Firenze: stop alle auto inquinati? CNA dice no

Cioni: "Così ci si accanisce contro un sistema economico già messo ko dalla pandemia". La Lega: "Il comune di Firenze adotti un piano organico sulla mobilità e viabilità cittadina. Basta navigare a vista su argomenti così delicati"


È lapidario Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana, all’annuncio del divieto di accesso alla Ztl di Firenze e alle direttrici dei Viali per gli automezzi diesel fino a Euro 4.

“Comprendiamo e appoggiamo il fine ecologico del provvedimento, ma adesso non è proprio il momento di adottarlo. Così ci si accanisce contro un sistema imprenditoriale già messo ko, o quasi, dalla pandemia che, nonostante gli incentivi previsti per la sostituzione dei mezzi, adesso non può certo permettersi spese” prosegue Cioni.

Una sorta di cortocircuito della razionalità che sembra essersi abbattuto su Palazzo Vecchio con un blocco che abbraccia in pieno giornate e orario lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, senza alcuna finestra e senza alcuna eccezione, residenti e over 70 a parte per 18 mesi.

Con il danno, poi, anche la beffa, in special modo per il comparto artigiano: “gli incentivi per la sostituzione saranno messi a disposizione dalla Toscana, quella stessa Regione che ha escluso l’artigianato da ogni forma ristoro, concedendolo invece e giustamente ad altri settori colpiti però allo stesso modo dell’handmade, e che adesso dispone denari a condizioni di spese che non è assolutamente possibile sostenere, neppure nella misura del 50%” conclude Cioni.

CNA Firenze chiede un rapido confronto con Comune di Firenze e Regione Toscana e l’immediata convocazione di un tavolo di confronto tra i due enti e le categorie economiche per risolvere la questione.

“Il Comune di Firenze si doti di un piano organico sulla mobilità e la viabilità cittadina." Queste le parole di Giovanni Galli e di Federico Bussolin, rispettivamente Consigliere regionale e Capogruppo della Lega a Palazzo, in merito alla proposta avanzata dall’Assessore riguardante gli incentivi del parco veicolare. “Non è possibile-proseguono gli esponenti leghisti- continuare a navigare a vista, improvvisando allungamenti della tramvia, senza una strategia complessiva, costruendo per poi disfare piste ciclabili, realizzando vere e proprie strettoie che mettono a rischio il passaggio dei mezzi di pronto intervento, fino poi ad annunciare un bonus per il rinnovo delle auto perché in ZTL e sui viali, non potranno più passare, salvo specifiche deroghe, i veicoli a diesel più inquinanti. Per risolvere il problema del traffico e della qualità dell’aria occorre una pianificazione comunale chiara e non ideologica, che parta da un analisi tecnica, su cui poi costruire un progetto di mobilità complessiva che garantisca ai fiorentini sia una buona qualità dell’aria sia la libertà di spostarsi in città con tempi certi e in sicurezza.” “A livello regionale-precisa Galli - è opportuno segnalare che anche la Toscana, insieme ad altre regioni italiane, rientra tra le aree critiche in termini di superamento dei valori giornalieri di PM10 (nello specifico a Prato, Pistoia, Valdarno Pisano e Piana Lucchese). Ricordo che l’Italia è soggetta a procedura di infrazione da parte della Commissione europea per non aver rispettato, a partire dal 2008, i valori giornalieri. Inoltre, anche per quanto concerne il superamento del valore limite relativo al biossido di azoto, la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia europea per non aver rispettato, tra il 2010 ed il 2017, il limite annuale. In particolare questa casistica riguarda l’agglomerato di Firenze (zona Gramsci e Ponte alle Mosse)." "Insomma- concludono i rappresentanti della Lega-dopo l’ipotesi di utilizzare l’autostrada, poi sostituita con l’idea di incentivare il rinnovo delle auto, l’Assessore fiorentino competente, dimostra di avere poche idee e confuse. Occorre invece partire da dei dati aggiornati, per poi costruire a livello comunale un piano mobilità ed infrastrutture così come a livello regionale è indispensabile predisporre un nuovo piano sulla qualità dell’aria, con azioni e risorse certe. Solo in questo modo potremo garantire ai nostri concittadini il raggiungimento dell’obiettivo primario della qualità buona dell’aria ed al tempo stesso, riconoscere la libertà di mobilità che spetta ad ognuno di noi.”

Redazione Nove da Firenze