Firenze: minacce all’ex procuratore di Torino Gian Carlo Caselli al polo delle Scienze sociali

Slogan e striscioni all'incontro in ateneo organizzato da Libera e Sinistra universitaria. Giachi: «Atto gravissimo aver impedito di parlare». Paolieri (Pd): "Cuori di coniglio". Parisi: «Ferita alla democrazia inferta da estremisti di sinistra»


La conferenza organizzata da Libera e dalla Sinistra Universitaria è stata annullata dopo l’annuncio di un presidio e le contestazioni nei confronti dell’ex procuratore di Torino da parte del Collettivo di Scienze politiche. Il Senato Accademico esprime la sua totale solidarietà al giudice Gian Carlo Caselli che, a seguito delle intimidazioni ricevute, consapevole del rischio reale di incidenti all’interno degli spazi universitari, ha rinunciato a partecipare ad un incontro dedicato a illustrare i suoi contributi alla lotta contro le mafie all’interno di un’iniziativa organizzata da un gruppo studentesco e dall’Associazione Libera. Il Senato Accademico esprime altresì analoga solidarietà agli organizzatori per il fatto che non si sia potuta svolgere un’iniziativa di tradizionale collaborazione su queste tematiche.


“Dopo la seduta del Senato accademico di questa mattina ho partecipato a Novoli all’incontro studentesco a cui era prevista la presenza di Gian Carlo Caselli. Ho voluto portare di persona agli organizzatori e ai presenti la solidarietà che il Senato accademico ha espresso nella propria mozione -dichiara il rettore dell’Università di Firenze Alberto Tesi- Episodi come quello che si è verificato, per di più attorno ad una tematica - come quella della lotta alla mafia - di profilo civile così importante, sono del tutto estranei e opposti alla natura dell’Università e delle sue finalità. L’Ateneo si è sempre adoperato per garantire spazio e cittadinanza a tutte le posizioni e ha permesso a tutti di esprimere le proprie idee; in particolare, agli studenti, nell’ottica di favorire nel modo più ampio la loro partecipazione alla vita universitaria. E questo principio ha ispirato anche la concessione di spazi per le attività studentesche. Il tema degli spazi, come è stato chiesto oggi anche in Senato accademico, sarà riaffrontato ed esaminato: è necessario adoperarsi per ricreare un clima di rispetto e tolleranza in Ateneo”.



«Il metodo e le accuse contro di lui ci riportano indietro negli anni ricordando che un filo sottile, ma ancora presente unisce il reducismo degli anni di piombo, che riteneva Caselli un nemico da abbattere, con la parte più dura e intransigente del movimenti». Lo ha detto la vicesindaca e assessora all’università Cristina Giachi commentando l'annullamento «Si è impedito di parlare – ha aggiunto la vicesindaca – ad un magistrato che in passato ha contrastato sino in fondo, e a rischio della sua stessa vita, le due più importanti battaglie democratiche combattute nell’Italia del dopoguerra: negli anni Settanta e Ottanta contro il terrorismo, negli anni Novanta contro la mafia dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio». «Questo episodio ricorda, purtroppo, altre brutte pagine della storia italiana e fiorentina – ha ricordato Cristina Giachi – esattamente 90 anni fa, nel marzo 1925, un gruppo di fascisti armati di bastoni cerco di impedire, nell’aula magna di piazza San Marco, la lezione dello storico Gaetano Salvemini, il maestro dei fratelli Rosselli. Il giurista Piero Calamandrei, che teneva lezione al piano terra, salì di corsa per dar man forte al collega. Scrisse nei suoi diari di quelle ore di vergogna: ‘Soprattutto mi restarono impressi, nei cento volti di quella canea urlante, gli occhi di Alessandro Pavolini che capeggiava l’impresa; egli mi guardava senza parlare con occhi così pieni di acuminato odio, che quasi ne rimasi affascinato come se fossero occhi di un rettile’». «Uno dei principi basilari della democrazie è difendere il diritto di tutti a dire anche le cose per noi più detestabili – ha concluso – queste conquiste sono troppo preziose per essere trasformate in valori negoziabili sotto il ricatto di pochi facinorosi. Oggi il nostro compito è batterci per la loro difesa».

"Ci vuole un cuore di coniglio per impedire di parlare a chi, come Giancarlo Caselli, ha lavorato strenuamente e a rischio della propria vita contro il terrorismo e contro la mafia": Francesca Paolieri, capogruppo del Pd della Città Metropolitana di Firenze, stigmatizza il comportamento di un gruppo di studenti e antagonisti che stamani hanno interrotto, al Polo Univesitario di Novoli, a Firenze, l'incontro 'Cento passi all’Università'. Organizzato da Sinistra Universitaria e Libera in vista della Giornata della memoria, il confronto prevedeva un intervento del procuratore Giancarlo Caselli. Con slogan e striscioni offensivi nei confronti del magistrato, Caselli è stato criticato pesantemente sulle questioni giudiziarie legate alla Tav. Non ci sono stati scontri, ma la contestazione è finita quando un professore dell'Università ha fatto sapere ai manifestanti che Caselli aveva deciso di non intervenire all'incontro proprio per evitare che gli studenti fossero presi di mira dall'intolleranza.


«E’ grave e inaccettabile che le minacce di un gruppo di estremisti di sinistra impedisca una conferenza pubblica, tanto più in uno dei luoghi del sapere quale è l’università. La decisione di annullare l’evento è stata assunta per evitare conseguenze peggiori, ma già quanto è successo è sufficiente per poter dire che siamo di fronte a una ferita alla democrazia, alla quale purtroppo i Collettivi universitari fiorentini ci hanno abituato. Azioni violente di fronte alla quali le istituzioni hanno il dovere di rispondere con fermezza a tutela del diritto alla libertà d’espressione e per impedire che in futuro conferenze e convegni autorizzati dall’Ateneo possano essere oggetto di contestazioni e minacce. Al dottor Caselli giunga la mia solidarietà». Così Massimo Parisi, deputato e coordinatore di Forza Italia Toscana, in merito alla conferenza con Giancarlo Caselli in programma oggi presso il polo di Scienze Sociali dell’Ateneo di Firenze e annullata dallo stesso ex procuratore a seguito delle contestazioni dei Collettivi studenteschi.

«Ancora una volta l’Ateneo fiorentino, e in special modo il Polo di Scienze Sociali, è terra di conquista per i collettivi di estrema sinistra. Soprusi, minacce e azioni violente contro chi non la pensa come loro sono condotte abituali per questo manipolo di esagitati, sin troppo tollerati dai vertici dell’Ateneo e della facoltà, tanto da ricevere in premio una stanza come sede. Al dottor Caselli e agli organizzatori va la mia personale solidarietà, ma non posso non far notare che se oggi che a farne le spese è un convegno organizzato da Libera e dalla Sinistra Universitaria, in passato a subire assalti e assedi sono state le iniziative organizzate dalle liste universitarie di centrodestra. Ma allora non mi pare di ricordare molte espressioni di solidarietà da parte delle istituzioni, a partire dal presidente Rossi, al quale suggerisco di modificare il lessico: definire il gesto dei collettivi “fascista” significa mistificare la realtà. Rossi chiami le cose con il suo nome: siamo di fronte a un’ azione tipica di frange dell’estremismo comunista, questa è la realtà». Così Tommaso Villa, consigliere regionale e coordinatore cittadino di Forza Italia Firenze.

Redazione Nove da Firenze