Chianti Classico Collection: nuovo record di presenze

Grande successo per l’evento fiorentino del Gallo Nero, ormai consolidato punto di riferimento del mondo del vino

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
17 Febbraio 2026 22:22
Chianti Classico Collection: nuovo record di presenze

Varcare la soglia della Stazione Leopolda per la 33ª edizione della Chianti Classico Collection significa immergersi in un’energia che trascende il semplice evento di settore. Ad accogliere i visitatori quest'anno svettava un’imponente statua di Bacco, alta tre metri: una sentinella silenziosa che sancisce il passaggio definitivo del Gallo Nero da prodotto agricolo a pilastro della cultura universale. In un’epoca di incertezze geopolitiche, il territorio risponde con una metamorfosi profonda. Non siamo più di fronte a una narrazione generica, ma a una lettura analitica del terroir che eleva il Sangiovese a interprete di un sapere antico e, al contempo, straordinariamente contemporaneo.

Una delle novità della Collection 2026 è stato il progetto presentato da Pieve di Campoli. Lazienda ha svelato le prime due Gran Selezione 2023, frutto di un lavoro chirurgico di valorizzazione parcellare nell'UGA San Donato in Poggio. Qui, l’attenzione si sposta dall'etichetta alla singola vigna, legando ogni cru a una specifica chiesa della proprietà.

L'elemento di maggiore interesse per il critico risiede nel contrasto generazionale tra le vigne: la vivacità pulsante del San Cassiano, nato da impianti giovanissimi (2020), contrapposta alla complessità stratificata e profonda del San Lorenzo a Cortine, figlio di viti storiche degli anni Settanta. Un’operazione di estrema esclusività, con tirature limitate a sole 1.200 bottiglie per etichetta.

Approfondimenti

L’anteprima della Gran Selezione DOCG 2021 di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute ha offerto una lezione magistrale di geologia applicata al calice. COn l’esordio di una nuova etichetta prodotta nell’areale di Panzano, che va ad affiancare la già celebre Gran Selezione "Giovanni Folonari" di Greve. L’analisi sensoriale rivela due anime distinte:

  1. L’areale di Panzano: Il suolo, dominato dalla roccia calcarea di tipo alberese e spinto fino a 500 metri di altitudine, regala una Gran Selezione dalla verticalità austera.

    La nervatura minerale è vibrante, sostenuta da una trama tannica fitta e decisa, figlia di escursioni termiche importanti.

  2. L’areale di Greve: Qui l’argilla più friabile, ricca di scheletro, permette alle radici una profondità unica. Il risultato è un vino di grande finezza aromatica, dove la croccantezza del frutto si fonde in un’armonia sensoriale impeccabile, espressione di un’eleganza più distesa rispetto alla spigolosità di Panzano.

La visione della famiglia Folonari unisce l'uso di antichi cloni a una vinificazione rispettosa, cercando un equilibrio che non sia mai omologazione, ma esaltazione delle differenze pedoclimatiche.

Il messaggio lanciato da Carlotta Gori e Giovanni Manetti risuona con forza: il vino è cultura nel senso più etimologico del termine, dal latino "colere", ovvero coltivare sia la terra che lo spirito. Manetti ha saputo sintetizzare magistralmente il ruolo geografico e storico del territorio, definendolo come la "cerniera" tra Siena, regina del Medioevo, e Firenze, culla del Rinascimento: "Il vino è cultura perché permette il confronto fra comunità e l’incontro fra le persone: vino è socialità e convivialità. Nel Chianti Classico questo rapporto stretto fra vino e cultura trova la sua massima realizzazione essendo un luogo di rara bellezza, ben modellato e conservato dai viticoltori custodi." spiega Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio.

I dati economici della Collection 2026 delineano un quadro di resilienza straordinaria. Nonostante l’aumento dei dazi al 15% e un contesto internazionale "in acque agitate", il Gallo Nero cresce: +1% in volume e +2,6% in valore. Il dato più eclatante arriva dal Nord America, che oggi assorbe il 49% della produzione (USA 37%, Canada 12%). Mentre il comparto del vino italiano soffre negli Stati Uniti con un calo del 10%, il Chianti Classico si conferma in territorio positivo. Si tratta di un risultato d'élite: solo tre denominazioni italiane sono riuscite a mantenere il segno "più" nel mercato statunitense, e il Gallo Nero guida questa resistenza, dimostrando che il consumatore globale non rinuncia all'autenticità neppure di fronte all'aumento dei costi.

La 33ª edizione della Collection ci lascia una certezza: la qualità assoluta e la cura maniacale del vigneto sono le uniche bussole per navigare l'incertezza. Quello del Chianti Classico non è solo un successo commerciale, è la vittoria di un sistema-territorio che ha saputo farsi cultura. La statua di Bacco alla Leopolda rimane lì, come un guardiano, a ricordarci che ogni calice è un atto di conservazione della bellezza italiana.

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