Firenze idroelettrica: pescaie, un grande punto interrogativo

Saranno riqualificate e riadattate per produrre energia elettrica


L'opera consentirà una riduzione di 45 mila tonnellate di CO2 all'anno, pari al 2% delle emissioni dell'intera Regione Toscana, ma quali saranno le modalità operative dopo anni di attesa?
Al momento sul Sito Ufficiale del Comune di Firenze la risposta è questa: "??? Link[1]/Descrizione ???".

Come riportato nell'articolo di Nove da Firenze all'indomani della notizia che ha sbloccato una situazione di stand-by durata parecchi anni, Firenze è pronta a trasformare l'acqua dell'Arno in energia elettrica.
Una innovazione che in molte località non solo è partita da anni, ma ha visto una grande partecipazione privata allo sfruttamento intelligente dell'energia alternativa: in Italia non sono pochi coloro che sono arrivati a produrre energia erogandola, a pagamento, anche ai centri abitati vicini.

Il progetto, "lanciato nel 2008 attraverso un bando emanato dall'allora Provincia di Firenze, è rimasto bloccato a lungo a causa di un ricorso. Ora il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Città Metropolitana e le 'pescaie' dell'Arno potranno essere trasformate in piccole centrali idroelettriche" spiega la Città Metropolitana, ma invitiamo a leggere l' INCHIESTA svolta dal nostro Quotidiano on line negli anni passati. Tra le problematiche sorte in materia vi è anche quella sul come effettuare la trasformazione in modo non invasivo visto che si tratta di strutture interne all'abitato urbano.
I privati che si erano fatti avanti in tempi non sospetti. prima che la Provincia facesse propria l'idea, per acquistare le traverse o pescaie e gestirle, hanno dovuto presentare progetti di fattibilità sostenuti da relazioni di geometri e periti tecnici che garantissero un uso quasi invisibile dell'acqua. Tra l'acqua e la luce, c'è di mezzo il trasformatore.

E' lo stesso Comune di Firenze ad avvisare che "l'opera comporterà una notevole serie di interventi nell’area fiorentina (Firenze, Signa, Lastra a Signa, Fiesole, Bagno a Ripoli) coinvolgendo anche i comuni del vicino Valdarno (Pontassieve, Rignano, Incisa)".

Le strutture presenti nel tratto cittadino dell’Arno che sono coinvolte nel progetto sono: Sant'Andrea a Rovezzano, lunga circa 200 m, "parzialmente demolita durante i lavori di costruzione del ponte ferroviario per la linea di Alta Velocità" quindi l'impatto in questo caso c'è già stato.

Nave a Rovezzano, lunga circa 170 m, "ristrutturata nel 2005 e attualmente in buono stato di conservazione".

San Niccolò, in prossimità della omonima porta, lunga circa 200 m, "in buono stato di conservazione".

Isolotto, nei pressi del parco delle Cascine, lunga circa 90 m., "in pessime condizioni dovute a evidenti cedimenti con conseguente spaccatura dell'intero corpo, la controbriglia si presenta invece in buono stato di conservazione".

Possibile che potenziali strutture destinate ad accogliere centrali idroelettriche, visto che era questo il progetto "bloccato da un ricorso" e di "importanza collettiva" siano state lasciate "in pessime condizioni"?
Adesso i costi
di ristrutturazione e di messa in opera sono da sottrarre alla potenza erogata. Come accade per l'acquisto di un generatore casalingo: "Signora, non si preoccupi della cifra, si ripaga da solo".

Antonio Lenoci