Rubrica — Mostre

Il sonno dell’amorino

La mostra a Palazzo Strozzi “Potere e Pathos” conduce il visitatore in un universo di pura bellezza dove il corpo, idealizzato, rappresenta la più alta espressione artistica


FOTOGRAFIE — Eros dorme come un bimbo, delicatamente sdraiato su una roccia con le sue splendide ali di uccello, rese in modo naturalistico, poggiate sulla schiena. La qualità della scultura bronzea e la raffinatezza dei dettagli sono sorprendenti. Anche l’immagine di un Cupido addormentato è diversa rispetto alle sculture classiche, dove il giovane dio è rappresentato mentre incorda l’arco per scoccare le sue frecce. Forse tale rappresentazione vuole ricordare la purezza e l’innocenza dell’amore pur restando fedele al mito di Eros, figlio di Afrodite, dea dell’amore, e di Ares, dio della guerra, come vuole la migliore tradizione ellenistica.

Il piccolo Eros dormiente ha ispirato nei secoli molti artisti che hanno celebrato la sua immagine in una gran quantità di varianti. Delle diverse copie, realizzate in età imperiale romana, per decorare spazi pubblici come le terme, e privati, in giardini, all’interno di ville, in monumenti funebri e anche una taverna, fino ai putti rinascimentali, .

L’amorino che dorme è una delle tante statue bronzee presenti alla mostra “Potere e pathos” di Palazzo Strozzi a Firenze, in prestito dal Metropolitan Museum of Art di New York, è certamente non l’unico esempio di eccelsa qualità e raffinata esecuzione. Nell’età ellenistica il ritratto e il corpo atletico con l’utilizzo di un materiale, prestigioso, come il bronzo diventano predominanti.

Il bronzo non è solo duro, forte e resistente nel tempo, ma si presta, a differenza del marmo, a elaborazioni più raffinate e a rappresentare corpi in movimento. Inoltre si distingue dagli altri materiali per la sua riproducibilità. Sembra che Lisippo, uno degli scultori più famosi, lavorasse solo con il bronzo.

Il gruppo di statue raccolte in questa mostra ci offre una irripetibile possibilità di confronto tra gli usi e le tendenze dei linguaggi artistici nell’età ellenistica. Attraverso il bronzo immortale ci vengono restituiti i valori estetici e la storia culturale e politica della Grecia classica e partecipiamo visivamente ai loro ideali di bellezza e di perfezione del corpo.

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