Rubrica — Mostre

“La Firenze dei Russi”

Al Museo Fondazione Del Bianco gli scatti di Massimo Agus sui venti anni di scambi culturali. Mercoledì 15 maggio rinascimento e pittura russa in musica con James Conlon e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai


Firenze, 11 maggio 2019 - La Fondazione Romualdo Del Bianco celebra i propri venti anni di rapporti e scambi culturali con la Russia. Lo fa attraverso la mostra fotografica “Russkaja Florencija - La Firenze dei Russi” che raccoglie gli scatti di Massimo Agus, corredati da testi di Lucia Tonini e Michail Talalay. La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 maggio (inaugurazione ore 17) al 24 maggio nella Sala Rovenko di Palazzo Coppini, sede del Museo Fondazione Del Bianco, in via del Giglio 10. “Russkaja Florentsija – La Firenze dei Russi” è un itinerario nella città e nei dintorni di Firenze alla ricerca delle tracce delle presenze russe nella città: degli artisti, degli intellettuali, dei viaggiatori, dei mecenati, sia quelli passati per poco tempo a Firenze, sia quelli che la elessero a loro residenza per lunghi periodi. Le tracce seguite non sono solo quelle materiali fatte di luoghi, targhe, tombe, monumenti, palazzi, ma sono anche quelle frutto di suggestioni poetiche, scritte o dipinte, che vengono interpretate fotograficamente ed rivisitate inserendole nella città di oggi. Firenze nella sua vocazione internazionale ha da sempre accolto visitatori o residenti provenienti da altri paesi, che di volta in volta l’hanno amata, ammirata, odiata, ma mai restandole indifferenti. Con le sue opere d’arte, gli edifici, la natura circostante, la cultura dei suoi abitanti, Firenze ha sempre avuto un potere di attrazione anche per i russi, che dopo le prime visite meravigliate del Quattrocento, l’hanno eletta a meta obbligata dei loro soggiorni nell’Europa occidentale.

Dostojevskij, Čajkovskij, Brodskij, Tarkovskij, la famiglia Demidoff, la chiesa russa ortodossa, i cimiteri per stranieri, sono queste le tappe dell’itinerario attraverso cui ci guidano le fotografie di Massimo Agus, affiancato nelle ricerche storiche da Michail Talalay e Lucia Tonini che hanno curato la parte storica della mostra. La mostra, riaperta al pubblico dal Museo Fondazione Del Bianco in occasione dei 20 anni di rapporti e scambi culturali con la Russia, nel tempo ha viaggiato molto e ha avuto un importante successo: è stata portata nel 1999 a San Pietroburgo al Museo Dostojevskij, nel 2000 a Firenze nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi, nel 2011 a Firenze nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi e poi a Mosca nel Museo Storico di Mosca. In occasione del nuovo allestimento fiorentino, la Fondazione ha ristampato una piccola tiratura del catalogo che, nel 1999, venne curato da Lucia Tonini e Maurizio Bossi e ne ha fatto omaggio ai partecipanti di Artigianato e Palazzo, evento patrocinato dal Movimento Life Beyond Tourism. Il Museo Fondazione Del Bianco in Palazzo Coppini è sede storica della Fondazione Romualdo Del Bianco - Life Beyond Tourism, restituito alla città di Firenze nel 2013 dopo accurati lavori di restauro. Un palazzo cinquecentesco, nel cuore di Firenze, che ospita sette sale per riunioni e convegni, oltre a spazi espositivi e di accoglienza. Un’iniziativa frutto di un’esperienza ultraventennale in incontri internazionali e interdisciplinari a favore del dialogo tra culture. Una vocazione testimoniata anche da numerose testimonianze culturali presenti all’interno del Palazzo, tra cui libri (oltre 6000 volumi scritti in 13 alfabeti e molteplici lingue) e manufatti donati dai numerosi partner della Fondazione Romualdo Del Bianco in tutto il mondo. Ogni sala è dedicata alla memoria di uno degli esperti che hanno contribuito in maniera significativa a far crescere la rete internazionale della Fondazione, impegnata nello sviluppo di relazioni di amicizia e di pace utilizzando la cultura come strumento di aggregazione fra i popoli. La Fondazione Romualdo Del Bianco con tutte le sue attività intende contribuire all’affermazione della vocazione di Firenze come città d’incontro fra popoli diversi, attraverso l’impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio, che nella visione della Fondazione può diventare motore d’incontro, di conoscenza, di comprensione, quindi motore di pace.

Tre concerti per tre grandiosi affreschi musicali ispirati all’arte rinascimentale italiana e alla pittura russa di fine Ottocento. Sono il Trittico botticelliano di Respighi, Gli affreschi di Piero della Francesca di Martinů e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nell’orchestrazione di Ravel: i capolavori del grande repertorio novecentesco che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo direttore principale James Conlon propongono mercoledì 15 maggio alle 20 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nell’ambito LXXXII Maggio Musicale. Apre il programma il Trittico botticelliano per piccola orchestra di Ottorino Respighi, composto nel 1927 su commissione della ricca patronessa americana Elizabeth Sprague Coolidge. Ispirata a tre famose tele di Botticelli esposte alle Gallerie degli Uffizi (La primavera, L’adorazione dei Magi e La nascita di Venere). Seguono Gli affreschi di Piero della Francesca che il boemo Bohuslav Martinů scrisse nel 1955 in seguito alla profonda suggestione provata nella Basilica di San Francesco ad Arezzo davanti al ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce. Chiudono la serata i Quadri di un’esposizione (1874) di Modest Musorgskij nell’orchestrazione del 1922 di Maurice Ravel. L’occasione di una visita alla mostra postuma di disegni dell’amico architetto Viktor Hartmann fornì a Musorgskij lo spunto per una suite di pezzi pianistici di potente fantasia che, fra una Promenade e l’altra nelle sale dell’esposizione, descrive dieci quadri dietro cui si celano altrettanti stati d’animo. Ravel, sul quale la musica russa e in particolare quella di Musorgskij esercitò una grande attrattiva, fu talmente conquistato dal fascino dei Quadri che ne realizzò una versione orchestrale divenuta celebre per la sua ricchezza coloristica.

Redazione Nove da Firenze