Aduc e coordinamento Cargiver ne chiedono l'abolizione

La richiesta viene fatta nell'ambito dello 'spending review' del Governo al commissario Enrico Bondi


SOCIETÀ DELLA SALUTE — Aduc e il Coordinamento Etico Nazionale Caregiver chiedono al commissario governativo per lo “spending review”, Enrico Bondi, l’abolizione delle Societa' della salute (SDS) in Toscana.

Di seguito il comunicato da parte dell'Aduc:
La Corte Costituzionale, con sentenza 326/2010 ha ribadito l'illegittimita' dei Consorzi come quello della Società della Salute, che di fatto uniscono Comuni e Aziende Sanitarie locali. Un provvedimento per il contenimento della spesa degli enti locali, cosi' come previsto dalla legge 191 del 23/12/2009.
Recentemente, anche la Corte dei Conti ha posto forti dubbi sulla utilità dell’istituzione “Società della Salute”, criticandola come fonte di spesa nel complesso sistema di organizzazione amministrativa e di programmazione del sistema sanitario: sulla base dei dati dell’Amministrazione Regionale, a distanza di sette anni dall’introduzione di questo soggetto, non si è consolidato un modello di riferimento, una procedura che garantisca la trasparenza del percorso amministrativo e gestionale. La Corte ha quindi indicato come opportuna una riflessione sui costi di queste strutture a fronte della necessità di riduzione della spesa pubblica nazionale, regionale e locale.

Il Tar della Toscana, intervenendo su un contenzioso tra associazioni disabili e SDS, ha rilevato che molte delle 28 SDS presenti sul territorio regionale toscano (di cui operative solo 25) dimostrano la realta' di un sistema che molto spesso disapplica i criteri generali e di garanzia espressi dalla stessa normativa regionale.
In questo contesto e' innegabile che nonostante il lungo ed infinito periodo di sperimentazione, a tutt’oggi il sistema della Societa' della Salute non riesce a dare concrete risposte per miglioramento, efficienza e garanzia per un miglior accesso dei cittadini ai servizi socio-sanitari. Con un rapporto costi/benefici negativo e certificato.

Per questo motivo chiediamo al Governo l'abolizione delle SDS, e proprio nell'ambito dell'iniziativa di “spending review”: eliminare un costo per una struttura che ha dato questi risultati, avrebbe anche un forte carattere simbolico della volonta' governativa di riduzione della spesa pubblica.


Il comunicato di Mugnai (Pdl): «Dopo i sindaci Pd, ecco la stroncatura dei cittadini. La Regione abbia il coraggio di abolire carrozzoni inutili e costosi»


Società della Salute: in principio fu il centrodestra; poi toccò alla Corte dei Conti, alla Corte Costituzionale, al Tar toscano e anche ai sindaci del Pd. Oggi sono gli stessi cittadini che, per bocca dell’associazione di consumatori Aduc, ne chiedono l’abolizione direttamente al governo, invitandolo a intervenire nell’ambito della spending review in atto. «E’ come ritenevamo – commenta il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl) – i consumatori hanno chiarissima l’autentica mission di questa invenzione tutta toscana, ovvero la creazione di poltrone da elargire per consolidare e mantenere il consenso politico di un Pd egemone in Toscana. Altro che sanità: si chiamano Società della Salute, ma alla salute servono ben poco. E la gente, dopo otto anni di inutile sperimentazione, se ne accorge. Ora più che mai, al Pd di Rossi e Scaramuccia rimane una sola via dignitosa: chiudere l’esperienza fallimentare delle Sds, poltronifici inefficaci quanto costosi, un peccato d’orgoglio politico scontato dai cittadini».

Del resto le perplessità sulle Sds espresse oggi da Aduc al governo Monti non sono una novità per il Pdl: «Nate con il Piano sanitario 2002-2004 – ricorda Mugnai – le Sds furono presentate come un’intuizione geniale che avrebbe contribuito a dar lustro al modello toscano. Beh: in tutti questi anni non se l’è filate nessuno». Forse, riflette Mugnai, il miglior lustro ottenibile dalle Sds sarebbe oggi la scelta di chiuderle: «Da parte della Regione, dovrebbe prevalere il coraggio di porre fine a questa fallimentare esperienza che ha portato solo costi per i cittadini e poltrone per i soliti noti. O si preferisce aspettare la figuraccia nazionale, con tanto di rivolta popolare?»

Redazione Nove da Firenze