Geotermia: avviato il percorso partecipativo per le aree non idonee

L’intervento del presidente commissione Ambiente e territorio Baccelli (Pd): “Va avanti strategia per utilizzare al meglio la risorsa e tutelare le vocazioni dei territori”. Interrogazione del Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti: «In Toscana il comparto è volano economico imprescindibile. Siamo la sola regione a fare alta entalplia con 3mila occupati in aumento»


FIRENZE - E' iniziato il percorso partecipativo per la definizione delle aree non idonee per l'installazione di impianti per la produzione di energia geotermica in Toscana. C'è tempo fino al 10 maggio per inviare al Garante della informazione e della partecipazione per il governo del territorio della Regione Toscana un form con il quale si contribuisce alla modifica del Piano Ambientale ed Energetico regionale. Ad oggi il PAER individua aree non idonee alla produzione di energia elettrica da impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico. Scopo della modifica è appunto definire le aree non idonee anche per l'attività geotermoelettrica, aree che tengano conto delle caratteristiche e dei vincoli paesaggistici e ambientali insistenti sulle diverse zone della Toscana, nonché della presenza di produzioni agricole di particolare pregio.

L'obiettivo è garantire un corretto equilibrio tra la coltivazione della risorsa geotermica e la tutela ambientale, anche in relazione al contesto paesaggistico e alle vocazioni socioeconomiche dei territori. Sono 51 i comuni ad aver inviato al vaglio della Giunta le proposte di zonizzazione, alcuni geotermici in senso stretto, altri confinanti con aree geotermiche. È stata Federica Fratoni, assessore regionale all’ambiente, a illustrare in Consiglio regionale l’informativa preliminare relativa alla proposta di modifica del piano ambientale ed energetico ai fini della definizione delle Ani. È intervenuto, sull’atto in questione, Stefano Baccelli, presidente commissione Ambiente e territorio a Palazzo del Pegaso. “Lo rivendico, come maggioranza che governa questa regione: abbiamo inaugurato finalmente una strategia per gestire una straordinaria risorsa di cui siamo praticamente unici possessori, la geotermia. E tassello fondamentale di questo percorso è proprio l’individuazione delle aree non idonee all’installazione di impianti, individuazione che tiene conto delle caratteristiche e dei vincoli paesaggistici e ambientali, nonché della presenza di produzione agricole di pregio, previo coinvolgimento delle amministrazioni interessate che a suo tempo hanno inviato alla Giunta le loro proposte. – ha fatto presente Baccelli - L’altro strumento fondamentale è la nuova legge sulla geotermia da poco approvata. Lo spirito della normativa è stato quello di trovare un non semplice punto di equilibrio tra l’esigenza di maggior rigore nella tutela dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini e quella di sviluppo economico dei territori interessati per creare nuova e buona occupazione, con lo sviluppo efficiente di questa forma preziosa di energia. Così come rispecchia questo spirito la richiesta di migliorare gli standard di efficienza e qualità ambientale nell’ambito del protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Enel. Analoga attenzione al settore purtroppo non abbiamo registrato nel Governo nazionale. Saremo sempre a fianco dei nostri amministratori che pretendono chiarezza e sostegno rispetto a un utilizzo efficace e coerente della risorsa geotermica”.

«Pretendere certezze sulla reintroduzione degli incentivi per la geotermia tra le fonti di energia rinnovabile da cui il governo l’ha esclusa con decreto Fer1, onde evitare ripercussioni gravissime per il tessuto economico e occupazionale della Toscana»: è quanto chiede alla Regione il Capogruppo di Forza Italia Consiglio regionale Maurizio Marchetti, autore di un’interrogazione a risposta scritta sull’argomento. «L’esclusione dal decreto ministeriale Fer1 e la vaghezza di prospettiva – spiega – rischiano di compromettere un settore importante per lo sviluppo della Toscana. Siamo la sola regione dove si svolge attività geotermoelettrica ad alta entalpia tra le province di Pisa, Grosseto e Siena. Sedici i comuni geotermici, ovvero Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castelnuovo Val di Cecina, Chiusdino, Montecatini Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Monteverdi Marittimo, Montieri, Piancastagnaio, Pomarance, Radicofani, Radicondoli, Roccalbegna, San Casciano dei Bagni, Santa Fiora». In questi territori l’attività è uno scrigno occupazionale importante: «Sono circa 3 mila – si legge nell’atto del Capogruppo di Forza Italia – i posti di lavoro, tra diretti e indotto, con le prospettive di creazione di due occupati in più ogni nuovo MegaWatt di potenza installata grazie ai nuovi impianti». A ciò si aggiunge il sistema dei servizi turistici collegato alla fonte energetica e, complessivamente, una serie di riflessi virtuosi per le aree interessate.

«La remunerazione dell’incentivo statale in Toscana – scrive ancora Marchetti nell’interrogazione attingendo il dato dall’Osservatorio economico dell’Alta Val di Cecina – arriva a circa 100 milioni l’anno e la ricaduta in termini di royalties per il territorio è circa il 30%». La recente legge regionale, la 7 dello scorso febbraio, «ha lo scopo di coniugare gli aspetti ambientali dello sfruttamento della risorsa allo sviluppo economico ed occupazionale dei territori interessati dall’attività geotermica» e va da sé che l’esclusione dagli incentivi farebbe sentire forte e chiaro il contraccolpo soprattutto in certe zone: «L’area grossetana – sottolinea Marchetti nel suo atto – producendo oltre il 30% dell’'energia elettrica di tutta la regione, ovvero oltre il 3% di quella nazionale, consente al territorio di beneficiare di investimenti in opere pubbliche in favore della collettività». In generale, poi: «I Comuni geotermici toscani siano stati premiati a Bruxelles per l’impegno sul fronte della geotermia e insigniti, in Trentino, del premio Klimaenergy Award per le politiche energetiche».

Si tratta insomma di un autentico patrimonio e va preservato. L’occasione per ribadirlo potrebbe essere il 21 marzo prossimo, quando a Roma il governatore Rossi è stato invitato «dal sottosegretario allo Sviluppo economico a un incontro […] senza la presenza degli amministratori locali che stanno protestando contro questa scelta dannosa per l’economia locale». In quella sede Marchetti sollecita la Regione a «rappresentare al Governo le istanze dei territori e difendere gli interessi dei toscani da una scelta che sarebbe foriera di numerose criticità», ma prima Forza Italia domanda alla Regione se intenda «consentire agli amministratori locali di essere presenti al tavolo per la geotermia per difendere gli interessi dei lavoratori, degli imprenditori e dell’economia locale». Complessivamente l’invito è a chiedere chiarimenti di prospettiva al governo sulle proprie intenzioni «e certezze sulla reintroduzione degli incentivi per la geotermia».

Redazione Nove da Firenze