Maltempo, Comuni Mugello chiedono stato d'emergenza e calamità

Ancora molte le criticità, soprattutto in Alto Mugello. Si fa la conta dei danni


MUGELLO - Dopo l’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito duramente il Mugello, e soprattutto l’Alto Mugello, è l’ora della conta dei danni.

I Comuni interessati, dopo essere stati impegnati nella gestione dell'emergenza, stanno svolgendo sopralluoghi per una ricognizione precisa dei danni subìti, con decine di frane e smottamenti, strade interrotte e danneggiate, località isolate, edifici pubblici e privati allagati. 

Sopralluoghi li stanno effettuando anche i tecnici dei consorzi di bonifica per rilevare le criticità sul reticolo idrico. Per una prima stima ci vorrà ancora qualche giorno ma i tre sindaci dell’Alto Mugello - Cristian Menghetti (Palazzuolo), Tommaso Triberti (Marradi), Claudio Scarpelli (Firenzuola) - assicurano che sono ingenti. Tanto che hanno formulato una richiesta congiunta d’intervento al presidente del Consiglio, al presidente della Regione e al prefetto di Firenze, dove segnalano lo stato d’emergenza: “La violenza delle precipitazioni e l’ondata di piena dei rispettivi fiumi (Lamone, Senio, Santerno) hanno causato ingenti danni alle infrastrutture pubbliche ed anche a molti beni immobili e mobili di proprietà privata”. 

Per far fronte alla situazione di emergenza, scrivono i tre sindaci, “ogni Comune è intervenuto in somma urgenza per tentare di ristabilire le condizioni di sicurezza, ma l’entità dei danni ricevuti a causa della portata eccezionale dell’evento, richiede un intervento pubblico significativo e di interesse nazionale oltre che regionale e locale. La gravità di quanto accaduto nelle zone appenniniche delle nostre vallate è significata anche dagli allagamenti che hanno subito le città emiliano-romagnole (Imola, Riolo Terme, Casola Valsenio, Faenza, Modigliana) posizionate a valle dei nostri fiumi”.

I sindaci Menghetti, Triberti e Scarpelli chiedono l’intervento del presidente del Consiglio, del presidente della Regione e del prefetto di Firenze per “ristabilire le condizioni di sicurezza, ripristinare le infrastrutture pubbliche danneggiate e - sottolineano - consentire ai nostri territori il superamento della situazione di emergenza”. E invitano i cittadini a contattare i rispettivi Urp per segnalare problemi e danni, così da poter effettuare una stima complessiva sia dei danni subìti da infrastrutture e patrimonio pubblico che da privati.

A Firenzuola restano ancora criticità sulla strada per la località Casetta di Tiara con il transito parzialmente interdetto, che impedisce peraltro la normale attività di alcune aziende di pietra serena, mentre da ieri squadre di volontari con pompe idrovore stanno aspirando l’acqua dai locali allagati del museo della pietra serena. A Palazzuolo nella tarda serata di ieri con interventi di rimozione di masse di detriti sono state raggiunte le località Mantigno e Badia di Susinana e con varianti d’emergenza quelle di Visano e Villanuova, ma oltre alle frane nel comune palazzuolese stanno affiorando i danni ad acquedotto, rete fognaria, ponti e dighe che l'alluvione ha provocato. Permane difficile la situazione anche a Marradi: sulle diffuse frane sul territorio il Comune sta svolgendo continui sopralluoghi e monitoraggi e sono previsti provvedimenti di chiusura o restringimento di carreggiata sulle viabilità per le località Albero, Cavallara, Grivigliano e La Cesata fino a ulteriori interventi. E restano da rimuovere cumuli di fango e detriti dalle strade provinciali 20, 29 e 47. A Scarperia, si segnalano danni ad abitazioni private nei dintorni del torrente Levisone che sabato ha rotto gli argini.

Si contano diverse frane sparse sul territorio. E danni lungo i corsi d’acqua (nell’area del Mugello stanno effettuando sopralluoghi i tecnici dell’ufficio Bonifica dell’Unione dei Comuni).

Danni, infine, si segnalano nei territori comunali di Barberino, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Scarperia e San Piero, Vicchio, con gli stessi Comuni e l’Unione montana dei Comuni del Mugello che si stanno attivando per la richiesta alla Regione di riconoscimento dello stato di calamità.

Redazione Nove da Firenze