Arazzi: dopo 27 anni concluso restauro "Storie di Giuseppe ebreo"

Un libro sull'epoca di Cosimo I de’ Medici, a cura di Clarice Innocenti


STORIA DELL’ARTE — Firenze, 16 gen. (Adnkronos)- Dieci preziosi arazzi raffiguranti le ''Storie di Giuseppe ebreo'', capolavoro della produzione medicea e pietra miliare della storia dell'arazzeria di tutti i tempi, tornano all'antica bellezza dopo quasi ventisette anni di lavoro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il lungo restauro, da poco concluso, e' testimoniato in una grande pubblicazione a colori, intitolata ''Gli arazzi con Storie di Giuseppe ebreo per Cosimo I de' Medici'' (Polistampa, pagine 320, euro 70), curata da Clarice Innocenti, direttrice del Settore restauro arazzi dell'Opificio e responsabile del delicato intervento, con la collaborazione di Gianna Bacci. Il libro sara' presentato martedi' 21 gennaio, alle ore 16.30, nella Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio. Interverranno Eugenio Giani, Giampiero Maracchi, Cristina Acidini e Marco Ciatti. Saranno presenti la curatrice e gli autori dei contributi. La serie raffigurante episodi che riguardano la figura biblica di ''Giuseppe ebreo'' e' composta da venti elementi commissionati nel 1545 da Cosimo de' Medici alla Manifattura medicea di arazzi, da lui stesso appena fondata. I panni, nati da disegni realizzati da Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati, sono oggi equamente divisi tra il Polo Museale di Firenze e il Palazzo del Quirinale a Roma. I dieci arazzi su cui si concentra il testo sviluppano complessivamente ben 220 metri quadrati: il loro restauro, realizzato tra il 1985 e il 2012 con il contributo determinante dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, oltre che del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, e' stato condotto attraverso una serie di complesse operazioni, dalla rimozione di fodere e supporti alla pulitura in acqua e tensioattivo, fino al consolidamento ad ago e alla predisposizione per la sospensione in verticale grazie ai supporti in lino progettati per la faccia posteriore insieme alla foderatura e al sistema di sospensione.

Gli arazzi, spiega il soprintendente al Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, ''rappresentano il punto d'incontro fra la qualita' eccelsa del disegno progettuale dei pittori fiorentini e l'abilita' tecnica dei tessitori fiamminghi, entro una ricchezza di materie pregiate che, recuperate per quanto possibile dalla pulitura, contribuiscono all'effetto generale di splendore''. Il volume, in cui le schede illustrate sono accompagnate da una ricca appendice documentaria e da una nutrita bibliografia, ricostruisce nel dettaglio un intervento straordinario, il piu' lungo mai effettuato dall'Opificio, condotto con metodologie d'avanguardia dai maggiori esperti nel settore, e ci da' la possibilita' di conoscere meglio la storia di questi capolavori scoprendone molte curiosita' e aspetti poco conosciuti.

(Red/Opr/Adnkronos)

Redazione Nove da Firenze