Firenze: i 70 anni dall'uccisione di Sinigaglia

Giovedì 13 febbraio manifestazione in via Pandolfini. Sabato 15 febbraio Colle di Val d’Elsa celebra il 70° anniversario del bombardamento del 1944


CERIMONIE — Il 13 febbraio 1944, Alessandro Sinigaglia, un negro ebreo comunista, come lo definisce lo storico Mauro Valeri, viene assassinato all'uscita da una trattoria del centro di Firenze, in via Pandolfini. Mentre Sinigaglia, senza armi con sé, sta cenando con il compagno empolese Pietro Lari, entrano due fascisti della banda Carità, Natale Cardini e Valerio Menichetti. Sinigaglia è subito individuato...per il colore della pelle, figlio com'è di un ebreo e di una donna di colore! Non è difficile ucciderlo mentre fugge all'aperto e, pare, che dal suo cadavere vengano addirittura cavati i denti d'oro! L'emozione in città per la morte di un suo giovane eroe è fortissima; la brigata Garibaldi ne prende il nome: di lì a pochi mesi la brigata "Sinigaglia" è la prima ad entrare in Firenze liberata la mattina dell'11 agosto 1944. In occasione del 70mo anniversario dell'assassinio di Sinigaglia, si incontrano giovedì 13 febbraio alle ore 17 e 30 in via Pandolfini proprio sotto la targa che ne ricorda l’uccisione: Susanna Agostini, presidente della commissione pace e diritti umani, rappresentanti dell’ANPI, Claudio Ascoli dei Chille de la balanza con gli attori Marco Bianchini, Roxana Iftime e Matteo Pecorini da tempo impegnati a ricostruire una narrazione sulla vita di Sinigaglia che debutterà il prossimo 11 agosto nel 70.mo anniversario della Liberazione di Firenze. Sarà inoltre presente il Coro 900 di Fiesole, città natale di Alessandro Sinigaglia, coro che eseguirà alcune canzoni popolari e di lotta. Alessandro Sinigaglia, nato a Fiesole nel 1902, fu attivista comunista della lotta al fascismo. Esponente del Pci clandestino, espatriato in Francia e successivamente a Mosca, lì lavorò in fabbrica e frequentò la scuola di partito. Negli Anni Trenta combatté in Spagna e venne poi internato in Francia insieme ai superstiti delle Brigate internazionali. Consegnato ai fascisti, fu rinchiuso nel carcere di Ventotene. Rientrato a Firenze nel 1943, con il nome di ‘Vittorio’ fondò i GAP, Gruppi di Azione Partigiana. E' medaglia d’argento al valor militare. Informazioni allo 055-6236195, mail info@chille.it

La mattina del 15 e del 16 febbraio 1944 le bombe sganciate da uno stormo di aerei americani su Colle di Val d’Elsa uccisero oltre 60 persone e provocarono numerosi feriti e danni sia nella parte bassa che in quella alta, già provata da mesi di sofferenza a causa della guerra. A 70 anni da quel tragico evento, sabato 15 febbraio la città renderà omaggio alle vittime e ricorderà il drammatico fatto storico con una cerimonia ufficiale che si svolgerà al Teatro del Popolo a partire dalle ore 10.30 per poi spostarsi, con un corteo, in Piazza Arnolfo e in Piazza Bartolomeo Scala, luogo maggiormente colpito dalle bombe. La mattina del 15 febbraio di 70 anni fa uno stormo di aerei americani sganciò diverse bombe su Colle di Val d’Elsa, uccidendo molte persone e provocando numerosi feriti in Piazza Bartolomeo Scala e nelle zone vicine, da Via dei Botroni a Via San Sebastiano fino a Piazza Arnolfo e Via Pieve in Piano. La mattina del 16 febbraio gli aerei sganciarono altre bombe su Colle alta e la zona di S.Andrea. Il bilancio finale dei due giorni fu di oltre 60 vittime, diversi feriti e molti edifici danneggiati, sia nella parte alta che in quella bassa.

Redazione Nove da Firenze