Contratti derivati, Pdl: “Il comune sia più trasparente e comunichi l’accordo”

Il capogruppo Marco Stella: “Unica certezza fino ad oggi: oltre un milione e 200 mila di euro di consulenze legali”. Torselli (Fratelli d'Italia): “L'assessore Petretto esulta, ma l'amministrazione si rifiuta di rendere pubbliche le condizioni”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
17 agosto 2013 20:50
Contratti derivati, Pdl: “Il comune sia più trasparente e comunichi l’accordo”

“Il Comune di Firenze sia trasparente e comunichi i termini dell’accordo sottoscritto con le banche per chiudere la vicenda degli swap -interviene il capogruppo del Pdl Marco Stella- Non ci bastano gli annunci trionfalistici dell’assessore Alessandro Petretto, esperto economista ora in forza alla corte di Renzi, per stare tranquilli ma vogliamo sapere le condizioni e le cifre dell’accordo. L’unica certezza per ora è che mentre Petretto esulta i fiorentini pagano. Nel 2013 le spese per consulenze legali ammontano a 264 mila euro; soltanto nel 2012 secondo la risposta dell’assessore ad una mia interrogazione, il Comune di Firenze ha pagato 607 mila euro per spese legali sulle vertenze swap davanti all’alta corte di Londra; se ci aggiungiamo gli oltre 300 mila spesi fino al 2011 il Comune in questi anni ha speso oltre 1 milione di euro per consulenze legali.

Quanto dovranno ancora pagare i fiorentini per le scelte sbagliate fatte dagli amministratori? Abbiamo sempre sostenuto che era una scelta sbagliata sottoscrivere swap e che i fiorentini avrebbero pagato per molti anni quella scelta. Avevamo ragione. Non solo commissioni occulte e interessi, ma i fiorentini sono costretti a pagare anche consulenze per i derivati. Siamo molto preoccupati per questa vicenda e per le ripercussioni che la questione swap potrebbe avere sui bilanci del Comune di Firenze anche nei prossimi anni.

Abbiamo sempre sostenuto che scommettere i soldi dei fiorentini era un vero errore, tutti i dati ancora una volta ci danno ragione, nel febbraio 2013 il mark to market, ovvero il 'costo corrente' dei derivati finanziari, ha raggiunto la stratosferica cifra di 84.539.801 euro, un vero e proprio record: ad aprile 2008 aveva un saldo negativo di 16,9 milioni di euro, a dicembre 2009 era diventato di 50 milioni di euro, nel 2010 è passato a quasi 55 milioni di euro, ad aprile 2012 è arrivato a 68 milioni di euro, e a febbraio 2013 è arrivato a 84 milioni di euro, quindi in soli 4 anni abbiamo perso 70 milioni di euro.

L'analisi sui dati forniti non lascia spazio ad equivoci rispetto agli swap sottoscritti, sono stati un vero azzardo finito male. Il Comune, quindi i cittadini, grazie alla scommessa fatta dagli amministratori del centrosinistra su un capitale investito di 270 milioni di euro sta perdendo, anche se virtuali, oltre il 30%. Oltre al saldo negativo del mark to market, ogni anno l’amministrazione ci rimette milioni di euro in interessi passivi: nel 2009 abbiamo speso oltre 5 milioni di euro, nel 2010 oltre 10 milioni; nel 2011 più di 9 milioni di euro, e nel 2012 oltre 8 milioni di euro, più di 30 milioni in quattro anni.

Ora non basta dire che abbiamo chiuso il contenzioso con le banche, occorre dire con chiarezza cosa comporta l’intesa e quanto dovranno ancora pagare i fiorentini”. "L'assessore Petretto oggi esulta per l'accordo raggiunto tra Comune di Firenze e Dexia sui contratti in derivati stipulati negli anni addietro -interviene il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Francesco Torselli- Sicuramente l'assessore al bilancio del nostro comune, che è persona estremamente competente in materia, avrà i suoi buoni motivi per cantare vittoria, ma crediamo che questi motivi andrebbero quantomeno condivisi e resi pubblici a tutti i cittadini, visto che questi accordi nascono a seguito della scellerata idea di "scommettere" in swap e derivati proprio con i loro soldi.

Diciamo questo perchè non più tardi di un mese fa abbiamo chiesto con un'interrogazione ufficiale all'assessore di conoscere i termini sui quali si stavano sviluppando gli accordi tra il comune di Firenze e le banche interessate dai contratti in derivati stipulati. E la risposta fu evasiva e priva di ogni risposta concreta. L'unica cosa certa che emergeva dalla nostra interrogazione era che il "mark ti market" (ovvero il totale del debito allo stato attuale) ammontava a 76.556.475,31 Euro. Una cifra che non ci fa certo dormire sonni tranquilli, nonostante le esultanze dell'amministrazione comunale.

Per non parlare dei soldi spesi in questi anni tra incarichi esterni e consulenze legali per le cause aperte contro le agenzie titolari dei contratti in derivati: a cosa sono serviti gli oltre 1.150.000,00 Euro spesi tra avvocati e consulenze legali se poi alla fine il comune ha scelto di arrivare ad un accordo, chiudendo i contenziosi? Mi pare il minimo che, di fronte ad una scelta del genere, i termini di tali accordi siano perlomeno resi immediatamente pubblici..."

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