Intercity Barcellona: una perdita d’acqua può riscrivere il destino

Goteras: l'arte di sbagliare e il peso delle scelte

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 Settembre 2026 23:40
Intercity Barcellona: una perdita d’acqua può riscrivere il destino

Varcare la soglia del Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino significa, da quasi quarant’anni, accettare un invito al viaggio. Con la 39ª edizione di Intercity Barcellona, il festival fondato nel 1988 dalla visione di Barbara Nativi e oggi guidato dalla sapiente direzione artistica di Dimitri Milopulos, torna a scuotere le nostre certezze. Il palcoscenico si trasforma in un laboratorio di "intercapedini": fessure che si aprono nel soffitto di un appartamento o nelle maglie larghe del nostro tessuto sociale, rivelando i cortocircuiti esistenziali che definiscono la contemporaneità catalana e italiana.

Dal 25 al 27 settembre 2026, Intercity presenta in prima nazionale assoluta "Passaggi" (Goteras) del pluripremiato Marc de la Varga. Non lasciatevi ingannare dalla premessa apparentemente banale: alcune gocce d’acqua che filtrano da una crepa nel soffitto. In questo testo, che ha già collezionato oltre 100 rappresentazioni internazionali e prestigiosi riconoscimenti come il Premio Teatro Rojas e il Premio della Giuria Orsai Narrativa, l'incidente domestico diventa il portale per una fantascienza dell'anima.

Sotto la regia e le scene firmate dallo stesso Milopulos, e grazie alla traduzione di Antonella Caron, la commedia si muove su un binario perfetto tra risate assicurate e vertigine metafisica. L'assurdo non è qui un mero esercizio di stile, ma un grimaldello per scardinare la nostra percezione del tempo. Le "infiltrazioni" non bagnano solo i pavimenti, ma inquinano il presente con i riverberi del passato e le ombre del futuro.

Al centro di questo gioco teatrale troviamo Toni (interpretato da Michele Carli e Massimiliano Serino), un giovane drammaturgo che vede la propria quotidianità deragliare a causa di un incontro ravvicinato con "il vicino". Questo confronto diventa uno specchio spietato: chi siamo diventati? E chi saremmo potuti essere se avessimo preso quella strada diversa dieci anni fa?

Passaggi è un’opera che maneggia con estrema tenerezza il tema del fallimento. Ci ricorda che l’identità non è un monolite, ma il risultato di una serie di errori e deviazioni. Attraverso gag brillanti e una scenografia che riflette lo sgretolamento delle pareti domestiche, de la Varga ci sussurra che ogni "crepa" è, in realtà, un’opportunità per osservare ciò che sta al di là della nostra zona di comfort.

Se Goteras indaga le crepe interiori, "Propaganda" (La Crida) di Ferran Joanmiquel Pla — in scena dal 25 settembre al 4 ottobre 2026 — sposta l'indagine sulle spaccature del corpo sociale. La regia di Francesco Grossi e Lorenzo Volpe mette in scena un'interazione urbana tanto comune quanto soffocante: un ragazzo che distribuisce volantini elettorali.

L’impatto è viscerale. Immaginate di essere carichi di borse, in ritardo, immersi nel rumore della città, e di essere fermati da un militante che non accetta un "no" come risposta. In questa produzione de I Nuovi ETS, l'attore Lorenzo Volpe trasforma il volantinaggio in un'intrusione psicologica. Non è solo retorica politica; è un assalto mirato a scovare il "punto debole" del passante, scavando in quei pregiudizi di cui ci si vergogna e in quelle paure latenti che ognuno di noi tenta di soffocare sotto la maschera del politicamente corretto.

L'opera agisce come un reagente chimico che rivela la xenofobia sotterranea. Distingue chiaramente tra il razzismo urlato delle piazze e quella forma di intolleranza più insidiosa, fatta di stereotipi quotidiani e false voci che si insinuano nelle conversazioni al bar o sui social. Con toni accesi e provocatori, Propaganda non vuole solo informare, ma vaccinare lo spettatore contro la retorica dell'odio. È un teatro civile che si fa presidio, ricordandoci che la democrazia si sgretola una piccola concessione al pregiudizio alla volta.

A dare corpo a questa visione è la vitalità de I Nuovi ETS, un collettivo di 16 artisti under 35 nato in seno alla Fondazione Teatro della Toscana. Non chiamateli semplicemente "giovani": questo gruppo è una vera corazzata della ricerca teatrale contemporanea. Vincitori del bando "Le chiavi della città" del Comune di Firenze e protagonisti di progetti di alto profilo come "Una specie di musica", I Nuovi vantano collaborazioni con l'Università di Firenze e il Museo Novecento. La loro presenza a Intercity Barcellona 2 non è solo un atto di fiducia generazionale, ma una garanzia di rigore professionale e freschezza interpretativa, capace di connettere le istituzioni del territorio con i linguaggi più innovativi della scena europea.

L’edizione 2026 di Intercity Barcellona si conferma un ponte culturale necessario. Attraverso le traduzioni di Antonella Caron e le regie coraggiose di Milopulos, Grossi e Volpe, il festival ci dimostra che le crepe nel soffitto di una casa a Barcellona sono identiche a quelle che minacciano la nostra stabilità a Firenze. Il teatro torna a essere ciò che è sempre stato: lo specchio deformante che, paradossalmente, ci restituisce l'immagine più vera di noi stessi.

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