Tabernacolo delle fonticine, l'orrenda cornice del degrado

Grande attenzione per la riorganizzazione dei banchi di San Lorenzo. Il degrado nasce dall'ambulantato perverso e dall'abusivismo dilagante. A vigilare su tutto lo sguardo della Madonna dal vetro appannato


FIRENZE —
Grande attenzione per la riorganizzazione dei banchi di San Lorenzo, quei monolocali commerciali con le ruote che ogni giorno si accomodano attorno alla piazza che circonda la chiesa dei Medici e che poi si snodano lungo via dell'Ariento fino ad arrivare a via Nazionale.
Un ritrovo, una meta gettonatissima dal turismo fiorentino che vede veri e propri pellegrinaggi all'interno di un percorso obbligato che sfocia in una delle strade più trafficate del centro storico: via Nazionale.
I banchi. Vanno spostati. Riorganizzati. La zona ha perso tutto il suo fascino. I banchi.. ma non solo

I lettori di Nove da Firenze conoscono la città nella quale vivono, abitano, si muovono ed hanno colto una incongruenza grande quanto un tabernacolo. Possibile che si sia dato tanto risalto ai banchi senza pensare che in quel quadrilatero che comprende anche l'orrenda Sant'Orsola, esistono degli angoli dimenticati da tempo?

Fuori dal mercato, fuori dal degrado? Dopo l'ultima bancarella ecco apparire il più bel fontanile fiorentino il "Tabernacolo delle fonticine". Il degrado nasce dall'ambulantato perverso e dall'abusivismo dilagante? A vigilare su tutto lo sguardo della Madonna dal vetro appannato.
Per una città che inaugura un fontanello pubblico ogni 10 giorni dovrebbe essere un'opera monito ed un vanto da preservare. In un contesto additato per eccesso di abbandono dovrebbe risultare il fiore all'occhiello che fa sbiadire tutto il resto e chiede vendetta al senso estetico.

Realizzato da Girolamo e forse Giovanni della Robbia nel 1522, fu così chiamato per la presenza delle sette teste di cherubino che versano, attraverso delle cannelline sulle bocche, altrettanti flutti d'acqua nella vasca marmorea. Della Robbia? Quelli conosciuti in tutto il mondo? Gli artisti della ceramica colorata, i maestri dell'arte cromatica della pasta cotta? Pare di sì.

Modellato in terracotta invetriata policroma, nello stile ricco di colore di Giovanni, e raffigura nella parte centrale la Madonna col Bambino fra i santi Barbara, Luca, Jacopo e Caterina; altre teste di santo intercalano la cornice a festoni, mentre nell'estradosso sono il Padre Eterno con lo Spirito Santo ed angeli adoranti. Il tabernacolo è situato entro un portico a colonne, di pietra serena e riposa su una base di marmo, sostenuta da mensole inginocchiate a zampa leonina.


AntLen

Redazione Nove da Firenze