Rubrica — In cucina

Per la prima volta in toscana un clone della Vigna di Leonardo da Vinci a Milano

Un progetto dell'azienda Dianella per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci. Mercoledì’ scorso a Milano dalla Casa degli Atellani la concessione di un clone della vigna originaria


Un 2019 ricco di progetti per Dianella che, da sempre legata alla propria terra e alla volontà di esaltarne ogni aspetto e sfumatura, per l’importante ricorrenza propone eventi e iniziative per valorizzare il territorio toscano in cui nacque il grande artista e di cui la Tenuta è fondamentale punto di riferimento nella produzione di vino, ospitalità e ristorazione. Nei giorni scorsi , in onore del genio toscano un’iniziativa di grande valore: portare a Vinci i cloni della Vigna di Leonardo di Milano.

La famiglia di Leonardo possedeva vigneti tra Vinci e Bacchereto. Leonardo stesso, grande appassionato di vino e cucina, sognava di averne una per mettere in pratica le sue idee innovative in campo vitivinicolo. La otterrà soltanto più avanti, e non a Vinci, ma a Milano, quando Ludovico il Moro nel 1498 gli donerà un terreno di fronte a Santa Maria delle Grazie dove Leonardo stava lavorando all’Ultima Cena.

Dal 2015 la Vigna di Leonardo, oggi parte del giardino della Casa degli Atellani, rivive nel rispetto del vitigno e dei filari originari grazie ad un progetto di recupero realizzato in occasione di Expo.

Oggi le marze, cloni della Malvasia di Candia,gentilmente concessi dalla famiglia Castellini proprietaria della Casa degli Atellani, verranno, per la prima volta, prelevate dalla Vigna di Leonardo in Corso Magenta a Milano, per essere portate a Vinci dove nella primavera 2019, più precisamente il 2 maggio giorno della morte di Leonardo, verranno piantate nell’orto ornamentale di Dianella, un segno di vita, di rinascita e di eternità del genio nei 500 anni della morte.

Ma le celebrazioni in onore di Leonardo Da Vinci non si esauriscono qui. A legare l’artista e Dianella, oltre alla passione per la terra toscana e per il vino, è anche un comune interesse per il cibo, profonda espressione del territorio. Appassionato sperimentatore di ricette e ingegnoso inventore di utensili da cucina, come testimonia il Codice Atlantico, ideò oggetti precursori dell’attuale cavatappi, del trita-aglio e dell’affettatrice, oltre al macinapepe, ispirato nella forma al faro della Spezia.

Per ricordare questo suo aspetto, forse meno conosciuto, nel corso del 2019 Dianella offrirà ai propri ospiti l’opportunità di calarsi nell’atmosfera rinascimentale gustando ricette ispirate a Leonardo stesso, in parte realizzate utilizzando i macchinari da lui inventati per le cucine del granduca Ludovico il Moro. Le riproduzioni di alcuni strumenti saranno visibili e utilizzabili a Dianella e lo chef della villa sarà a disposizione per corsi di cucina che prevedono l’utilizzo di alcuni degli utensili di Leonardo.

Si insegneranno anche i segreti dell’Acquarosa, la bevanda dissetante che a Dianella viene realizzata secondo la ricetta originale di Leonardo, contenuta nel Codice Atlantico e di cui un’edizione speciale sarà confezionata proprio in occasione del Cinquecentenario. Il liquore a base

di petali di rosa sarà presentato, domenica 24 marzo, al Brunch di Primavera, arricchito da un menu interamente ispirato alle ricette dell’epoca leonardiana, che saranno protagoniste della cucina del ristorante della tenuta durante l’intero periodo.

Una delle tante anime di Dianella è sicuramente l’arte del ricevere: ogni anno la villa ospita ricevimenti ed eventi molto apprezzati, un ulteriore elemento di legame con Leonardo, dichiarato da Ludovico il Moro “consigliere di fortificazioni e maestro di cerimonie e banchetti".

Redazione Nove da Firenze