totale solidarietà ai colleghi Bussolin ed Asciuti che si sono sempre caratterizzati per il profondo rispetto dell’avversario politico e delle istituzioni”.

"Sono profondamente rammaricato dal fatto che il consigliere Palagi abbia preferito al confronto politico denunciare tre consiglieri comunali che, alla fine dei conti, avevano solo ed esclusivamente espresso un'opinione in un momento di grande sofferenza e choc per tutto il popolo italiano, come l'omicidio del Carabiniere Mario Cerciello Rega. Io sono un convinto sostenitore della Libertà di opinione, ho sempre criticato la legge Fiano non perché condanna un regime, ma poiché tutti i regimi son nati dalla limitazione delle libertà individuali, in specie di libera manifestazione del pensiero. La Lega non è assolutamente un partito razzista, con il nostro movimento sono stati eletti il primo sindaco di colore d'Italia, tra l'altro donna, Cindy Cane ed il primo senatore di colore della storia della Repubblica Toni Iwobi, mio personale amico. Nessuno dei nostri consiglieri ha mai espresso alcuna istigazione all'odio razziale, ma sulle opinioni mi preme ricordare la grande lungimiranza del Sudafrica di Nelson Mandela, dove lui personalmente non permise mai di varare leggi che punissero tutti coloro i quali parlavamo in favore della apartheid. Lo Stato di Israele in cui liberamente viene permesso di criticare anche il suo stesso diritto all'esistenza, senza che nessuno reprima in via giudiziale tale diritto. Guardiamo a tutte le sentenze della corte suprema americana che hanno stabilito l'intangibilità della libera manifestazione del pensiero, anche davanti ai pensieri più estremi ed alle opinioni più deprecabili. Qui per nulla si chiede alla magistratura di intervenire e reprimere. Non voglio rievocare neanche quei tragici sistemi nei quali la polizia politica arrestava ed i tribunali mandavano, e mandano tutt'ora in alcune parti del mondo, le persone in campi di rieducazione solo ed esclusivamente per le loro idee. Io mi ispiro ad una visione liberale della società in cui ciascuno ha il diritto di dire ciò che vuole, posto che ribadisco l'estraneità dei nostri consiglieri a qualsiasi dichiarazione di odio razziale, affermo con altrettanta fermezza che la libertà di opinione è sacra e le idee non si processano. La mia cultura politica mi fa essere convinto che la magistratura di questo paese si rifiuterà di limitare la libertà di espressione dei consiglieri Asciuti, Bussolin e Cocollini, ai quali va tutta la mia solidarietà". Dichiara il segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni.

Redazione Nove da Firenze