Hanno investito in Toscana: saranno consiglieri di attrattività

La Toscana lancia una rete di consiglieri nel mondo


  E' la prima esperienza del genere in Italia, anche se all'estero esempi simili già ce ne sono. Solo per restare nel continente europeo, il governo scozzese ha creato infatti la rete "GlobalScot", formata da 650 soggetti che operano in cinquantuno diversi paesi e si occupano di internazionalizzazione, in entrata e uscita. L'Irlanda ha dato vita a "ConnectIreland".

La Toscana punta ad una ventina di capitani d'impresa, ma anziché ‘Tuscany ambassadors', per non creare confusione con la diplomazia (vera) che è nazionale o considerare la Toscana come un semplice marchio, è stata preferita non casualmente la parola ‘advisors', che è qualcuno che suggerisce e dispensa consigli. Quello appunto che i Tuscany Business ‘Advisors' dell'attrattività toscana sono invitati a fare nelle comunità di affari che già frequentano a livello nazionale ed internazionale.

I primi quattro erano già oggi a Firenze, all'evento all'interno di Toscana Tech, la due giorni tecnologica in cui si parla di innovazione e industria 4.0, in cui si è discusso di attrazione di investimenti (ma anche di reshoring) e dove la nuova iniziativa è stata annunciata e presentata dal presidente della Toscana, Enrico Rossi.
Sono Charlie MacGregor, fondatore e CEO di "The Student Hotel", Davide Papavero, global industrial director per la Global Business Unit Soda Ash e Derivati (già direttore del polo industriale di Rosignano Solvay), Vincenzo Poerio, già AD Azimut Benetti Yachts e Presidente del Distretto nautico e della Portualità della Regione Toscana ed Elena David, membro del CdA di Fideuram – Intesa Sanpaolo (già AD di Una Hotels e Valtur). Altri tre, non presenti, hanno già accettato l'invito. Ulteriori saranno reclutati nelle prossime settimane e mesi.

"Con i Tuscany Business Advisors vogliamo raccontare al mondo che in Toscana si può fare, che in Toscana si possono fare investimenti e ci sono istituzioni pronte ad ascoltare" sintetizza il presidente della Toscana Enrico Rossi. "Penso che anche semplicemente raccontare la vostra esperienza - dice Rossi – sia un modo convincente per dire che in Toscana investire è possibile". E accanto a lui ci sono tutti i primi quattro ‘consiglieri': Charlie McGregor, fondatore e CEO di "The Student Hotel", Davide Papavero, global industrial director per la Global Business Unit Soda Ash e Derivati (già direttore del polo industriale di Rosignano Solvay), Vincenzo Poerio, già AD Azimut Benetti Yachts e presidente del Distretto nautico e della Portualità della Regione Toscana ed Elena David, membro del CdA di Fideuram – Intesa Sanpaolo (già AD di Una Hotels e Valtur).

"Avere un atteggiamento friendly non vuole comunque dire abdicare al ruolo che il pubblico e un'istituzione deve avere – chiarisce Rossi – : quello ad esempio di chiedere in ogni progetto attenzione e rispetto per l'ambiente, quello di cercare e valorizzare le ricadute sociali, quello di garantire buona occupazione. Questo chiaramente continuiamo a farlo. Il punto però rimane la capacità di dialogo. Senza tutto diventa più complicato. Con il dialogo – ricorda Rossi – si possono trovare insieme soluzioni adeguate, si possono bloccare, come abbiamo fatto negli ultimi otto anni, processi di delocalizzazione in atto, si possono attrarre anche nuovi investimenti". Certo, risponde a margine alle domande dei giornalisti, il timore per lo spettro di un'Italia che possa uscire dall'Eurozona e il raffreddamento dell'impegno del Ministero dello sviluppo economico sui temi degli incentivi all'industria 4.0 non aiutano.

"Le multinazionali – si sofferma Rossi sul palco - sono spesso feroci nei conti". "Gli imprenditori - aveva detto qualche giorno fa, in una intervista - sono fratelli quando investono e rischiano, quando si mettono in gioco e tutelano gli interessi del territorio. Sono avversari quando speculano e vivono di rendita, quando dismettono o chiudono le imprese per riaprirle dove magari la manodopera costa meno o non esistono garanzie sindacali. Questa è sempre stata la mia bussola". "Personalmente – aggiunge stamani – ho comunque trovato in questi anni tante persone che hanno sentito con forza la responsabilità nei confronti dei lavoratori". E "se poi – chiosa e conclude – arrivassero anche gli adeguamenti infrastrutturali necessari, quelli sulla costa, la terza corsia dell'autostrada, l'adeguamento della Tirrenica, l'alta velocità ferroviaria, la nuova pista dell'aeroporto a Firenze, fare sviluppo ed essere più competitivi sarebbe ancora più facile. Servirebbe una Toscana però che si impegnasse su questo in modo compatto".

Voce ai primi quattro Tuscany business advisors

Si rincorre una leggenda metropolitana, racconta Elena David, membro del cda di Fideuram – Intesa Sanpaolo e già AD di Una Hotels e Valtur. La leggenda metropolitana è quella secondo cui "Disneyland Paris" doveva nascere a Roma ma poi chi lo doveva realizzare non è riuscito a trovare l'ufficio a cui rivolgersi e di rimpallo in rimpallo ha deciso di sterzare sulla Francia. Leggenda a parte, la burocrazia italiana a volte spaventa e i ‘consiglieri' dell'attrattività toscana servono anche ad andare oltre certi luoghi comuni. A dire appunto "Se può' fa' … noi l'abbiamo fatto", scherza in napoletano Davide Papavero, già direttore del polo industriale di Rosignano Solvay ed oggi global industrial director per la Global Business Unit Soda Ash.

Sono orgogliosi i primi quattro ‘Tuscany business adivors" della nomina ricevuta. "Un privilegio e una responsabilità" dice ancora Elena David. "Onorato di essere parte di questa squadra" le fa eco Charlie Mac Gregor, fondatore e Ceo di "The student hotel". "Grazie per la fiducia" ringrazia Vincenzo Poerio, già AD Azimut Benetti Yachts ed oggi presidente del Distretto nautico e della Portualità della Regione Toscana. "Dopo venticinque anni in Toscana – aggiunge – mi sembrava di avere anche un dovere, quello di dare qualche suggerimento".

"Nel mondo degli affari non si devono sottovalutare i rapporti e le relazioni personali – spiega Davide Papavero – Serve anche altro: logistica, materie prime. Ma sapere che si può fare una telefonata, sapere che ci sono istituzioni e persone disposte ad ascoltarti, aiuta. Pronte anche a sfidarti certo ma a discutere e ragionare, per poi trovare una posizione win-win, che trovi tutti d'accordo". "In Toscana si può fare – conclude – ed è questo che dirò nel mondo". Istituzioni e uffici pronti ad ascoltarti, gli fa eco Mac Gregor, come "per me è stato - racconta – quando arrivato in Toscana mi sono rivolto alla Regione e a Invest in Tuscany".

Non è da oggi che la Regione si occupa di attrarre investimenti da fuori Toscana e offrire una bussola agli imprenditori che vogliono accrescere o spostare qui le loro attività. "Invest in Tuscany", l'ufficio della Regione che ha il compito di dare risposte veloci, risolvere i problemi e diventare un punto di riferimento per chi in Toscana vuole investire e per chi vuole crescere, è nato nel 2010 e fa capo direttamente alla presidenza della Regione. Lo scopo era quello di aiutare le imprese a farsi strada nella ragnatela della burocrazia. Tra il 2015 e 2016 la struttura si è rafforzata ulteriormente, pur rimanendo snella, ma diventando un punto di riferimento anche per i Ministeri, l'Ice e la Conferenza Stato-Regioni.

Vi lavorano meno di dieci persone. Ma i risultati non sono mancati: 10 accordi di programma e 50 protocolli di intesa firmati negli ultimi anni (ed altri in arrivo), un numero crescente di progetti seguiti (35 del 2015, 85 del 2017 e 76 fino ad oggi nel 2018), i riconoscimenti tra cui quelli del Financial Times per la strategia di attrazione degli investimenti. Senza mai dimenticare che la Toscana è terra di piccole e medie imprese e creando dunque opportunità anche per loro: per l'accesso ai mercati, all'innovazione, alle reti di approvvigionamento e distribuzione globali, così come per imparare a prevenire chiusure e delocalizzazioni.

In tanti in Toscana hanno investito negli ultimi anni: a due miliardi di euro ammontavano i capitali intercettati dall'estero dal 2012 al 2015, con una mediana di circa 400 milioni l'anno nella passata legislatura. Una crescita del 25 per cento rispetto ai primi anni Duemila,con un trend superiore a quello italiano. Circa cinquecento sono le multinazionali presenti nella regione (come investitori, le società sono anche di più e superano le seicento), più di quattro su cinque sono straniere e un centinaio americane, impegnate in più settori.

Oggi parte una nuova sfida, per continuare a generare opportunità e far crescere gli investimenti esterni in Toscana. E chi meglio, per portarla avanti, di quanti la Toscana l'hanno scelta per i loro affari: perché baricentrica rispetto a tutto il Mediterraneo, per la bravura delle piccole e medie imprese, per le università e l'attività di ricerca, per una pubblica amministrazione finalmente collaborativa e che sostiene ed aiuta gli imprenditori che creano lavoro. Oppure anche per altri motivi.

Why not in Tuscany? I compiti dei 'consiglieri'
I Tuscany business advisors, donne e uomini espatriati in Italia o all'estero, saranno suggeritori a due vie: ai potenziali investitori e al presidente e alla giunta con proposte su come eventualmente migliorare politiche e strumenti di attrazione. Il loro sarà un ruolo informale ed onorario, che non prevede compensi o rimborsi ma solo il piacere di contribuire ad aumentare visibilità ed opportunità per la Toscana.

Saranno cooptati in modo semplice, attraverso una lettera di invito del presidente della Toscana e una risposta da parte del destinatario. Con una sola richiesta: raccontare a margine della propria attività la regione in Italia e all'estero in base alla propria esperienza diretta, soprattutto riguardo alle eccellenze in campo scientifico, tecnologico, produttivo o ancora quale destinazione per investimenti di altri settori. Raccontare la Toscana come luogo ideale dove investire, studiare, soggiornare, creare un'impresa o vivere.

Potranno essere anche un potente passaparola di opportunità, segnalate dalla Regione, legate a possibilità di insediamento o di sviluppo nell'ambito di più settori. E per svolgere al meglio questo compito sarà loro messo a disposizione un piccolo kit informativo, potranno avere un canale diretto con l'ufficio "Invest in Tuscany" ed una volta all'anno saranno invitati ad un incontro, tutti i 'tuscany business advisors insieme, per scambiarsi informazioni e fornire suggerimenti alla Regione. Un'iniziativa e una rete che guarda al futuro e si inserisce nel solco di una regione europeista e connessa con il mondo.

 La Toscana ha lanciato la rete di ‘consiglieri' nel mondo dell'attrattività toscana. In sette hanno già raccolto l'invito personale del presidente della Regione Rossi, per testimoniare con la loro esperienza diretta l'opportunità di investire e insediare un'attività in Toscana. I primi quattro erano presenti alla presentazione oggi a Firenze, all'interno della due giorni di Toscana Tech, l'evento annuale sulla Toscana tecnologica (ma anche l'attrazione degli investimenti e il reshoring) alla seconda edizione.

Ecco chi sono

Elena David, già AD di UnaHotels (storia di successo nata in Toscana) e Valtur, in precedenza anche DG in Star Hotels, oggi membro del CdA di Fideuram - Intesa Sanpaolo e dell'azienda agroalimentare La Doria Spa. Elena David è definita dalla stampa come una delle poche donne che contano davvero nel turismo italiano, ha presieduto associazioni settoriali, ricevuto premi (Mela d'Oro – Premio Marisa Bellisario). La Regione ne ha potuto constatare la tenacia in occasione della difesa congiunta del centro direzionale di UnaHotels in Toscana così come ne ha apprezzato le capacità di costruire formule promozionali territoriali ed eventi internazionali.

Charlie MacGregor, fondatore e CEO di The Student Hotel, società olandese che sta sviluppando in Europa l'offerta di servizi alberghieri e residenziali per il mondo degli studenti e turisti cosmopoliti, con già 3 investimenti su Firenze (uno già avviato in viale Lavagnini, un secondo appena sbloccato in viale Belfiore, un terzo presso la Manifattura Tabacchi). L'interesse di The Student Hotel per la Toscana nasce da un contatto creato da Invest in Tuscany presso il salone Mipim di Cannes, poi proseguito con il Comune di Firenze, e che porterà a riflessioni congiunte in altre città toscane con potenziali sinergie tra patrimonio immobiliare pubblico, strumenti del diritto allo studio e business model di TSH.

Vincenzo Poerio, già AD del cantiere nautico Benetti (Gruppo Azimut Benetti) ed in precedenza con ruoli in Fincantieri e cantieri S.Marco (ex-INMA), presidente del Distretto nautico e della Portualità della Regione Toscana ed in precedenza di Navigo (centro di servizi ed innovazione per i cantieri nautici in Toscana), tra gli ideatori del Versilia Yacthing Rendez-vous di Viareggio (capace di affermarsi, dopo solo due edizioni, come la manifestazione di riferimento in Italia per le imbarcazioni medio-grandi, un segmento complementare al salone nautico di Genova). Vincenzo Poerio è un capitano d'impresa, capace di vedere la rotta da lontano, e di sviluppare le attività delle imprese in cui ha lavorato in un'ottica di "sana dialettica" con i territori.

Davide Papavero, Industrial Director europeo degli impianti produttivi di soda e derivati della Solvay, in precedenza responsabile del polo di Rosignano Solvay, regional business manager in Australia e con esperienze pregresse nei Gruppi Ausimont e Sisas. A Rosignano è stato l'interlocutore di Regione Toscana e Ministero dello sviluppo economico per una complessa transizione energetico-ambientale dell'intero sito di produttivo (120 milioni di investimenti tra nuova centrale di cogenerazione, nuove produzioni high-tech, cattura della Co2, da cui sono derivati ulteriori investimenti di altre imprese italiane ed estere collegate). Davide Papavero è un leader operativo che porta in Europa l'esperienza di una partnership pubblico-privata decisiva per un terzpo della chimica italiana ancora in corso e, per la quale, il lavoro da fare con il Governo non è finito.

Gli altri tre ‘consiglieri' che hanno già detto sì, ma non presenti oggi a Firenze.

Michele Stangarone, Presidente di Nuovo Pignone di Baker Hughes, a GE company (BHGE), già vice presidente globale vendite per il business di turbomachinery & process solutions e con diversi ruoli in precedenza presso GE oil&gas. La partnership con Regione ha moltiplicato gli investimenti in Toscana.

Rino Rappuoli, direttore scientifico e della ricerca di GSK Vaccines a Siena. Da sempre impegnato nella scoperta di numerosi vaccini contro malattie virali o batteriche. Insignito di vari riconoscimenti. Rino Rappuoli è tra gli scienziati italiani applicativi più influenti al mondo e sensibili alla sostenibilità delle cure e malattie rare.

Alberto Marinai, Plant Manager del più grande sito produttivo di Continental Automotive negli USA (in precedenza general manager dei 2 siti produttivi di Continental Automotive in Toscana con 1.000 addetti). Continental, ad oggi, è il soggetto privato regionale con più brevetti all'attivo e con una delle percentuali più alte di investimenti in R&S rispetto al fatturato. La continuità è garantita dai manager cresciuti con lui.

Redazione Nove da Firenze