È morta nella notte Silvia d’Amico, produttrice cinematografica italiana, figlia della grande sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico e di Fedele d’Amico, tra i più importanti musicologi italiani del secondo Novecento. La Fondazione Franco Zeffirelli esprime il proprio cordoglio e si stringe con affetto alla direttrice del Museo Franco Zeffirelli, Caterina d’Amico, sorella di Silvia, e a tutta la famiglia in questo momento di dolore.
Nata a Roma, Silvia d’Amico aveva studiato Filologia e Letteratura Russa all’Università di Roma, iniziando il proprio percorso professionale nel cinema come sceneggiatrice, al fianco di Renato Castellani, per il film Il brigante (1961). Nel corso della sua lunga carriera ha poi svolto un’intensa attività di produttrice, partecipando alla realizzazione di numerose opere cinematografiche e televisive.
Centrale la sua collaborazione con Roberto Rossellini. Per lui produsse Anno Uno nel 1974, Il Messia (1975) e il documentario per Rai Due Concerto per Michelangelo (1976) di cui scrisse anche le sceneggiature.
Tra i film da lei prodotti figurano State buoni se potete di Luigi Magni, Le due vite di Mattia Pascal di Mario Monicelli, I soliti ignoti vent’anni dopo di Amanzio Todini, Oci ciornie di Nikita Mikhalkov, Verona di Mario Monicelli, Caccia alla vedova di Giorgio Ferrara, L’Amico Magico – Nino Rota di Mario Monicelli, Il naso di Lina Wertmüller, Il cielo cade di Andrea e Antonio Frazzi, la miniserie Rai Come quando fuori piove, ancora per la regia di Mario Monicelli, Ritratto di Sconosciuto – Marcellus Dominicus Vincentius di Roberto Meddi e Gioia Magrini, Suso – La Signora del Cinema Italiano di Luca Zingaretti, Saremo Film, in coproduzione con Rai Cinema, di Ludovica Marineo, e Tormenti – Film disegnato (2013) di Filiberto Scarpelli.
La sua storia professionale si intreccia con quella di una delle più importanti famiglie del cinema italiano del Novecento e con un ambiente culturale al quale fu profondamente legato anche Franco Zeffirelli.
Zeffirelli aveva conosciuto Suso Cecchi d’Amico ancora giovanissimo, agli inizi della propria carriera nel cinema e nel teatro, quando lavorava accanto a Luchino Visconti, grande amico e collaboratore della sceneggiatrice. Suso Cecchi d’Amico aveva infatti firmato insieme a Visconti alcune delle pagine fondamentali della storia del cinema italiano, da Bellissima a Senso, da Rocco e i suoi fratelli a Il Gattopardo e Ludwig, collaborando inoltre con registi come Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Mario Monicelli, Francesco Rosi e Luigi Comencini.
Fu proprio Suso Cecchi d’Amico a collaborare alla prima importante esperienza cinematografica di Zeffirelli, firmando con altri autori la sceneggiatura de La bisbetica domata (1967). Il rapporto professionale sarebbe proseguito con Fratello Sole, Sorella Luna (1972) e con Gesù di Nazareth (1977).
Ma il legame tra Zeffirelli e la famiglia d’Amico non fu soltanto professionale. Franco Zeffirelli frequentava la casa dei d’Amico, in un rapporto di vicinanza che nel tempo unì le due famiglie anche sul piano personale e affettivo, oltre che attraverso la comune esperienza nel mondo del cinema e della cultura.
È anche nel segno di questa lunga storia di amicizia e collaborazione che la Fondazione Franco Zeffirelli ricorda oggi Silvia d’Amico, una professionista che ha attraversato decenni della cultura cinematografica italiana e che apparteneva a una famiglia profondamente legata alla storia artistica e umana di Franco Zeffirelli.
La Fondazione Franco Zeffirelli rinnova la propria vicinanza a Caterina d’Amico e a tutti i familiari di Silvia, partecipando al loro dolore.