Rubrica — Editoria Toscana

Gli zodiaci della basilica di San Miniato al Monte e del battistero di San Giovanni

Nel libro di Simone Bartolini


Simone Bartolini, nato a Siena, lavora a Firenze come cartografo presso l’Istituto Geografico Militare. Da sempre appassionato di astronomia ha progettato e realizzato nell’ultimo decennio varie opere artistico-gnomoniche, tra cui ricordiamo il grande orologio solare della piazza di Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), l’orologio solare in Piazza Marconi nel Comune di Pineto (Teramo) e il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Nan Lian Garden a Hong Kong (primo premio al X concorso internazionale. Egli con esemplare umiltà ha condotto la ricerca che rende possibile il compimento di un’esperienza individuale collettiva di grande valore ed ha scritto il libro dal titolo “Sole e Simboli “( Edizioni Polistampa).

Nel libro dal titolo “Sole e stelle”, edito dalle Edizioni Polistampa, di 125 pagine ed acquistabile a prezzo di 14 euro, Simone Bartolini avanza una nuova ipotesi sulla collocazione dello zodiaco davanti alla porta settentrionale, traendo spunto da un fenomeno finora mai osservato nella basilica di San Miniato al Monte. Lo zodiaco di San Miniato è sempre stato considerato solo un ornamento allegorico, sia per la mancanza di fonti documentarie sia per l’orientamento apparentemente estraneo a qualsiasi direzione astronomica significativa. Svolgendo ripetuti sopralluoghi in precisi periodi dell’anno, Bartolini ha scoperto un insospettabile raggio di sole che per pochi giorni a cavallo del solstizio d’estate entra da una finestra della navata centrale ed illumina con precisione il segno del Cancro. Il fenomeno si manifesta circa mezz’ora dopo il mezzogiorno solare, quindi non nel momento di massima culminazione del sole, ma l’approssimazione è tale da non poterla considerare una semplice coincidenza.

Il segno del Cancro, del resto, è l’unica figura di questo zodiaco ad essere iscritta “in un cerchio, quasi a marcarne la specifica funzione di “bersaglio”. Sulla base di questa evidenza, Bartolini, Bartolini propone una nuova lettura del passo del Villani suggerendo che il cronista fiorentino intendesse indicare come parte illuminata proprio la figura del Cancro. In questo caso il problema dell’insufficienza di spazio tra le colonne della porta settentrionale sarebbe irrilevante in quanto lo zodiaco poteva essere sistemato a ridosso dei plinti, verso l’interno dell’edificio, con il segno del Cancro in prossimità delle colonne. Questo però impone una rotazione di 180° dell’intero zodiaco che ribalta impropriamente la linea meridiana con il Cancro a nord ed il Capricorno a sud, e priva la figura del sole del suo intrinseco significato cristologico; il volto del sole, infatti, risulterebbe orientato di traverso. Personalmente non credo che lo zodiaco sia stato concepito per quella posizione ma la scoperta dello “Gnomone” di San Miniato, oltre a restituirci una meridiana solstiziale dimenticata, contribuisce senza dubbio a rendere più credibile la testimonianza di Villani.

In conclusione, mentre gli storici concordano sulla presenza dell’apertura alla sommità della cupola ottagonale, non ci sono certezze relativamente alla funzione astronomica del marmo zodiacale. In base alle precedenti considerazioni solamente due delle ipotesi proposte risultano probabili, ovvero:

1) l’ipotesi che considera la possibilità della presenza di uno specchio posizionato nei pressi del foro cuspidiale, per indirizzare la luce del sole al mezzogiorno del solstizio estivo verso il sole intrasiato, o il segno del Cancro, in tal modo il marmo zodiacale non sarebbe mai stato spostato;

2) l’ipotesi che prende in esame la possibilità che il marmo zodiacale sia stato spostato, ed originariamente fosse posizionato con un lato del quadrato a filo del basamento delle colonne antistanti la porta nord con il segno del Cancro in direzione nord. In questo caso il fascio di luce, o l’ombra della sfera, avrebbe colpito il segno del Cancro intarsiato nel marmo.

La prima di queste due ipotesi, se fosse confermata dal ritrovamento di un documento che ne riporti notizia, sposterebbe la data di nascita di una grande meridiana a riflessione o catottrica di quasi 700 anni. La prima grande meridiana catottrica conosciuta, è stata eseguita nella prima metà del XVII secolo; si tratterebbe di un’importante scopetta di rilevanza scientifica sullo zodiaco di San Giovanni.

Redazione Nove da Firenze