Musei fiorentini: grande pubblico nel ponte di Pasqua

Da domani entrerà in vigore l’orario estivo. Aumentano le ore di apertura. Dall’11 aprile inizia l’accompagnamento educativo alla mostra di Gherardo delle Notti. Altri due mesi di visite guidate gratuite alla Collezione Contini Bonacossi della Galleria degli Uffizi. In Toscana partecipazione ai riti della tradizione


Da domani e fino al 30 settembre entrerà in vigore l’orario estivo per i Musei civici. Il nuovo orario porterà, nel complesso, a un aumento dell’apertura al pubblico delle strutture comunali e saranno garantite 5.503 ore di accessibilità in più: i Musei di Santa Maria Novella e Novecento, che si affacciano su piazza Santa Maria Novella, allungheranno infatti l’orario in cui potranno essere visitati per uniformarsi tra loro e all’orario di apertura del Museo di Palazzo Vecchio. Il Museo di Santa Maria Novella aumenterà di ben 225 ore l’orario in cui potrà essere visitato, mentre il Museo Novecento sarà aperto ben 1.507 ore in più. Gli orari di apertura del Museo Novecento sono stati uniformati per quanto possibile a quelli di Santa Maria Novella, a seguito anche dell’introduzione del biglietto cumulativo dei due musei ed è stata prevista l’anticipazione dell’apertura mattutina alle 9, per favorire le visite dei gruppi scolastici, e la chiusura alle 19, con la sola eccezione del venerdì con chiusura alle 23 per permettere lo svolgimento degli eventi in programma. Il Museo Novecento rispetterà il seguente orario: il lunedì, il martedì, il mercoledì, il sabato e la domenica sarà aperto dalle 9 alle 19; il giovedì dalle 9 alle 14 e il venerdì dalle 9 alle 23. Il 30 aprile, per la Notte Bianca, invece, sarà aperto fino alle 6 del giorno successivo. Per quanto riguarda il Museo di Santa Maria Novella sarà aperto dalle 9 alle 19 il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì e il sabato; il venerdì sarà visitabile dalle 11 alle 19. La domenica e per le festività religiose sarà aperto dalle 12 alle 19. Il prolungamento dell’apertura del complesso di Santa Maria Novella fino alle 19 è stato possibile grazie anche alla disponibilità dell’Opera di Santa Maria Novella e in virtù dell’accordo di valorizzazione stipulato con il Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto relativo all’intero complesso e d’intesa con il gestore della Basilica. Per la Notte Bianca il complesso sarà visitabile fino alle 24. Il Museo di Palazzo Vecchio e il percorso archeologico saranno aperti tutti i giorni dalle 9 alle 23, mentre il giovedì saranno visitabili dalle 9 alle 14. La Torre di Arnolfo sarà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 21 e il giovedì dalle 9 alle 14. In occasione della Notte Bianca del 30 aprile è prevista l’apertura del Camminamento di ronda fino alle 6 del giorno successivo. Rimarranno invariati rispetto alla scorsa estate gli orari di apertura al pubblico del Museo Stefano Bardini, della Cappella Brancacci e della Fondazione Salvatore Romano. Il Museo Bardini effettuerà il seguente orario: il lunedì, il venerdì, il sabato e la domenica dalle 11 alle 17. Sarà chiuso il 1° maggio e il 15 agosto. Per la Notte Bianca sarà aperto fino alle 24. La Cappella Brancacci sarà aperta nei giorni feriali dalle 10 alle 17 escluso il martedì; la domenica e per le festività religiose infrasettimanali sarà aperto dalle 13 alle 17, mentre sarà chiusa il 16 luglio e il 15 agosto. La Fondazione Salvatore Romano sarà aperta dalle 10 alle 16 il lunedì, il sabato e la domenica, mentre sarà chiusa il 1° maggio e il 15 agosto. Per la Notte Bianca si potrà visitare fino alle 24.


In occasione della mostra “Gherardo delle Notti. Quadri bizzarrissimi e cene allegre”, in svolgimento nelle sale del Piano Nobile della Galleria degli Uffizi nell’ambito del programma “Un anno ad arte”, grazie alla partecipazione volontaria del personale, la Direzione del museo offre ai visitatori un servizio di accompagnamento educativoIl servizio sarà attivo nella giornata di sabato, a cominciare dall’11 aprile fino al 23 maggio; al mattino si svolgerà alle 9, alle 10.30 e alle 12; di pomeriggio alle 14, alle 15.30 e alle 17. Per ciascun orario è previsto un gruppo fino al massimo di 15 persone. I visitatori, in possesso del biglietto d’ingresso, si ritroveranno 10 minuti prima dell’inizio della visita al Piano Nobile (primo piano) degli Uffizi, nei pressi del Verone. Per partecipare all’iniziativa non è necessaria la prenotazione, ma la Direzione del museo non riserva alcun diritto di precedenza d’entrata a coloro che intendono partecipare all’iniziativa. 



Considerato il successo della prima tranche dell’iniziativa, è stato deciso di procrastinare per due mesi le visite guidate gratuite alla Collezione Contini Bonacossi, luogo normalmente chiuso al pubblico. Le visite si effettueranno nei pomeriggi del mercoledì dall’8 aprile fino al 3 giugno alle 14.30 e alle 16.15. I gruppi saranno composti da un massimo di 15 visitatori; le prenotazioni, a cura dell’Ufficio Coordinatori del Servizio, si potranno effettuare chiamando il numero 055-2388693, dal martedì al sabato dalle ore 14.30 alle 16.30. Il ritrovo dei visitatori è sotto il Loggiato degli Uffizi (lato lungo, di Levante) presso la terza porta venendo da Piazza della Signoria (detta anche “porta 1 dei prenotati”), 20 minuti prima della visita. I visitatori dovranno infatti effettuare il controllo del metal detector per poi essere accompagnati in gruppo alla porta della scala nord di Ponente da cui accedere all’ingresso della Collezione.



A Radicofani c’era profumo di incenso in questi giorni, e di bosso, l’arbusto che viene usato per costruire, dai confratelli di Sant’Agata una quinta che rappresenta il Monte Calvario. Il bosso è stato raccolto, preparato intrecciato e montato su impalcature fino a coprire il presbiterio della chiesa. Questo è il segno più evidente della Settimana santa, quest’anno seguita da un numero di persone mai visto, e non solo: persino dalle telecamere del Tg1. La caratterizzano pie pratiche, liturgie e processioni che ci riportano in un mondo nel quale la fede permeava tutti gli ambiti della vita dei singoli e delle famiglie.Ma a Radicofani si è svolto anche un altro “rito”, laico e contemporaneo, organizzato dal Grande Oriente d’Italia, giovedì scorso: un incontro aperto al pubblico, al teatro comunale Costantini, durante il quale si è parlato di un’altra faccia delle tradizioni cristiane, quella degli ordini religiosi cavallereschi medievali, ben presenti anche in Val d’Orcia. Oltre a studiosi ed esperti, c’era il gran maestro Stefano Bisi. “Radicofani ha ospitato una settimana intensa – osserva il sindaco Francesco Fabbrizzi – carica di significati e di valori. Il segno di una realtà unica, che vive di solidarietà e di rapporti umani, di tradizioni e di partecipazione. Sono questi i veri elementi per giudicare il benessere di un luogo, la qualità della vita di chi ci vive”. Tra gli eventi dei giorni scorsi spicca la processione del Venerdì santo che, secondo uno dei più autorevoli siti turistici mondiali, Skyscanner, si trova al settimo posto tra quelle più belle d’Italia, rappresentando tra l’altro la pratica più antica dell’intera Toscana. Ogni volta richiama una grande attenzione, anche da parte delle tv nazionali. E quest’anno è stata seguita in diretta streaming sul sito del Comune, con centinaia di contatti. I protagonisti di queste pratiche pie sono le confraternite, che hanno il compito di organizzare e svolgere rituali unici nel loro genere. Tutto inizia la domenica delle Palme con la messa e la benedizione dei ramoscelli d’ulivo, e continua con preghiere, e processioni. Ma è durante il triduo pasquale che, questo suggestivo borgo medievale, ospita uno dei migliori cortei sacri del nostro Paese. Il pomeriggio del Venerdì santo, nella chiesa di Sant’Agata, è stato caratterizzato dalle “tre ore di agonia di Gesù”, una pia pratica introdotta dai Gesuiti (presente a Radicofani dal 1784), caratterizzata da meditazioni, canti corali e letture sulle sette parole che Gesù disse dalla croce. I confratelli hanno chiesto perdono per i loro peccati di fronte a una ricostruzione del Calvario unica: la quinta di bosso intrecciato è alta circa sette metri con sopra le tre croci e tante piccole lampadine, che dagli anni Novanta hanno sostituito, per motivi di sicurezza, più di duecento lumini ad olio. Nella chiesa di San Pietro è stata celebrata la messa con la lettura della Passione, lo scoprimento e il bacio della croce da parte dei fedeli. Poi è partito il lunghissimo corteo sacro, accompagnato dalla banda musicale. Le vie del centro sono state illuminate solo dal fuoco delle torce. Gli scalzi incappucciati hanno portato la croce e i lampioni, le confraternite i propri stendardi, la statua di Gesù morto e della Maria addolorata. Il parroco e tutta la popolazione hanno pregato e recitato le stazioni della Via crucis. La processione è terminata nella chiesa di Sant’Agata dove, davanti al Calvario illuminato, i membri delle confraternite hanno compiuto a turno l’adorazione alla statua di Gesù morto, mentre il coro intonava il Miserere. Nel pomeriggio del Sabato santo, si è celebrato un altro evento molto atteso, specialmente dai bambini: la benedizione delle uova pasquali.

Redazione Nove da Firenze