Rubrica — Spettacolo

Fiorino sull'Arno: mercoledì con il Quintetto Fil Rouge

Cantano in francese e la musica tocca le sonorità più disparate


È tornato fino al 15 settembre Il Fiorino sull’Arno (Lungarno Pecori Giraldi - Firenze, vicino al Ponte di San Niccolò; prenotazioni 333 9222943), locale all’aperto che offre sette giorni su sette buona musica e intrattenimento di qualità, insieme a ottime pizze e altre specialità culinarie, soprattutto mediterranee; per il dopo cena si può disporre dei conforti di un fornitissimo bar. Non solo spazio notturno: il bar è aperto dalle 9 a mezzanotte; dalle 19 sarà imbandito un aperitivo; dalle 20 si cena. Il tutto in uno spazio molto gradevole, in mezzo ad alberi secolari che proteggono dalla calura estiva. Gli spettacoli iniziano alle 21.30 e sono sempre ad ingresso libero.

Mercoledì 4 settembre alle 21.30 si ascolta Fil Rouge, raffinato quintetto composto da Maria Teresa Leonetti: voce, Manuela Iori: pianoforte, Michele Staino: contrabbasso, Nicola Cellai: tromba, Ettore Bonafé: batteria-percussioni. Cantano in una lingua ormai non delle più usate in musica, il francese: l’idea è nata nel 2015 dall’intesa emotiva di due donne, la cantante Maria Teresa Leonetti e la pianista Manuela Iori, che traducono rispettivamente in versi e musica il loro “mood” malinconico e allo stesso tempo grintoso ed energico. Il tutto è colorato dall’incisività della tromba, dai ritmi cadenzati della batteria e delle percussioni e dalla profondità delle note del contrabbasso. Nel 2016 hanno presentato con gran successo di critica il loro primo album, L’inconnue, ovvero la sconosciuta che è in ognuno di noi, 9 canzoni che gravitano ciascuna nella propria orbita musicale, che sia bossanova, tango, musica mediorientale o rap, attorno al nucleo comune del jazz. Siamo pienamente nella world music. Manuela Iori ha scritto le musiche, mentre i testi sono di Maria Teresa Leonetti, italiana di nascita ma francese nell’animo (per studi universitari ed esperienze di vita), che si serve della lingua d’oltralpe per raggiungere più facilmente il proprio mondo interiore.

La musica tocca le sonorità, i timbri e i colori più disparati: riecheggiano melodie mediterranee con inevitabili richiami alla musica araba e maghrebina. Si muovono i ritmi latini della bossanova e del tango. Non mancano influenze underground legate al funk e all’hip hop, non ultimi il blues e lo swing. L’eredità della chanson française e delle sue più classiche interpreti femminili fi fonde a ritmi più moderni e variegati, come Zaz o Les Negresses Vertes, su testi poetici e criptici à la Noir Desir.

La musica tocca le sonorità, i timbri e i colori più disparati: riecheggiano melodie mediterranee con inevitabili richiami alla musica araba e maghrebina. Si muovono i ritmi latini della bossanova e del tango. Non mancano influenze underground legate al funk e all’hip hop, non ultimi il blues e lo swing. I testi, scritti principalmente in francese, lingua dell’anima della cantante, parlano della campagna alsaziana, delle persone incontrate durante un viaggio lungo un anno, delle vite complicate e complici di amicizie nate in una Strasburgo invernale irradiata da una luce decisa e bianca come la neve. E ancora, parlano di amori difficili, di una vita, che durano oltre la malattia e l’oblio. E poi, atmosfere nebbiose del lungo Senna, evocate dalle immagini di un film di Jean Gabin o da un racconto di Maupassant.

Hanno scritto di loro: «L'album è un elogio elegante della semplicità musicale, poetica e di vita; di pezzi di vita illuminati dalla luce del ricordo, degli affetti, dei silenzi d'amore.» Fulvio Paloscia - LA REPUBBLICA

«...sorprendente world music urbana che sembra spirare sulla musica da film. Un omaggio alla chanson française, alla camaleontica sensibilità del jazz italiano, alle sperimentazioni di gruppi come Les Negresses Vertes e cantanti come Zaz» Giovanni Ballerini - LA NAZIONE

Giovedì 5 settembre ore 21.30 concerto AppocunTrio. Omaggio a Pino Daniele. Giacomo Ballerini: voce e chitarre; Mirko Verrengia: basso acustico ed elettrico; David Salvatori: Kajon e percussioni. La particolare dimensione acustica ed essenziale del trio esalta al meglio l’anima dei brani proposti.

Venerdì 6 settembre ore 21.30 Nazareno Caputo «Phylum». Nazareno Caputo: vibrafono; Marco Benedetti: contrabbasso; Mattia Galeotti: batteria. La parola “phylum” è utilizzata in zoologia e botanica per indicare un preciso gruppo tassonomico. Organismi facenti parte di un determinato phylum condividono lo stesso piano strutturale ma non necessariamente il loro sviluppo morfologico li conduce nelle stesse direzioni. La musica del trio si fonda su concetti simili e prende le mosse dallo sviluppo di una struttura, a volte ritmica a volte melodica, elaborando la propria idea seguendo percorsi differenti e complementari.

Sabato 7 settembre ore 21.30 concerto - Mediterranean trio. Paolo Casu: percussioni; Luca Imperatore: chitarra; Alessandro Piccini: chitarra e voce. Il gruppo si esibirà in pezzi di samba, musiche e canzoni popolari cubane, con ritmi di rumba, bolero, beguine, bossa nova. Nella seconda parte del concerto proporrà anche musiche di Conte e Capossela. Attraverso una formula completamente acustica, un suono caldo, diretto e avvolgente e gli arrangiamenti talentuosi del quartetto, il pubblico viene trasportato in terre lontane, rapito dal carattere popolare di tutte le musiche che hanno espresso e che esprimono il disagio, la nostalgia, la presenza e la lontananza della loro terra.

Domenica 8 settembre ore 21.00 Serata a cura di Tango Florido - La Milonga del Fiorino. La Milonga del Fiorino. La domenica è consacrata a un evento che è ormai un must fra i tangueros: la Milonga del Fiorino, sempre affollatissima e arrivata alla sesta stagione. Uno spazio ormai storico, dal tipico sapore “milonghero”: musica in tandas y cortinas, pedana in legno, ingresso libero. Musicalizzata ogni settimana da uno specialista diverso. È richiesto il rispetto della ronda e delle altre coppie in pista. Info: 347 6596066.

Redazione Nove da Firenze