Cosa succede esattamente tra il momento in cui un autore poggia la penna sul foglio e quello in cui un lettore apre un volume profumato di stampa? La riposta a TESTO 2026 (Stazione Leopolda, Firenze, 27 febbraio - 1 marzo). Ideato da Todo Modo e Pitti Immagine, l'evento smonta il libro come oggetto fisico e metafisico, trasformando l'editoria in un'esperienza tattile e coraggiosa. In un'epoca di algoritmi predittivi e standardizzazione culturale, ecco perché questo appuntamento sta cambiando le regole del gioco.
Il tema portante di questa quinta edizione è l’Estro. Ma dimenticate le definizioni eteree e romantiche: qui si scava nell'etimologia greca oîstros, che letteralmente significa "tafano". In un mercato editoriale spesso accusato di eccessiva prudenza, TESTO sceglie come simbolo un insetto fastidioso, quello stimolo irritante che non lascia in pace la mente e la spinge verso l'irrequietezza e l’anarchia creativa. È una rivendicazione della forza disturbante della scrittura: la creatività non deve cullare, deve pungere.
"L’Estro è lo spirito irriverente e coraggioso che ci vuole per scrivere, tradurre, pubblicare e trasformare un’idea in un libro" spiega Agostino Poletto, Direttore Strategie Corporate Pitti Immagine
L’architettura della Leopolda, curata da Alessandro Moradei, rinnega gli stand tradizionali per trasformarsi in una "grande libreria" con tavoli lunghi progettati per il dialogo. Il percorso si snoda attraverso Sette Stazioni (dal Manoscritto al Lettore), ma il vero cuore pulsante è la Testofficina Manoscritti. Qui la demistificazione del mestiere si fa concreta: ben 360 aspiranti autori, dai 18 agli 80 anni, hanno risposto alla chiamata inviando i propri inediti. Incontrare i 24 editor e agenti delle principali realtà italiane non è solo un’opportunità professionale, è la prova che la fame di raccontare storie rimane un'urgenza umana vastissima e trasversale.
Mentre l'industria si interroga sull'efficienza tecnologica, TESTO mette l'Intelligenza Artificiale "al lavoro" per mostrarne i limiti. Nel laboratorio dedicato al rapporto tra IA e Traduzione, classici e romanzi contemporanei vengono sottoposti a specifici prompt per poi analizzarne i risultati sotto la lente della sensibilità umana. L'esperimento evidenzia come la macchina fatichi a restituire la profondità dei "mondi fantastici" (come quelli de Le Cronache di Narnia, recentemente ritradotte da Edoardo Rialti). Non è un rifiuto ludista del progresso, ma una riflessione etica e qualitativa: può un algoritmo comprendere l'empatia necessaria per tradurre l'indicibile?
In un mondo ossessionato dalla performance culturale e dal numero di libri letti all'anno, TESTO offre un rifugio ironico: l’"Incontro dei non lettori". Quest'anno la sfida riguarda Il giovane Holden di J.D. Salinger, nel suo 75° anniversario. L'evento insegna scherzosamente a "fare colpo in società" maneggiando i dettagli del capolavoro senza averlo letto. È l'occasione per sfoderare perle di bibliographic trivia che i veri appassionati adorano, come il dettaglio dell'unmistakable white cover (l’unica copertina bianca nel catalogo Einaudi). Sotto il gioco, però, emerge l'invito reale: riscoprire l'eredità di Holden Caulfield attraverso la curiosità, libera dal peso del dovere scolastico.
Il legame con la materialità del segno è affidato a Testone!, il giornale ufficiale della fiera. Non è una semplice brochure, ma un progetto di design curato da Humboldt Books e studio bruno. Stampato in loco con tecnica Risograph — un’affascinante evoluzione del ciclostile che si colloca tra serigrafia e offset — il giornale rivendica la bellezza dell'imperfezione tattile. In un'era dominata dal digitale, questo ritorno alla stampa "fisica" e artigianale sottolinea che il libro e i suoi derivati sono, prima di tutto, oggetti di design che possiedono un'identità visiva e materica irripetibile.
L'editoria come impegno civile Con 169 case editrici e 200 eventi, TESTO 2026 non dimentica la funzione sociale del libro. Il coinvolgimento della Regione Toscana attraverso il progetto "La Toscana delle Donne" porta in fiera la riflessione sugli 80 anni del voto femminile e il sostegno ai diritti civili in Iran. Questo impegno si cristallizza nella mostra multimediale dell'Archivio Locchi, dove la memoria storica diventa uno strumento di responsabilità presente.