Pistoia: ancora un'aggressione razzista contro un migrante africano

Solidarietà alla sua Comunità parrocchiale di Don Massimo Biancalani. La parlamentare Dem Cenni ha presentato un’interrogazione rivolta all’indirizzo di Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Il Sindaco e la Giunta del Comune di Londa chiedono le dimissioni del Ministro Fontana


Giovedì a Pistoia due giovani italiani hanno sparato alcuni colpi di pistola contro un migrante africano di 24 anni del Gambia, Buba Ceesay, ospite della parrocchia di Don Massimo Biancalani. I due aggressori, inoltre, avrebbero insultato il giovane con frasi razziste. Hanno prima gridato “negri di merda” e poi esploso colpi di pistola al loro indirizzo. Per fortuna non ci sono stati feriti. Non è il primo episodio ai danni della comunità che accoglie e aiuta molti migranti. Sono 30 le aggressioni a sfondo razziale in Italia soltanto dal 1 giugno al 1 agosto di quest’anno, una media di una ogni 2 giorni, secondo un monitoraggio riportato da Euronews.

“L’episodio di violenza che si è verificato solo qualche ora fa a Vicofaro, vicino Pistoia, rappresenta l’ennesimo e grave caso di aggressione gratuita contro gli stranieri ed è una prova inconfutabile di una crescita incontrollata degli episodi di razzismo, xenofobia e intolleranza nel nostro Paese. È chiaro a tutti, tranne che al ministro Matteo Salvini e al suo Governo, che siamo di fronte a un vero e proprio allarme razzismo che è gravissimo minimizzare o ancora peggio rimuovere, come fa lo stesso Salvini. È giunto il momento che il Governo faccia qualcosa. Per questo ho chiesto, attraverso un’interrogazione urgente a Giuseppe Conte e Matteo Salvini di spiegare quali iniziative intendono intraprendere per contrastare e prevenire i gravissimi episodi di razzismo e xenofobia che nelle ultime settimane si sono moltiplicati nel nostro Paese”. Con queste parole Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, ha presentato un’interrogazione urgente rivolta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Interno Matteo Salvini per chiedere un intervento immediato nei confronti di quanto accaduto. Nel testo dell’interrogazione, sempre in relazione al diffondersi di fenomeni di intolleranza e violenza nei confronti di cittadini stranieri, la parlamentare Dem ha chiesto di promuovere una campagna di sensibilizzazione e informazione contro ogni tipo di discriminazione. “L’aggressione di Pistoia - ha spiegato Cenni - è un fatto grave che si è verificato anche nella nostra Toscana. Una regione che da sempre si è mostrata terra di accoglienza, dove la cultura, la democrazia e i valori del rispetto del diverso e della non violenza sono stati al centro del nostro vivere civile. Ne è un esempio Don Biancalani, responsabile della Parrocchia di Vicofaro, che da sempre è molto attivo nel campo dell’integrazione e dell'accoglienza dei migranti e richiedenti asilo. A lui, a Buba Ceesay e a tutti i ragazzi ospiti del centro va la mia solidarietà. Quanto accaduto ci dice che nessun luogo è al riparo dal germe dell’intolleranza e che la violenza fisica e verbale va combattuta ogni giorno. Una battaglia che il Governo ha scelto di ignorare con il rischio di alimentare, legittimare e quasi autorizzare gesti violenti, discriminatori e privi di civiltà. Gesti che sono reati che la nostra Costituzione condanna. Una Costituzione su cui il Ministro Salvini ha giurato e che è suo compito far rispettare”.

Anche Slow Food Toscana è solidale con Don Massimo Biancalani e la sua Comunità parrocchiale e umana, e ancora una volta sottolinea come non siano tollerabili gesti che esasperano il già difficile clima di integrazione e convivenza con persone che, loro malgrado o per determinazione, non è importante, hanno lasciato il loro paese.

Liberi e Uguali è decisamente contro ogni violenza e contro le provocazioni: "Le campagne di odio e di paura nei confronti degli immigrati, costretti all'emigrazione dalle guerre e dai cambiamenti climatici, anche a Pistoia hanno trovato qualche idiota razzista che passa all'azione violenta e criminale: gli spari contro un ragazzo accolto nella parrocchia di Vicofaro sono un fatto gravissimo, da non sminuire e da condannare fermamente, frutto di un clima d'intolleranza del quale sono innegabili le responsabilità politiche. Insieme a tutte le organizzazioni e alle persone progressiste, Liberi e Uguali difende con convinzione i diritti e l'accoglienza umana dei migranti e la convivenza civile; vogliamo un'altra politica per l'Italia e per l'Europa, per dare lavoro agli italiani e agli immigrati, tramite progetti che avviino a soluzione i grandi problemi prioritari che ci sono in tutte le realtà locali del nostro paese e dando risposte concrete e civili alla sofferenza sociale dei disoccupati. Con queste convinzioni difenderemo chi lavora onestamente e chi fa volontariato nell'accoglienza degli immigrati, a partire da don Massimo Biancalani, che i fascisti/razzisti hanno scelto come bersaglio per colpire tutte le esperienze di accoglienza umana e civile degli immigrati. Chiediamo allo Stato (e quindi alle forze di polizia) di proteggere i migranti ospitati a Vicofaro ed in altre strutture dell'accoglienza pistoiese; inoltre chiediamo alla magistratura di individuare chi, sparando, ha compiuto questo gesto criminale anche a Pistoia; inoltre, chiediamo che il Sindaco di Pistoia convochi il Comitato Unitario per la Difesa della Istituzioni Repubblicane".

"E' lo specchio di un clima che si va instaurando in questo paese, pompato da tanti politici che per far dimenticare le condizioni in cui versa gran parte della popolazione e le feroci disuguaglianze sociali, altro non sanno fare che aizzare i penultimi contro gli ultimi della fila, illudendoli che l’origine dei loro mali è da ricercarsi nel migrante. Nell’esprimere la nostra totale e completa solidarietà e vicinanza a Don Biancalani e ai migranti da lui ospitati, con i quali abbiamo intrapreso un percorso di solidarietà attiva, non possiamo non ribadire che il razzismo e l’intolleranza razziale si possono combattere solo sconfiggendo le povertà e le disuguaglianze sociali e coloro che le hanno generate" interviene da Firenze la Confederazione USB Toscana.

Bufera intanto sulle parole del ministro Fontana e intervento del premier Conte e di Di Maio, che lo stoppano: "Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano": questa la proposta contenuta in un lungo post pubblicato su Facebook del ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana.

“Nei prossimi giorni con un ordine del giorno della Giunta chiederemo alle massime cariche dello Stato che venga revocato l’incarico al ministro Fontana che ha chiesto l’abolizione della Legge Mancino”. Così scrivono il Sindaco Aleandro Murras e gli Assessori Barbara Cagnacci e Daniele Palchetti. In una nota Sindaco e Giunta del Comune di Londa fanno questa richiesta motivandola così: “lo scorso anno si stava approvando il pdl Fiano con il quale si inasprivano le pene contro coloro che inneggiavano al fascismo e al nazismo sul web e contro la vendita degli oggetti inneggianti a quei regimi. Oggi il ministro Fontana dichiara che vuole abolire la legge Mancino. Si compie un passo indietro colossale nonostante le rassicurazioni di altri membri del governo che non si toccherà. I ministri della Repubblica giurano sulla Costituzione che è antifascista e non sono tollerabili simili affermazioni da un rappresentante del Governo. Il ministro Fontana deve dare le dimissioni e deve chiedere immediatamente scusa alle vittime di fascismo e nazismo – aggiungono -. Ancora una volta si conferma che la libertà, la democrazia non sono valori conquistati per sempre, che alta deve rimanere la vigilanza dei sinceri democratici e antifascisti per difendere e regole di convivenza democratica. Chi non condivide quei valori non può rappresentare i cittadini a nessun livello – conclude la Giunta di Londa - meno che mai a livello di governo”.

COSPE onlus è da tempo impegnato nel sostegno alle vittime di razzismo anche attraverso il progetto europeo “V-START: VictimsSupportThroughAwaReness and neTworking”. Grazie al progetto lavoriamo per dare sostegno alle vittime di crimini di odio, ad aumentare la loro consapevolezza e conoscenza sui servizi esistenti, collaborando con reti e associazioni che forniscono non solo assistenza legale ma un’attenzione complessiva verso la vittima tramite un approccio incentrato sui diritti, l’assistenza e la protezione. Ci sono esperienze positive in Italia come il Codice Rosa, un percorso di aiuto dedicato in particolare alle vittime più vulnerabili presente in tutti i Pronto Soccorso della Toscana, la rete Dafne, attiva a Torino e Firenze, che offre un prezioso servizio di assistenza alle persone vittime di reato, o la Fondazione Emiliano Romagnola per le vittime dei reati, il cui punto di forza è quello di mettere a disposizione delle vittime un sostegno economico in maniera tempestiva. Servizi che sembrano oggi quanto mai necessari.

Redazione Nove da Firenze