Maltempo: ecco una mappa dei danni al territorio

I problemi e gli interventi nella comunicazione dell'assessore all'Ambiente Renzo Crescioli al Consiglio provinciale di Firenze


FIRENZE — L’evento di maltempo del 10 febbraio è stato particolarmente severo per intensità ed estensione. Si è trattato di un'intensa perturbazione che, ha spiegato al Consiglio provinciale l'assessore all'Ambiente Renzo Crescioli con una comunicazione sull'argomento, ha provocato un rapido innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua della provincia.
Alle ore 15 del 10 febbraio è stata aperta la Centrale Operativa del Servizio di Piena della Provincia di Firenze, rimasta in azione ininterrottamente sino alle ore 23.10 dell’11 febbraio, a seguito del rientro dei corsi d’acqua entro i livelli di guardia, dopo una graduale diminuzione lungo tutta la giornata dell’11 febbraio. A questo proposito "voglio innanzitutto nuovamente ringraziare il nostro personale del Servizio di Piena e della Protezione Civile che ancora una volta ha seguito con professionalità e dedizione questa ennesima delicata situazione, in stretto raccordo con gli altri Enti interessati e le associazioni di volontariato". Venendo al dettaglio per ciò che concerne i corsi d’acqua, bisogna innanzitutto far presente che il territorio era già stato oggetto di un altro importante evento atmosferico che aveva colpito la provincia nelle giornate del 30 e 31 Gennaio. Il nuovo evento dunque è andato ad inserirsi in tale quadro che vedeva la Provincia impegnata in sei interventi di somma urgenza. Le aree più colpite il 10/11 febbraio sono state quelle che sottendono ai fiumi Ombrone Pistoiese, Bisenzio e Sieve.

Per quanto riguarda Ombrone e Bisenzio, ambedue hanno raggiunto il colmo nelle prime ore del giorno 11 febbraio raggiungendo livelli superiori al terzo stato di guardia in una scala da 1 a 3, destando perciò forte preoccupazione e impegnando il personale ininterrottamente per 48 ore. La buona manutenzione dei corsi d'acqua e il costante lavoro di vigilanza svolto in questi anni hanno permesso di superare la crisi senza rilevanti danni sul territorio.
La criticità più forte si è verificata per il travaso di acqua dal Bisenzio al fosso Macinante (opera di proprietà del Comune di Firenze) a causa delle condizioni fatiscenti del Mulino di San Mauro a Signa (anch’esso di proprietà del Comune di Firenze). Tale situazione ha portato il canale Macinante a un passo dalla tracimazione nell'area di San Donnino.
Per quanto riguarda la Sieve, una volta avuta conferma dalle previsioni meteo dell'intensità dell'evento e della localizzazione delle piogge (cosa che si è verificata con l'aggiornamento meteo della mattina del 10 febbraio), si è deciso nella prima mattina del giorno 10 febbraio di far effettuare alla società Publiacqua, gestore della diga, una manovra al fine di migliorare la capacità di laminazione tipica dell'invaso, in modo cioè da rendere disponibili, nei limiti del possibile, maggiori volumi d'invaso nel successivo momento in cui sarebbe arrivato il picco di piena, poi avvenuto nel tardo pomeriggio.
E' da evidenziare come l'invaso abbia svolto comunque una funzione di laminazione per tutto l'evento e che quindi non si possa parlare di svaso ma di regolazione della capacità di laminazione. A dimostrazione di ciò basta vedere che i livelli d'invaso hanno subito un costante innalzamento durante tutta la giornata. Della manovra sono stati informati tutti gli enti che hanno competenze in materia (Regione Toscana, Prefettura e Registro dighe).
La manovra dell'invaso è comunque da ritenersi eccezionale, infatti negli ultimi 10 anni era stata intrapresa una sola volta oltre a quella del giorno 10/02. Tale azione ha permesso di ridurre nel momento di massimo picco di piena in Sieve le portate da Bilancino da 150 mc/sec a 78 mc/sec. A fronte di ciò si sono verificati degli apporti straordinari degli affluenti della Sieve (Anguidola, Rimotoso, Carza, Fistona, Faltona, Levisone, Bagnone), posti a valle della diga e dunque immissioni non regolabili dalla stessa: in particolare si è avuta una portata straordinaria del torrente Carza, che è arrivato a immettere nella Sieve portate dell'ordine di 100 mc/sec.
Nonostante l'operazione di laminazione nel momento di picco, si è assistito all'allagamento di alcune abitazioni site in prossimità del fiume Sieve in località Sagginale (edifici che si erano già alluvionati durante le piene del 1992) e che insistono su aree perimetrate a pericolosità elevata del Piano assetti idrogeologico.
Risulta comunque agli Uffici della Direzione Difesa del Suolo che un ruolo determinante nell'allagamento di dette abitazioni lo abbiano avuto più che le acque della Sieve le acque di versante portate dal reticolo minore.
In ogni caso una gestione ottimale che esuli dal prendere decisioni in un momento di crisi si potrà avere solo quando sarà data attuazione a quanto previsto nella Direttiva Presidenza del Consiglio dei ministri 27.02.2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allerta nazionale e regionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile", relativamente ai piani di laminazione.
Essa prevede: “Nell’ ambito della gestione del Sistema di allertamento per il rischio idraulico la Direttiva prevede la necessità di organizzare un’adeguata attività di regolazione dei deflussi dagli invasi artificiali presenti sul bacino, per concorrere a limitare gli effetti della piena. A tal fine l’ Autorità responsabile del governo delle piene assicura, con il concorso dei Centri Funzionali, delle Autorità di Bacino, del Registro italiano dighe, degli Uffici territoriali di Governo, delle Autorità responsabili dei piani d'emergenza provinciali, dei soggetti responsabili del presidio territoriale ed attraverso i gestori di opere idrauliche, la massima laminazione dell' evento di piena, atteso o in atto, e lo sversamento in alveo di portate non pericolose per i tratti del corso d'acqua a valle.
Per diversi e possibili prefigurati scenari d'evento e per ciascuna diga, il piano di laminazione deve prevedere le misure e le procedure da adottare che, pur definite tenendo in buon conto sia la mitigazione degli effetti a valle dell'invaso, sia la sicurezza delle opere, sia l'esigenza di utilizzazione dei volumi invasati, non possono comunque non essere finalizzate alla salvaguardia della incolumità della vita umana, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente”.
E' quanto peraltro previsto anche dalla Dir 2007/70/CEE sui distretti idrografici, che stabilisce la necessità di un Piano di gestione delle piene.

Per quanto riguarda il fiume Arno si è assistito ad una piena rilevante e suggestiva, che però non ha provocato apprensione nel tratto cittadino di Firenze. Fa eccezione la criticità, nel comune di Firenze, dell'Hotel realizzato all'interno delle vasche dell'acquedotto a Rovezzano che è stato evacuato durante la notte per delle filtrazioni d'acqua.
Livelli importanti per l'Arno si sono rilevati all'idrometro di Ponte a Signa per l'immissione del Bisenzio. Tali livelli hanno costretto il personale della Direzione difesa del suolo a mantenere le idrovore di Ponte a Signa e di Porto di Mezzo per circa 48 ore.
Per ciò che riguarda i corsi d’acqua nel territorio dell’Empolese Valdelsa, l’Ufficio Difesa del Suolo dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, ci comunica che, premesso che la sua attività nei tratti di competenza si è svolta regolarmente, numerose sono state le segnalazioni con situazioni talvolta problematiche, sebbene a volte ricorrenti.

Le maggiori criticità hanno riguardato:
Certaldo, con un leggero allagamento nella zona via di Pian Grande causata da esondazione soprattutto di fossi che non riuscivano a scaricare in Elsa. Il tratto è di III categoria. Si è realizzata una piccola esondazione del fiume Elsa, in una zona che spesso viene sommersa dall’acqua in quanto si trova ad una quota bassa; le sponde di alcuni fossi si trovano a quota inferiore a quelli dell’Elsa, soprattutto in via di Pian di Sotto.
Sempre a Certaldo nella zona di via di Pian di Sotto si sono verificati allagamenti, anche in conseguenza dell’apertura di una breccia sul fiume Elsa all'altezza del borro del Pozzino/Vicariato in occasione degli eventi del 30 e 31 gennaio. Il giorno 31 gennaio il competente Ufficio dell’Unione dei Comuni si è attivato immediatamente con un intervento di somma urgenza affidato all’impresa BCM srl di Scandicci, per ripristinare la parte dell’arginatura del fiume Elsa crollata e il manufatto di scarico; l’intervento è tutt’ora in corso, complicato dal rialzamento del livello dell’Elsa per le prolungate precipitazioni dello scorso fine settimana. L’Ufficio sta redigendo gli atti necessari per l’approvazione in Consiglio provinciale dell’intervento e dell’impegno di spesa, relativi alla somma urgenza. A causa della mancanza della cataratta in fondo al borro del Pozzino/Vicariato l’allagamento è stato più consistente

A Castelfiorentino nei pressi di via di Pettinamiglio a monte del Torrente Pescaiola gia con il precedente evento (30-31 Gennaio) si era manifestato un cedimento della sponda con interessamento anche dell’argine. Con l’ultimo evento la situazione è peggiorata interessando una zona più vasta; tant’è che lunedì 10 febbraio sera è stata fatta portare una ruspa per una eventuale emergenza e mercoledì sono iniziati i lavori di somma urgenza per ripristinare al più presto le condizioni di sicurezza dell’argine.

A Fucecchio si sono verificate esondazioni in via di Saettino in quanto trattasi di aree golenali del Fiume Arno che si allagano ogni qual volta si verifica un evento di piena considerevole. Sono state evacuate tutte le persone che abitano nelle case all’interno dell’argine in zona golenale. Peraltro, in adiacenza alle abitazioni di Via Saettino è presente un arginello cosiddetto “di fuga” per consentire alle persone di raggiungere l’argine maestro (classificato in 2^ categoria) posto ad una quota superiore.

A Montelupo Fiorentino, si è verificata un’erosione in sx dell’argine del Torrente Pesa in corrispondenza della cassa di espansione Turbone. Il tratto è di III categoria; una prima erosione leggermente più a valle era avvenuta con gli eventi del 30/31 gennaio. Con l’ultima piena si è avuta una erosione poco a monte di entità 10 volte superiore che ha interessato il 50 % di argine (della cassa di espansione).
L'assessore Crescioli ha anche comunicato nel dettaglio gli interventi in somma urgenza sui corsi d’acqua in seguito alle piene del 30 e 31 gennaio. Essi riguardano le sistemazioni di difese di sponda dell’Arno a Firenze (Isolotto), delle paratoie e di un muro di sponda crollato sullo Stagnolo a Lastra a Signa, delle paratoie sull’Arno nei Comuni di Signa, Lastra a Signa e Scandicci, e di un muro di sponda sull’Isone nel Comune di Bagno a Ripoli. Tra questi anche la somma urgenza del valore di circa 30.000 euro per la risistemazione dell’opera di svuotamento della cassa di espansione di Granaiolo a Castelfiorentino, danneggiata dalla piena dei giorni scorsi, e che migliorerà anche gli storici problemi di scolo dei terreni.
Sempre su Granaiolo, sono stati affidati e consegnati ad inizio febbraio i lavori che puntano a risolvere il difettoso funzionamento delle paratie che fa sì che l’acqua dall’Elsa in via generale entri nella cassa ad una quota più bassa di quella dovuta. Va però precisato che la cassa, in occasione della piena di fine gennaio e considerato il livello raggiunto dall’Elsa, si è riempita non a causa di tale malfunzionamento, ma nello svolgimento delle proprie funzioni di cassa d’espansione. Questi ultimi interventi erano oggetto, per ciò che riguarda le competenze della Direzione Difesa del Suolo, delle sollecitazioni contenute nella nota del Sindaco di Castelfiorentino di fine 2013.

L’evento di maltempo del 10/11 febbraio ha visto ovviamente impegnata anche la Protezione Civile Provinciale. Dalla mezzanotte del 10 febbraio alle 12.00 del 12 febbraio, periodo di validità dell’allerta, la sala operativa della Protezione Civile ha gestito 85 criticità di vario tipo, dagli allagamenti, agli eventi compromissori della viabilità, fino ad arrivare alle problematiche ambientali con attivazioni del personale ARPAT.

Alcuni dati di dettaglio:
458 chiamate in ingresso ed in uscita al netto delle chiamate che non è stato possibile registrare nel diario di sala nei momenti più concitati
729 registrazioni nel diario di sala;
1625 fax inviati, 106 ricevuti;
1147 mail inviate;
2809 SMS inviati;
35 aggiornamenti sulla pagina ufficiale Facebook;
35 aggiornamenti via Twitter;
14 bollettini Infosop

La sala operativa ha inoltre supportato il personale del servizio di piena gestendo l’invio delle comunicazioni via fax agli enti ed associazioni di volontariato coinvolte nel servizio di piena. In sala sono state preparate, inviate e ricevute 57 comunicazioni.
Mediamente sono stati presenti continuativamente 4 operatori più il responsabile del servizio protezione civile.
Le prime richieste di intervento dovute alle condizioni meteorologiche si sono registrate alle ore 10,15, due ore dopo l’inizio dell’allerta meteo.
Presso la sala operativa della Protezione civile della Provincia si è insediata, alle ore 12.00 del 10 febbraio, l’Unità di crisi provinciale integrata (Provincia-Prefettura) presieduta dal viceprefetto Dottoressa Santoro e dal Dott. Masetti che ha tenuto la prima riunione di coordinamento con i referenti dei Comuni e dei Centri intercomunali, con le forze dell’ordine ed il volontariato. In seguito l’Unità di crisi ha coordinato tutte le operazioni raccordandosi anche con l’unità di crisi predisposta dalla provincia di Prato.
La Sala operativa ha mantenuto costanti contatti con i Centri Intercomunali del Mugello, dei Colli Fiorentini, dell’Arno-Sud Est, dell’Unione dei Comuni della Valdisieve, dell’Empolese Valdelsa e con i Centri Situazioni dei comuni interessati dalle criticità dovute alle condizioni meteorologiche, oltre al costante raccordo con la Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Toscana.
Per quanto riguarda specifiche attività di protezione civile, la sala Operativa ha coordinato la prima fase degli interventi dovuti alla frana dell’intera sede stradale della SP107 che ha isolato un’abitazione (3 nuclei familiari) nel comune di San Piero-Scarperia coinvolgendo personale del servizio viabilità e volontari del soccorso alpino della stazione di Faltona I nuclei familiari sono stati poi presi in carico, come dovuto, dal Comune.
Personale del centro mobile della Provincia è stato inviato, su richiesta del sistema regionale, nel comune di Quarrata con l’idrovora da 12000 L/h per svuotare un canale che minacciava di esondare.
Sono stati consegnati al Comune di Fucecchio, su richiesta del suo Sindaco, 1000 sacchetti di juta per poter effettuare la sacchettatura di abitazioni che rischiavano l’allagamento.
Tecnici del Servizio di Protezione civile si sono recati sull’area della frana della SP107 per effettuare rilievi fotografici e video per mezzo del drone in dotazione al servizio.

In generale, le criticità rilevate sul territorio provinciale, comprese quelle gestite dai Comuni, sono state le seguenti:

Nell’Alto Mugello e territori montani le criticità riscontrate sono derivate da diffuse frane, smottamenti e allagamenti delle sedi stradali.
In Mugello e Val di Sieve criticità dovute agli alti livelli idrometrici della Sieve e criticità al reticolo minore, oltre ai suddetti allagamenti delle aree vicino al fiume a Sagginale e Ponte a Vicchio, chiusura dei ponti sulla Sieve nel comune di Borgo San Lorenzo, allagamenti a San Francesco, Comune di Pelago, allagamenti a Pontassieve.
A Firenze e nella piana fiorentina, innalzamento sopra il terzo livello di guardia del fiume Arno a Signa. Si sono resi necessari la chiusura del ponte bailey alle Cascine oltra alla suddetta evacuazione di un albergo sulle rive dell’Arno, allagamenti diffusi nella zona del parco dei Renai con la chiusura delle passerelle sull’Arno a Signa.
Area dei fiumi Bisenzio e Ombrone: innalzamento sopra il secondo livello di guardia dei due fiumi con chiusura del Ponte all’Asse tra le province di Prato e Firenze, allagamenti a scantinati, piani interrati e piani terra dovuti alla mancata ricezione del sistema fognario causato all’altezza idrometrica dei corsi d’acqua.
Valdarno Inferiore: criticità dovute all’innalzamento del fiume Arno, allagamenti diffusi nella zona di Fucecchio con famiglie evacuate (70 persone), smottamenti e frane sulla viabilità provinciale e comunale. I fiumi Era ed Elsa invece, pur raggiungendo i livelli di guardia, hanno provocato minori problemi rispetto agli ultimi eventi meteorologici.
Nel Chianti, Valdarno, Alto Mugello e territori montani inoltre le criticità riscontrate sono derivate da diffuse frane, smottamenti e allagamenti delle sedi stradali.

L’elenco delle strade con criticità è molto lungo. Si segnalano soltanto le situazioni più critiche, in questi giorni/ore oggetto di interventi e quindi in via di soluzione:
1) Chiusa la SP 306 fra Marradi e Palazzuolo sul Senio, in prossimità di quest’ultimo centro abitato. Sempre sulla stessa strada è in atto un dissesto anche in direzione Casola Val Senio con senso unico alternato; entrambi i dissesti sono presidiati dal personale tecnico della Provincia di Firenze. Le verifiche sull’evoluzione dei dissesti nelle prossime ore consentiranno di comprendere come rendere possibile nel primo caso la riapertura a senso unico alternato e nel secondo la stabilizzazione del dissesto;
2) Chiusa la S.P. 32 della Faggiola fra Palazzuolo e Firenzuola con situazione in via di soluzione, tramite intervento in urgenza di rimozione dei materiali franati;
3) Chiusa la S.P. 16 al km 5 in prossimità di Greve in Chianti;
4) Chiusa la S.P. 107 Carlone – Legri a causa di un dissesto che ha interamente asportato la sede stradale; allo studio soluzioni di viabilità alternativa;
5) Chiusa la S.P. 117 in prossimità di Firenzuola;
6) Chiusa la S.P. 34 di Rosano con intervento in atto per consentire la riapertura, quantomeno a senso unico alternato;
7) Chiusa la S.P. 130 dei Colli Alti per riattivazione di un fenomeno franoso che già in passato aveva provocato dissesti;
8) Chiusa la S.P. 17 in Comune di Reggello per riattivazione di fenomeni franosi che interessano le balze;
9) Chiusa la S.P. 84 di Montepiano per crollo di blocchi di roccia.

Infine, per ciò che riguarda l’evento franoso a Panicaglia, si ribadisce che l’evento è di rilevanza comunale, gestito in prima battuta dal Comune di Borgo San Lorenzo e dall’Unione dei Comuni del Mugello.
Il Sindaco ha inoltre richiesto il contributo delle strutture regionali e provinciali. In questo contesto, la Provincia di Firenze ha messo a disposizione del Comune le proprie strutture, in particolar modo il servizio Protezione Civile della Provincia - che si è fatto carico di mantenere i rapporti tra i due livelli (comunale-regionale) ed il servizio geologico per eventuali supporti nella progettazione degli interventi che saranno necessari.
Ad oggi la frana è ancora in continuo movimento (da sabato 8 febbraio a venerdì 14 febbraio vi è stato uno spostamento graduale per un totale di 36 cm), e dunque non è possibile definire l’entità e la tipologia degli interventi che saranno necessari.
I lavori di Publiacqua per lo spostamento del collettore fognario con la realizzazione del by pass sono stati rapidamente conclusi. Si assumeranno maggiori informazioni circa l’effettiva incidenza della situazione degli scarichi fognari descritta nella domanda d’attualità sull’evento franoso, nonché dettagli da Publiacqua in relazione allo stato dell’arte della progettazione e realizzazione del collegamento fognario tra Ronta e Rabatta.
Si ricorda che la frana è uno scivolamento rotazionale che ha interessato una estesa porzione di un terrazzo morfologico impostato nei depositi fluvio-lacustri che bordano il margine settentrionale del bacino del Mugello. Tali situazioni presentano per condizioni morfologiche e geotecniche situazioni di elevata pericolosità da frana. La frana di Panicaglia costituisce probabilmente la riattivazione di un dissesto quiescente con evoluzione retrogressiva ed in allargamento. La pericolosità dell'area in frana e comunque delle zone nelle immediate vicinanze del dissesto del Gennaio 2014, è evidenziata nei vigenti strumenti di pianificazione territoriale di Autorità di Bacino dell'Arno e del Comune di Borgo San Lorenzo.
Quanto al richiamo alla data del 1992, tale data è quella dalla quale sono rese disponibili immagini satellitari di telerilevamento radar che consentono opportunamente interpretate con la tecnologia dei “Permament Scatterers” (riflettori permamenti) di individuare in prossimità dell'area in frana alcuni “riflettori” con spostamenti di ca 5 mm/anno, maggiori quindi ai limite convenzionale di 1,5 – 2 mm/anno al di sotto del quale il riflettore permanente è ritenuto stabile.

Dopo la comunicazione dell'assessore Crescioli, si sono registrati gli interventi dei diversi gruppi consiliari. Andrea Calò (Rifondazione comunista) ha lamentato la situazione di profondo dissesto ai Renai. Massimo Lensi (radicale, Gruppo Misto) ha spiegato che "se si scava nella mole dell'ultima emergenza, lo spaccato del nostro territorio assume sempre dimensioni di notevole criticità. Il territorio è fragile, ma a motivo della mancanza di adeguata prevenzione ogni volta che si chiude un ciclo, si riparte punto a capo".
Alessandro Cresci (Progetto Toscana - Idv) ha ricordato lo stato della strada provinciale per Rosano, invitando a far avanzare celermente i lavori di ripristino.
In sede di replica, l'assessore Crescioli ha respinto "il gioco allo scaricabarile" di responsabilità. I Comuni conoscono i rischi di esondazione sul loro territorio. Si vi sono case in zone pericolose non si può pensare di saperlo il giorno dopo.

Redazione Nove da Firenze