Cresce il fotovoltaico domestico: sempre più energia del sole per la casa

​L’energia solare da fotovoltaico, tra le rinnovabili, è l’unica a consentire anche l’autoproduzione da parte del singolo consumatore grazie agli impianti domestici


L’energia solare da fotovoltaico, tra le rinnovabili, è l’unica a consentire anche l’autoproduzione da parte del singolo consumatore grazie agli impianti domestici. Un trend in crescita in Italia, che si inserisce nel più sforzo nazionale e internazionale di rendere sostenibile la generazione dell’elettricità per ridurre le emissioni di anidride carbonica e combattere il surriscaldamento globale, causa del cambiamento climatico.

Il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato la versione finale del suo Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) lo scorso gennaio, dopo aver recepito il parere della Commissione Europea rispetto alla bozza presentata un anno prima. Tra le modifiche, c’è stato un leggero rialzo degli obiettivi rinnovabili al 2030: le fonti green dovranno soddisfare il 30% dei consumi energetici finali lordi totali entro la fine del prossimo decennio. Un obiettivo in linea con quello europeo, secondo la previsione del commissario europeo per l'energia Kadri Simson per cui nel 2030 le rinnovabili arriveranno a superare il 33% dei consumi finali dell’Unione Europa. Per i soli consumi elettrici – quindi al netto dei consumi energetici di trasporti e riscaldamento – la quota di rinnovabili prevista dal PNIEC per l’Italia è però ben del 55%.

Gli obiettivi nazionali e internazionali possono sembrare ambiziosi, ma sono corroborati dalla continua crescita della capacità installata, compresa quella fotovoltaica. Secondo un recente rapporto IHS Markit, quest’anno la nuova capacità di generazione a livello mondiale dovrebbe aumentare del 14%, pari ad altri 142 GW di nuova potenza, un dato pari a ben sette volte l’intera capacità installata dieci anni fa. Per l’Europa, la crescita di quest’anno dovrebbe attestarsi oltre i 24 GW, in crescita del 5% sul 2019, con l’Italia tra i principali paesi interessati insieme a Spagna, Germania, Paesi Bassi, Francia e Ucraina.

Nel nostro Paese, si tratterebbe di continuare la performance positiva registrata lo scorso anno. Secondo l’ultimo Rapporto statistico sul Solare fotovoltaico del GSE, nel 2019 sono stati installati 750 MW di nuova capacità solare, sfiorando il raddoppio sul 2018, grazie a oltre 58.000 nuove installazioni, che hanno portato porta la capacità fotovoltaica nazionale a 20.865 MW per un numero di impianti totali superiore agli 880.000.

Grazie anche a questo aumento di nuova capacità, il solare fotovoltaico italiano lo scorso anno ha quindi prodotto 23.689 GWh di energia, in aumento del 4,6% sul 2018.

Un dato interessante riguarda il fotovoltaico casa, quello costituito da impianti condominiali o domestici: dei 750 MW messi a terra lo scorso anno, oltre 272 MW, avevano una potenza inferiore ai 20 kW, dando quindi un “segnale della crescente diffusione dell’autoconsumo”, secondo l’analisi dello stesso GSE.

Con autoconsumo di intende infatti la produzione di energia principalmente per l’utilizzo diretto sul luogo di produzione, ad esempio per alimentare elettricamente un appartamento o una villetta, invece che per l’immissione nella rete elettrica nazionale per la vendita. Questa modalità che trasforma il consumatore anche in produttore (prosumer, secondo la terminologia inglese): nel 2019, sempre secondo il gestore di rete, gli autoconsumi sono risultati pari a 4.718 GWh, quasi il 20% della produzione nazionale fotovoltaica, poiché la quasi totalità degli impianti del settore domestico è destinata proprio a questo scopo.

Questa positiva crescita della produzione di energia rinnovabile e sostenibile beneficia anche di alcuni incentivi previsti dal Decreto Rilancio, che prevede un rimborso fiscale al 110% in cinque anni per l’istallazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione, a condizione generale che l’installazione avvenga nell’ambito di un intervento di efficientamento energetico che consenta un miglioramento di almeno due livelli della classe energetica dell’edificio.

Il momento è quindi favorevole per intraprendere questa strada virtuosa, tanto più che ci sono ancora ampi margini di miglioramento, anche in Toscana: ad esempio, nella classifica dei primi cento comuni italiani virtuosi nel campo delle energie da fonti rinnovabili, stilata da Legambiente nel rapporto Comuni Rinnovabili 2019, figurano solo quattro comuni della Regione: Cavriglia, Castelnuovo Val di Cecina, Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve e Montieri.

Redazione Nove da Firenze