Toscana: rischio congelamento per ortaggi invernali e produzioni vivaistiche

Neve benvenuta come irrigazione naturale dei campi. Preoccupazioni anche per viti ed olivi. Il decalogo salva-piante in terrazzo di Coldiretti


ALLERTA GELO — Se da una parte ha arrecato disagi ai cittadini, soprattutto per la circolazione, per gli agricoltori del senese la recente nevicata è stata davvero una piccola manna dal cielo. In quanto si tratta di una irrigazione naturale di campi e colture davvero benvenuta, dopo oltre quattro mesi in cui non si sono registrate precipitazioni importanti. Il fatto che abbia piovuto così poco ultimamente, cominciava a far preoccupare gli agricoltori per eventuali futuri problemi di siccità. L’arrivo della neve ha attenuato questa paura. Dallo staff tecnico e dalla direzione dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena, spiegano dal punto di vista agronomico che la neve è ben accetta. Il terreno sottostante non congela e quando la neve si scioglierà rilascerà grosse quantità di acqua preferibili alla pioggia che invece a volte, se troppa, può causare anche dei danni. Un aspetto molto positivo per chi ha piantato il grano. Le viti, aggiungono, sono ferme, ovvero non hanno germogli, per cui il gelo non preoccupa affatto. Il freddo, inoltre, elimina insetti e germi patogeni, con un effetto di pulizia naturale molto efficace. Non si sono registrati particolari disagi, almeno tra gli associati, per gli agricoltori che allevano bestiame, in quanto i capi sono custoditi in stalle sane e adeguate. L’allerta, invece, resta per gli olivi, in pericolo per l’imminente grande gelo previsto in questo fine settimana. Speriamo che non si ripetano gli eventi del 1985, quando questi alberi sempre verdi non resistettero all’ondata di freddo e in gran parte seccarono.

Cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio, broccoli, insalatine invernali varie rischiano di congelare. Timori anche per piante di olivo, soprattutto giovani, e le viti che difficilmente sopporterebbero temperature basse – anche fino a meno 10 - per un periodo prolungato (si parla di 10 giorni di freddo polare). L’arrivo delle temperature siberiane accompagnato dalla neve, sta preoccupando, ed non poco, gli agricoltori toscani e Coldiretti che ha già allertato, per far fronte alle emergenze, anche squadre di trattori; molti delle quale già attive da diversi giorni. Secondo Coldiretti il pericolo principale si verifica quando la neve, caduta durante il giorno, si trasforma in acqua per effetto dell’innalzamento delle temperature per poi diventare ghiaccio la notte. “Un effetto che potrebbe provocare qualche danno alle produzioni – spiega Tulio Marcelli, Presidente Regionale Coldiretti – le coltivazioni a rischio sono soprattutto quelle in campo aperto. Nessun pericolo invece per i prodotti già raccolti da tempo come mele e pere nostrane che sono peraltro un ottimo alleato per affrontare il grande freddo”.

Caso a parte il florovivaismo in serra alle prese con il caro-gasolio. Un’azienda media (3 mila metri di serra) dovrà sborsare, per mantenere livelli di produzione accettabili, tra i 7 e gli 8 mila euro in più al mese. “Chi produce in serra – analizzano da Coldiretti – sarà costretto a tenere i riscaldamenti accesi per più ore con un aggravio sui costi”. Qualche timore anche per le piante tradizionalmente “allevate” all’esterno come i limonium ed in generale tutte le piante tipiche del Mediterraneo: “A meno 15 non reggerebbero”. Il gelo ha costretto gli allevatori, e qui parliamo di zootecnia, a svuotare completamente le condutture degli abbeveratoi per evitare che gelino e si spacchino oppure lasciano sempre un filo d’acqua in modo che il passaggio costante scongiuri la formazione di ghiaccio”.

Ma il pericolo è in agguato anche per le piante che teniamo sulle terrazze come agrumi, bouganville, oleandri, olivi e fichi d’India. “Il brusco abbassamento delle temperature – spiega ancora Marcelli – può anche bruciarle”. Per evitare danni e sofferenze per le piante che con cura coccoliamo tutti i giorni Coldiretti ha predisposto un vero e proprio decalogo; un manuale della sopravvivenza per le piante in terrazzo. Per prima cosa mettere al riparo le piante sulle scale condominiali, oppure negli androni di ingresso, previo accordo con i condomini, per evitare problemi, oppure in una cantina o in un garage, anche buio, per pochi giorni, considerando l’emergenza. Se non è possibile è meglio disporre i vasi contro il muro, poiché in questo modo hanno maggiore calore, mentre va evitata la collocazione accanto alla ringhiera. Meglio ancora metterli sul lato sud del balcone. Collocare – spiega ancora Coldiretti - le piante direttamente a terra piuttosto che in alto assicurerà poi maggior calore. Utile anche sollevare i vasi da terra, ponendo sotto uno strato di polistirolo. Una protezione efficace dal gelo è rappresentata dal tessuto non tessuto, una sorta di telo traspirante che si può trovare a poca spesa nei negozi di prodotti agricoli. Deve coprire l’intera pianta e va fermato infilandone i lembi sotto al vaso. L’altra soluzione - continua la Coldiretti - è rappresentata da un telo di plastica, il quale impone però una gestione più attenta, rendendo necessario chiuderlo e aprirlo più volte per evitare il formarsi dell’umidità, oltre a rischiare di essere portato via dal vento. Ancora, bisogna tenere il terreno il più possibile asciutto e innaffiare il minimo indispensabile. Quando lo si fa, evitare accuratamente che l’acqua possa ristagnare nel sottovaso, favorendo la gelata della pianta. Eventuali potature vanno, infine, effettuare a fine inverno, poiché la maggior presenza di rami e foglie assicura comunque una maggiore protezione dal freddo. “Con piccoli e semplici accorgimenti – conclude Coldiretti – possiamo salvare le nostre piante anche dal gelo siberiano”.

Redazione Nove da Firenze