Rubrica — Agroalimentare

Olio extravergine: qualità elevata e calo contenuto delle produzioni

Ma secondo Coldiretti nel 2018 la quantità cresce del 20%, giù le mani dal “panel test”. Conto alla rovescia per la 26^ Festa dell’Olio a San Quirico in programma dal 7 al 9 dicembre. Dal 9 all’11 novembre a Pitigliano la tappa toscana del tour dell’extra vergine promosso dalle Città dell’Olio


Una delle produzioni simbolo dell’agricoltura toscana come l’olio extravergine di oliva, secondo le previsioni, segnerà un incremento nella produzione 2018 stimato intorno al 20% rispetto all’anno scorso. Sembra plausibile quindi che la produzione di olio extravergine di oliva toscano 2018 si attesti intorno ai 140-150 mila quintali. Quindi in sintesi un anno positivo che segna una ripresa nonostante l’andamento climatico particolarmente sfavorevole nelle ultime settimane, con il vento forte ha creato problemi in alcune zone. Le operazioni di raccolta sono iniziate per le circa 50.000 aziende agricole toscane che producono olio su una superficie complessiva che supera i 90.000 ettari. Il peso del settore sul Pil agricolo regionale è importante con oltre 120 milioni di euro. Anche la qualità è ottima, senza traccia di mosca, con un prezzo interessante tra 12 e 15 euro al litro. Grosseto e Firenze sono le capitali olivicole della Toscana.

“Potrebbe essere l’anno del riscatto per l’olio toscano – dice Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana – dopo un 2017 orribile infatti si torna ai livelli 2016 per quantità e qualità. Ed anche il prezzo dovrebbe essere molto interessante anche perché nel sud Italia l’annata è andata malissimo con poco olio prodotto”.

Secondo recenti studi il valore della produzione di olio esportato dalla Toscana si aggira intorno ai 700 milioni di euro (il primo semestre 2018 ha segnato un export di 319 milioni di euro secondo Monitor Intesa Sanpaolo). “Il dato dell’export di olio della nostra regione dice come il brand “toscana” richiami l’interesse di grandi gruppi industriali – continua Filippi – a produrre olio in toscana con prodotto che viene da altri territori. Per questo è importante seguire i numerosi sistemi di certificazione di origine e qualità e difendere il “panel test”, di recente sotto attacco dall’industria olearia internazionale, perché per noi – continua Filippi - è imprescindibile pilastro per tutelare la qualità del settore olivicolo, garantire la trasparenza e difendere produttori e consumatori dalle frodi e dalle contraffazioni ”.

“Per fortuna circa il 25-30% dell’olio prodotto in Toscana è venduto come olio a denominazione di origine. Infatti la nostra regione – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti - vanta 5 denominazioni riconosciute che sono: Toscano IGP, Chianti Classico DOP, Lucca DOP, Seggiano DOP e Terre di Siena DOP. A fare la parte del leone è il Toscano IGP, con leadership regionale per i quantitativi certificati. Al consorzio della denominazione “Toscano” aderiscono oltre 10.250 olivicoltori, 265 frantoi, 360 confezionatori. Sei milioni e mezzo sono le piante iscritte, 35 mila i quintali di olio prodotto destinato soprattutto all’export. L’olio Toscano IGP da solo – conclude De Concilio - rappresenta oltre il 30% della produzione di olio extravergine italiano che viene messo in commercio con la certificazione di origine. Una garanzia per imprese e cittadini che vogliono scegliere di privilegiare le produzioni made in”.

«Sarà un’annata positiva per il pregiato olio extravergine d’oliva di San Quirico d’Orcia. Molto buona la qualità, con oli che esprimono le loro migliori caratteristiche e i profumi inconfondibili; e con una produzione in ripresa, nonostante le difficoltà di fine inverno legate al meteo». A sottolinearlo è Luciano Gorelli, vicesindaco e assessore all’agricoltura e al turismo del Comune di San Quirico, in pieno periodo di raccolta delle olive ed in vista della 26^ Festa dell’Olio che si svolgerà nel capoluogo valdorciano dal 7 al 9 dicembre. La Festa dell’Olio di San Quirico è una manifestazione ormai tradizionale: già nel 1993 si è puntato su un grande evento di promozione dedicato esclusivamente alle produzioni di olio extravergine d’oliva di qualità. Da allora è cresciuta la qualità media e sono cresciute le aziende produttrici, in un territorio già particolarmente vocato.

«Le produzioni 2018 – prosegue Gorelli –, in termini di quantità, non sono ancora sui livelli delle medie ‘storiche’ a causa delle gelate e dell’abbassamento delle temperature di fine febbraio, che hanno colpito a macchia di leopardo gli oliveti delle nostre colline. E’ ancora presto per dire con precisione a quanto si attesterà la produzione rispetto alle medie produttive attese (si stima un calo del 30 per cento), anche perché sarà necessario vedere quali rese produttive ci saranno al frantoio a seconda delle varietà alla raccolta. La totale assenza di parassiti come la mosca delle olive – aggiunge -, ha portato a piena maturazione olive sane e che stanno dando un olio extravergine di alta qualità e senza difetti».

E nei tre giorni della Festa dell’Olio (7-9 dicembre) sarà possibile assaggiare la nuova produzione negli stand dei produttori presenti lungo il centro storico, e nei vari appuntamenti a Palazzo Chigi, con la possibilità di imparare a degustare questo prezioso ed insostituibile prodotto della terra e alimento cardine della cucina tipica e della dieta mediterranea.

“Con Dire ovvero un tufo nell’olio. Dagli etruschi al futuro” è questo il titolo del convegno in programma venerdì 9 novembre a Pitigliano nella Sala Petruccioli della Fortezza Orsini (ore 10.30 ) nell’ambito della tappa toscana di Girolio d’Italia il tour dell’extra vergine promosso dalle Città dell’Olio che quest’anno sarà ospitata dalla settima edizione dei Santi Vinai. Un importante approfondimento al quale parteciperanno illustri ospiti: Luigi Caricato che interverrà sul tema “Le olivicolture italiane e quelle del resto del mondo, il confronto”. Nella sua relazione il direttore di Olio Officina Magazine parlerà della grande paura italiana di investire nel settore olio contrapposta al coraggio di tanti imprenditori esteri che scelgono di coltivare l’olivo in luoghi mai sperimentati prima. Subito dopo è previsto l’intervento di Cosimo Taiti dell’Università di Firenze - Dipartimento delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente sul tema “Evoo o non Evoo: questo è il dilemma”. Seguirà la relazione sui paesaggi dell’olio di Sveva Di Martino architetto dello Studio Spazi Consonanti di Roma e quella di Fabio Fabbri dirigente del Settore Agricoltura della Regione Toscana sull’olivo come nuova opportunità di sviluppo economico delle colline toscane. Prima del convegno ci sarà la tradizionale cerimonia di inaugurazione di Girolio alla presenza delle autorità locali. La manifestazione proseguirà sabato 10 novembre con una serie di workshop: “Sapore dell’olio: sesto e settimo gusto” a cura di Valeria Piccini, chef del ristorante Da Caino a Montemerano due stelle Michelin (ore 10.00); “La riconoscenza: acquisto consapevole dell’olio extravergine d’oliva”, un approfondimento utile su come leggere un etichetta di qualità e riconoscere i difetti di un olio a cura degli esperti di Olio Evo Simona Piccini e Fabio Menchetti; “Olio liquido: pace e civiltà” a cura di un rappresentante della comunità ebraica, si terrà invece domenica 11 novembre alle ore 11.00. Tutti i seminari sono su prenotazione: 0564 077031 – arcainfo@arcafactory.it. GirOlio d’Italia a Pitigliano è una vetrina di prestigio per presentare all’Italia e al mondo le ricchezze enogastronomiche locali, promuovere i territori, salvaguardare il paesaggio olivicolo. che prevede degustazioni, cooking show, convegni, escursioni, cene e spettacoli in collaborazione con Santi Vinai, la tre giorni di festa nel centro storico della città organizzata dall’associazione Cantine nel Tufo quale omaggio ai sapori e ai prodotti tipici dell’autunno, tra cui l’olio nuovo e il vino novello. 

Redazione Nove da Firenze